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Venerdì
7 gennaio
2011

 

E il Savonarola s'infiammò

Anatemi da Inquisizione durante il panevin sul Sile
Un prete col microfono accusa i cristiani di farsela sotto. Poi parte Freddie Mercury. Bel casino
  
Serata climaticamente accettabile, partecipazione robusta di pubblico - storicamente sempre comunque diviso fra le due sponde - e grande spiegamento di effetti pirotecnici che hanno conferito un'inedita dignità scenografica al vecchio ponte di ferro.

Il panevin di mercoledì sera fra Musestre e Quarto d'Altino merita la promozione ed un riconoscimento per lo sforzo fatto dagli organizzatori. Le domande del giorno dopo, tuttavia, non mancano e puntano sostanzialmente su alcune "sbavature" che con minimo impegno potrebbero essere evitate.

Una e-mail indirizzata alla nostra redazione recita:

"...ottima organizzazione... solo due cose fuori luogo ..le musiche di contorno e la predica del parroco anzi l'anatema del parroco!!!
Tra l'altro la tradizione del Panevin fonda le sue radici nel lontano periodo celtico e serviva per evocare il ritorno del sole sulla terra, cioè l'allungarsi delle giornate che inizia dal solstizio d'inverno". http://www.youtube.com/user/domenicoguizza

Il testo, benché sintetico, pone l'accento in effetti su alcuni aspetti senza dubbio stonati o incongrui.

Primo: i Queen cosa c'entrano? Che attinenza hanno canzoni come "We are the champions" o "Radio Gaga" con una festa che più locale di così - nel senso di strettamente veneta e confinata alla pianura - non può essere?
Inutile americanata, come quella che sta trasformando la festa di Ognissanti nelle stregonesche allucinazioni di Halloween.

Secondo: giustamente il lettore fa notare che il ridondante speaker di tutto ha parlato fuorchè della interpretazione più autentica ed antropologicamente riconosciuta del motivo dell'accensione dei fuochi in questa parte dell'anno. Il 6 gennaio anticamente coincideva con il solstizio d'inverno, quindi con la data a partire dalla quale la luce comincia a riguadagnare spazio sull'oscurità. Il fuoco è dunque la celebrazione del ritorno della luce.
Significato antichissimo, pagano, secondo alcuni preromano e dunque precristiano. Il cristianesimo, solo molti secoli dopo, ha inserito in un calendario non suo la storia - peraltro anche questa controversa - dei re magi.
I quali non c'entrano nulla con il panevin, con befane e roghi di fantocci.
(Ci sarebbe casomai da chiedersi che messaggio educativo possa esserci dietro la distruzione fra le fiamme di una figura con sembianze umane, ma è meglio semplificare e lasciar stare)

Terzo: ammesso (e, per quanto appena detto, non concesso) che un panevin sia in sintonia con un intervento di autorità religiose, perchè i convenuti di fede cristiana devono sentirsi apostrofare come gente che "se la fa sotto" da un Savonarola microfonato sulla sponda di un fiume placido, in una serata tanto serena?
Forse che l'aspettativa di una pira da incendiare evoca rigurgiti da Santa Inquisizione?

L'anno prossimo ne riparliamo.

Roncade.it

     

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