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Martedì
24 maggio
2011

 

Musestre inquinato, è l'ora della rete

Daniel: "Comuni, enti ed associazioni oggi vanno in ordine sparso"
Vertice a Roncade il 31 maggio. In materia ambientale servono coordinamento e tempestività
  
Fiume inquinato, cause incerte, segnalazioni da parte di più soggetti ma in ordine sparso e reazioni lente dell'Arpav.

Le chiazze di schiume galleggianti osservate negli ultimi giorni sulla superficie del Musestre, affluente del Sile, in particolare dal punto in cui, a Olmi, riceve le acque del Mignagola, sono l'occasione per riflettere sull'inefficienza del sistema di monitoraggio dello stato dei corsi d'acqua e per far decidere all'assessore all'ambiente di Roncade, Gilberto Daniel, di convocare un incontro fra colleghi amministratori di comuni “a monte”, associazioni e uffici preposti alla vigilanza.

L'appuntamento è per martedì prossimo, 31 maggio, alle 11,30, in municipio a Roncade. Invitati sono gli assessori di reparto di Breda di Piave, Carbonera e San Biagio di Callalta, comuni attraversati dal sistema idrico che alimenta il Musestre, le associazioni dei pescatori, l'ufficio provinciale per la pesca di Treviso, il Consorzio di Bonifica “Destra Piave” e l'agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (Arpav).

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Obiettivo, spiega Daniel, è quello di rendere più efficace e tempestiva l'attività di sorveglianza e di reazione rispetto ad eventuali fenomeni di inquinamento. “Spesso accade che responsabili di singoli Comuni o le associazioni di pescatori individuino indizi di sversamenti illegali di sostanze – dice l'assessore – ma che i territori a valle non ne siano informati. Non sempre, inoltre, l'Arpav è in grado di rispondere in tempo utile, con i necessari controlli ed indagini, e quindi i responsabili delle azioni illecite possono contare su ottime probabilità di rimanere sconosciuti”.
Si tratta di soggetti di natura industriale e, più spesso, è lecito sospettare, imprenditori agricoli dai cui fondi defluiscono sostanze chimiche e liquami di natura organica che naturalmente andrebbero smaltiti in altro modo.
“Organizzando in rete anche la vigilanza, evitando sovrapposizioni e sforzi inutili, sarà possibile anche rendere più frequenti e puntuali i monitoraggi. Soprattutto – conclude l'assessore roncadese - consentire che i prelievi di campioni d'acqua e le conseguenti analisi vengano eseguite con la massima rapidità”.

Il problema oggi riguarda il Musestre ma sintomi di sofferenza, a causa di sversamenti sostanza inquinanti, sarebbero state osservate più volte anche nel Vallio. I momenti più critici per il rischio di azioni dolose, viene sottolineato, sono le ore notturne e le giornate di pioggia.

     

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