TIT.jpg (17099 byte)
 
PROF.jpg (18824 byte)
   
Giovedì
1 settembre
2011

 

Profughi, ci daranno una mano

Trovata formula assicurativa, al via servizi socialmente utili
Dal giardinaggio in aree pubbliche alla sorveglianza, saranno impiegati anche a Roncade
  
I diciassette profughi fuggiti dalla Libia alla fine di giugno ed ospitati nelle strutture di Roncade, Silea e Casier potranno fra qualche giorno essere impiegati in piccoli servizi di utilità sociale grazie ad un'intesa con una compagnia privata per la loro assicurazione a copertura di eventuali infortuni.

Ne ha parlato Giuseppe Rossi, il presidente della cooperativa “Servire” che segue i giovani africani, per lo più originari di Costa d'Avorio, Ghana, Mali e Burkina Faso fin dal primo giorno della loro permanenza nei tre comuni.
“Si tratterà di attendere ancora qualche giorno per mettere a punto dei progetti precisi con le amministrazioni. In ogni caso stiamo parlando di attività non pericolose, ovviamente non retribuite, che potranno spaziare da interventi di manutenzione del verde pubblico alla ritinteggiatura di pareti di edifici comunali fino alla sorveglianza dei luoghi in cui, ad esempio, si ritrovano bambini e studenti”.

Con qualche variante. A Silea è stata proposto un servizio di portineria nella locale residenza per anziani mentre potrebbero esserci aziende private disponibili a microstage didattici e viticoltori che spiegano la filiera del vino, dalla vendemmia all'imbottigliamento.
Per tutto il mese di agosto, intanto, sono continuate le lezioni di lingua italiana e l'organizzazione di attività ludiche. Un'associazione di Quinto, grazie alla possibilità di utilizzare alcune canoe, si è inoltre dedicata ad illustrare agli ospiti l'ecosistema del Sile.

“Ogni giorno garantiamo la presenza di qualcuno di noi – spiega Stefano Donà, uno degli operatori – ed abbiamo instaurato un rapporto molto schietto e di amicizia. C'è una forte volontà di imparare la nostra lingua ed il sistema di leggi, anche per corroborare una speranza comune a tutti che è quella di rimanere in Italia”.

Un orizzonte che deve passare attraverso il pronunciamento di una Commissione incaricata di esaminare l'esistenza di requisiti sufficienti alla concessione di asilo politico, aspetto non più collegato alla situazione libica ma dipendente dal quadro esistente nei rispettivi paesi d'origine e che, per questo, dovrà essere pesato caso per caso.
 


     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665