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Martedì
26 luglio
2011

 

Profughi, urge collaborazione

Tullio: "Attività strutturate per farli sentire utili alla comunità"
La Provincia di Venezia ha avviato un progetto, quella di Treviso evita di preoccuparsene
  
L'amministrazione comunale nel dare il suo assenso all'accoglienza degli otto profughi accolti negli alloggi di Unindustria a Roncade aveva da subito chiesto che fosse garantita la possibilità di promuovere qualche attività per tenerli impegnati e favorire così la loro integrazione nel tessuto sociale del paese.

Per questo abbiamo tenuto stretti contatti con gli operatori della cooperativa Servire, a cui sono affidati i giovani africani, per promuovere, in collaborazione con le associazioni del territorio, delle attività ricreative, come alcune partite di calcio, e avviare dei primi corsi di italiano non appena si sarà raccolta la disponibilità di alcuni volontari, in attesa dei corsi veri e propri che partiranno a settembre. Si stanno anche recuperando alcune biciclette per consentire loro di muoversi più facilmente.

Il vero problema rimane quello di promuovere delle attività più strutturate che permettano ai profughi di rendersi utili per la nostra comunità, desiderio che loro stessi hanno manifestato. Per questo si sta lavorando ini accordo con la cooperativa Servire e la Prefettura al fine di superare gli ostacoli burocratici che impediscono di far lavorare i richiedenti asilo in attesa che venga loro riconosciuto lo status di rifugiati politici.

Su questo fronte sarebbe stato utile un coordinamento della Provincia, come sta avvenendo a Venezia dove la presidente Zaccariotto ha presentato un progetto, che ha ottenuto l'approvazione del ministro Maroni. Ma il presidente Muraro ha preferito ancora una volta sottrarsi a qualsiasi responsabilità, perdendo l'occasione di rendere un utile servizio ai sindaci e al territorio.

Chiara Tullio
assessore al volontariato
Comune di Roncade


da "CORRIERE DEL VENETO" del 26 luglio 2011

“Adesso che sono al sicuro non devono restare degli invisibili”. L'espressione del sindaco di Silea, Silvano Piazza, che questa mattina alle 11 aprirà la porta dell'appartamento messo a disposizione dal Comune a Lanzago per cinque ragazzi della Costa d'Avorio, sintetizza la preoccupazione emergente anche degli altri colleghi sindaco che un mese fa hanno detto di si a chi è fuggito dall'inferno libico.
La casa di Silea ha sanitari nuovi regalati da un'azienda di Meolo, mobili freschi di fabbrica sempre donati da una ditta di San Biagio, e piccoli eletrodomestici offerti dalla popolazione. Colazione, pranzo e cena saranno loro serviti nella casa di riposo e nei 46 euro al giorno loro destinati dal governo ne sono compresi anche cinque la settimana per chiamare a casa.
In termini partici più di così non si può fare ma c'è anche una componente psicologica altrettanto importante di cui tener conto. C'è, come spiegano gli otto da un mese ospitati a Roncade, una sensazione di inutilità e di ozio forzato che sta diventando pesante. La voglia di contribuire alla vita della comunità che si scontra con le norme che disciplinano lo status di richiedente asilo politico.
“Il lavoro non è previsto – ricorda il presidente della Cooperativa 'Servire', che segue l'inserimento dei profughi – ma stiamo riflettendo con i Comuni e la Prefettura per vedere come aggirare l'ostacolo. Prevalentemente il limite è di carattere assicurativo. Certo, qualsiasi sarà la scelta ci saranno contestazioni: se non lavorano ci accuseranno di mantenerli, se lavorano di sottrarre l'occupazione agli italiani o, al contrario, di sfruttare manodopera gratuita. Una scelta occorre assumerla”.
Piazza sottolinea a questo proposito che si deve parlare di impiego non retribuito su base volontaria. “Se il problema è solo di spendere qualche euro per un'assicurazione collettiva come Comune potremmo anche farlo”.
A mandare avanti un progetto per occupare i profughi è stata intanto la presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto (Lega), facendo leva sulla fornitura di servizi di formazione in cambio di particolari agevolazioni governative.
Il che ha suscitato la reazione del Comune di Roncade con riferimento all'inerzia del pari grado trevigiano di Zaccariotto. “Leonardo Muraro – rileva l'assessore alla promozione sociale, Chiara Tullio - ha preferito sottrarsi a qualsiasi responsabilità, perdendo l'occasione di rendere un utile servizio ai sindaci e al territorio”.
Oltre che a Silea, oggi sono attesi quattro giovani africani anche a Dosson di Casier.


     

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