TIT.jpg (17099 byte)
 
ROBIN.jpg (13238 byte)
   
Giovedì
8 dicembre
2011

 

Outlet: chi conta i posti che si perdono?

Pezzato: "L'analisi è solo sulla creazione, non sulla sottrazione"
La crisi ci apre gli occhi. Outlet e centri commerciali sono simboli di forme di consumo che non torneranno
  
Mi aspettavo ritornasse in auge l’argomento Outlet ultimamente sepolto dalla stasi solenne che si ammira passando nei pressi del complesso, un gigante dormiente lasciato solo a fronteggiare gli eventi atmosferici, una cattedrale nel deserto dilavata dalle intemperie.

E proprio elementi ed intemperie ci hanno recentissimamente insegnato, a colpi di vittime e distruzione, che “assistere alla paralisi di investimenti privati ed alla perdita di occasioni di crescita economica ed occupazionale della nostra regione” – quando questi si materializzano nella ulteriore scriteriata cementificazione del territorio - non nasconde alcun dramma. Anche perché la ricaduta occupazionale viene determinata limitando l’analisi alla creazione di nuovi posti di lavoro, senza inserire nel computo quelli che andranno persi a causa delle piccole attività commerciali che soccomberanno nello scontro impari. E metterei in conto anche l’assoluta insufficienza – chiara anche a mio figlio di pochi anni - delle infrastrutture viarie che avrebbero dovuto assorbire il traffico indotto dall’apertura di un polo commerciale di quelle dimensioni.
Ho sentito voci di animi sollevati alla notizia che potesse arrivare Ikea ad occupare quegli spazi vuoti, ma personalmente non trovo di che essere entusiasta di fronte ad una prospettiva del genere che alla fine opera una mera sostituzione merceologica nelle vetrine, ma nessuna differenza “di sistema” rispetto all’ipotesi outlet.

Naturalmente dispiace per il fatto che le opere di compensazione a favore del Comune siano, da un certo punto di vista (e almeno fin’ora), state eseguite pro-bono con un forte esborso da parte del Gruppo Basso, ma l’edificazione su una porzione tanto ampia di territorio comunale da sola le vale tutte, non c’è dubbio.
Per il “cosa fare” del complesso in funzione alternativa, rimando alle decine di interventi che su questo blog si sono succeduti nel corso degli anni. Altrimenti si potrebbe indire un bel concorso di idee tra i cittadini e vedere cosa ne esce. Certo è che la crisi che finalmente si è abbattuta su un sistema economico miope e vorace ci sta facendo capire che l’era di un certo tipo di idea dello sviluppo è morta, per sempre. E in quella idea ci stanno a pieno titolo gli outlet, i centri commerciali smisurati e quantaltro rappresenti il consumo smodato e ignorante. Investire ancora in tal senso sarebbe un’offesa all’intelligenza umana.

Peccato solo che a chi di dovere siano mancate lungimiranza e comprensione del momento storico-economico-politico stante all’inizio di questo vicenda.
 

Lorenzo Pezzato


     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665