TIT.jpg (17099 byte)
 
FRED.jpg (13146 byte)
   
Martedì
12 luglio
2011

 

S.P.Q.R. Salviamo questa povera Roncade

Dino Lorenzon: "Paghiamo urbanisti cantastorie"
Anni di discussioni e scelte travestite da risultati condivisi ma rimaste sulla carta. E' ora di crescere
  
Spett Roncade.it complimenti per il quadro che hai dipinto sul Blog, è tremendamente vero, e l'ACER associazione commercianti, ne ha completato l'opera incorniciandolo.

Se almeno una piccola quantità qualificata di quella moltitudine di roncadesi che a parole la pensano e approvano quanto fatto da quelli che si espongono avessero il coraggio di esporsi, e creare così, a loro volta, un movimento di opinione allora Roncade sarebbe salva. Mi sembra, però, che il tutto sia caduto in un silenzio assordante.

Ora, passeggiando per Roncade, che non sta morendo ma è già morta, si possono contare 13 negozi chiusi trascurando gli spazi vuoto destinati uffici, studi o altro sembrano loculi cimiteriali può sembrare facile criticare e sputar sentenze ma, cerchiamo di essere seri. Sicuramente siamo un po' tutti corresponsabili: sia pure nel rispetto delle leggi, infatti, quanti di noi adottano gli orari di apertura di negozi, bar, uffici, alimentari, forni oreficerie e tutto il comparto dei servizi a orari e giorni adatti un po' alle proprie necessità, inducendo così quel disagio che induce un consumatore a consultare vari orari e vari giorni di apertura con il rischio che questi decida, alla fine, di frequentare i centri commerciali che sono sempre aperti?

Tornando a noi, comunque, e consultando il mio archivio, arricchito da tanti aiuti, ho trovato cose interessanti che meritano essere ricordate al fine di trarre qualche considerazione.
Mi permetterò inoltre di aggiungere un po' di colore e calore, così mi perderò il saluto di qualche altro politico locale.

Non fa male un po' di poesia, si può anche scrivere che Roncade era una tranquilla cittadina della pianura padana inserita in un contesto prevalentemente agricolo e che possedeva un centro storico interessante luogo di riferimento ancora attuale per molteplici attività commerciali ed economiche. Un centro che andava solo conservato, pregno di una storia alquanto significativa, vissuta all'ombra della meravigliosa villa castello-prepalladiana che fu dei Giustinian e di un borgo pieno di eventi e di personaggi: da Gabriele D'Annunzio a Riccardo Selvatico, fondatore della Biennale di Venezia; da Carlo Alberto Radaelli, illustre personaggio del risorgimento a Carlo Goldoni che, risalendo il Musestre qui villeggiava.

QUALE FUTURO PER RONCADE

Si può cominciare dal dopoguerra, con l'attraversamento della statale n° 63 e subito dopo con autorizzazioni comunali a sostituire interi pezzi di portici con moderne costruzioni che fanno male agli occhi di giorno e anche di notte alla luce fioca dei moderni lampioni. Dalla ricca documentazione si può tranquillamente ricordare che tutto iniziò con delle scelte, allora democristiane e vale la pena di riportare alcune righe di un volantino del P.C.I. del 1987 che diceva: “...nel lontano1977 l'Amministrazione roncadese affidò a un noto urbanista locale, l'incarico di elaborare il Piano Regolatore Generale, considerando indispensabili le esigenze di un coordinamento territoriale del nostro comune, che non brillava e non brilla per ordine, rispetto del territorio e lungimiranza nelle scelte di ordine urbanistico. Tale P.R.G. Venne depositato dal tecnico incaricato, presso il Comune nel lontano 1982, senza che ciò sia a conoscenza di alcuno, salvo pochi intimi Amministratori...”

Ancora, domenica 11 ottobre 1992. Durante un convegno studio di illustri studiosi, ci fu un' ampia descrizione iniziata dall'ultima era glaciale, in un programma studio tenuto davanti al sindaco Ivano Sartor, l'Arch. Marco Parodi, Arch. Claudio Pagani, On. Avv. Dino De Poli, Arch. Luciano Gemin e Nico Cunial e l'Arch. Camillo Pluti che affermavano (e vale la pena di ricordare alcune affermazioni) che era necessario conservare e semmai estendere la vocazione di Roncade, “i portici” ampliandone i volumi, se necessario ricorrendo anche a dei falsi storici.

Sul Gazzettino del 25 ottobre 2001, si legge: “a Ca' Tron nascerà una università, centro studi, negozi e tra le altre cose pure una torre astronomica e il tutto sarà di così grande interesse che ne beneficerà soprattutto Roncade”. Qualcuno ha visto dei benefici? A parte apparire nei telegiornali/giornali per i commenti relativi alle azioni dei no-global ...

Si legge sul programma triennale 2003-2005 lo stanziamento di 215.000 € per pedonalizzare piazza 1° Maggio spostando i parcheggi in un nuovo piazzale dietro la chiesa parrocchiale probabilmente pensando di far cosa gradita far fare una bella passeggiata sotto il sole cocente o magari sotto la pioggia per comperare un giornale o prendere un caffè a qualche povero Cristo in età avanzata. Il tutto è stato ritirato-annullato in fretta e furia.

Dicembre 2004: relazione dell'assessore al bilancio e al commercio all'insediamento del nuovo mandato che alle osservazioni delle minoranze giustificava la voce lavori non eseguiti nel capoluogo per un totale di 360.000 € per incomprensioni con gli abitanti del centro. Pura invenzione, vizietto da politici mai abbandonato.

Il 25 novembre 2004 dall'amministrazione Rubinato viene lanciato, per tecnici, un concorso di idee del costo di 15.000 € sempre per il centro storico. Perché non premiare le idee o suggerimenti dei 13927 cittadini che ci vivono e che potrebbero esprimere idee da far sviluppare urbanisticamente ai tecnici, i quali molto spesso, purtroppo, invece si dilettano con fantasie e idee abbastanza gratuite e cervellotiche sacrificando antichi centri commerciali storici e naturali per pilotare magari i flussi verso qualche futuro spazio commerciale, particolarmente caldeggiato e a ridosso del centro

Lunedì 16 luglio 2007 il sindaco Sig. Rubinato presenta con una assemblea pubblica sul tema “RIQUALIFICAZIONE FUTURA DEL CENTRO STORICO DI RONCADE” nel corso della serata è stato presentato il progetto della nuova piazza ( PIAZZA LONGA IN TRE ATTI DI CARLO GOLDONI ) con l'approvazione di un lavoro di gruppo (tavole rotonde) elaborato con il contributo di alcuni abitanti di Roncade che sono ancora in attesa di essere convocati per un esito da concertare prima di presentarlo ALLA CITTADINANZA e che ora risulta essere anche di loro scelta. Praticamente il destino di Roncade è affidato a dei tecnici che non ascoltano nessuno, o meglio solo i committenti, E COSI' SEMBRA TUTTO SCELTO DAI RONCADESI, i quali erano solo poche persone, una insegnante un professionista e un assicuratore.

Un altro passo verso la ormai denominata “piazza longa “ venne fatto il 26 marzo, dirottando con regolare delibera, Euro già stanziati per il rifacimento dei marciapiedi e illuminazione del tratto di via Roma tra villa Ziliotto e il municipio. Si tratta di 55.000 € rimanenti che la ditta So.Ve.Im. aveva messo a disposizione gentilmente durante o per la nuova costruzione sull'ex consorzio agrario.

Così dal lontano 1977 son passati 30 anni buoni buoni e ora ci sono alcune realizzazioni come l'ex consorzio dove è sorto un mostro in mezzo a tre ville venete, sotto accusa stile, buon gusto e dell'altro. La distruzione di un piccolo parco davanti al municipio sostituito da una colata di cemento brutta e pericolosa mentre poi in via Roma (futura piazza longa) si pensa di recuperare il verde perso prevedendo la piantumazione di un pioppeto! E qualche ruscello.

Va RICORDATO che per piazza municipio e consorzio agrario NON SONO state fatte TAVOLE ROTONDE, convegni e studi ma sono arrivate così ipso facto e il vizietto continua. Guarda caso, sul gazzettino del 27 aprile 2008 pagina in un articolo del palazzo si leggono TRA VIRGOLETTE cose incredibili tipo: “PIAZZA APPROVATA DAI CITTADINI: COSI' RESTA” mentre, guarda caso, erano le solite persone che aspettano ancora di essere convocate per stendere un progetto “CONDIVISO”.

E' incomprensibile perdere tempo, spendere soldi, e chiacchierare sul futuro di questo paese. Un centro storico è una cosa diversa, è importante, non appartiene ai suoi attuali 97 abitanti (tanti sono ora nella futura piazza longa) e nemmeno a un po' di negozi, uffici, studi di avvocati notai geometri assicurazioni un po' di banche ristoranti bar e pizzerie. Appartiene a tutti i suoi 13927 cittadini e sicuramente non sarà necessario spendere questi 3-4.000.000 di € previsti come inizio. Un centro storico non va stravolto ma va recuperato ugualmente bene come un pezzo d'antiquariato va abbellito, illuminato reso usufruibile a tutti con transitabilità e parcheggi compresi.
Se invece non sono che quattro case vecchie con quattro sottoporteghi allora è meglio lasciar perdere tutto e spendere questi soldi previsti per mettere in sicurezza tutto il comune e una volta per sempre abbandonare ogni cosa lasciandolo al suo destino magari verso il nuovo centro commerciale e la ciliegina sulla piazza longa si legge nel comunicato stampa DEL COMUNE QUI RIPORTATO e tra l'altro si legge: PIAZZA LONGA, LA RIQUALIFICAZIONE E LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO DI RONCADE

Ecco che un filo conduttore ben visibile
permetterà di collegare il “varco del crocicchio”
(l'incrocio di via Roma e via S. Rocco)
con altre zone caratteristiche come il
Viale delle Ville, l'arboreto del municipio,
il cortile delle fontane, il Prà delle Oche, la
Corte dei Portici, la Cornice Alberata, il
Fondale dei Dromi, fino alla piazza dell'asola
(attuale Piazza I Maggio) e, ancora, al
Campiello dei Lavanderi e dei Barcari
( i giardini pubblici)

Purtroppo quanto detto è documentabile. Non, fantasie ma triste realtà. Siamo amministrati da persone che dopo 30 anni non hanno ancora la modestia e l'umiltà di capire il futuro, che con i soldi del contribuente non si può continuare pagare urbanisti cantastorie, è ora che questi amministratori crescano,

Sempre a disposizione per una Roncade migliore


Dino Lorenzon

via Roma 87 Roncade

     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665