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Giovedì
27 ottobre
2011

 

H-Farm, Ca' Tron al raddoppio entro il 2015

Intanto Bertelsmann acquista i bond di Donadon
Nei prossimi quattro anni investimenti per 9 milioni. I creativi del web diventeranno almeno 500
  
La quota è “simbolica” ma l'adesione del gruppo editoriale multimediale tedesco Bertelsmann Digital Media Investments (Bdmi) al prestito obbligazionario da 5 milioni lanciato lo scorso aprile da H-Farm, l'incubatore d'impresa nel campo di internet e dei media digitali di Riccardo Donadon, è un grande salto di qualità.
Ne parla in questi termini lo stesso presidente della “fattoria digitale” di Ca' Tron di Roncade, rivelando dunque, il primo nome dei sottoscrittori dei suoi bond, andati esauriti nell'arco di cinque mesi.
Sugli altri c'è ancora mistero fitto. Si sa che esiste un altro colosso editoriale, questa volta italiano, entrato nell'avventura con le stesse quote del competitor tedesco, oltre a vari istituti di credito nazionali.

Il prestito, convertibile in azioni nel 2013, si affianca ad un aumento di capitale pressoché parallelo per 4,5 milioni di euro nel quale figurano vari nomi di spicco dell'imprenditoria veneta, fra cui Renzo Rosso (Diesel) ed esponenti delle famiglie Marzotto e Riello. Nella compagine di H-Farm, attraverso un precedente ampliamento della company, erano entrati il gruppo televisivo T-Vision (famiglia Panto) ed il presidente di Nice, Lauro Buoro. Nel 2006 era stato invece l'imprenditore del calzaturiero Luigino Rossi a credere nel progetto di Donadon fino a rilevare l'11% del capitale di allora.

Presidente, perché è così significativa la partecipazione attiva di Bdmi al vostro progetto?
“E' un rapporto che ci apre con decisione le frontiere internazionali. Loro sono simili a noi perché, sul campo dei nuovi media, vedono dove va il mercato e cercano di non sbagliare. La differenza è che sono almeno due anni più avanti”.

In che senso?
“La Germania storicamente è l'apripista su una serie di operazioni che sono state molto importanti per il mondo intero. Quelli che erano gli embrioni di E-bay e di Facebook sono progetti tedeschi poi acquisiti dai colossi Usa. Invece non è mai successo che gli americani abbiano bussato alle nostre porte per acquistare idee nuove”

I programmatori d'oltralpe sono più bravi e creativi dei nostri?
“Assolutamente no. Il punto è avere giovani che ci credono e chi li incoraggi. Delle 32 start up che stiamo incubando in questo momento 26 sono generate da progetti di italiani.

Se un ragazzo ha una capacità di programmazione buona ed una adeguata visione di ciò che il mercato potrebbe chiedere, è senz'altro in grado di creare delle applicazioni, le famose 'apps', in meno di un mese”

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Riccardo Donadon

Ed è qualcosa che state verificando nel grande pensatoio di Ca' Tron
“Di continuo. E poi va tenuto presente che il mondo è radicalmente cambiato da quando esistono gli 'App store'. Chiunque oggi può sviluppare un'applicazione e renderla disponibile su internet, non servono più i venditori di software in dimensione fisica. La sola Apple, negli ultimi anni, ha distribuito ai developer qualcosa come tre miliardi di dollari”

Tornando al progetto industriale di H-Farm, cosa ne farete di tutta questa liquidità fresca?
“Fino ad oggi abbiamo scommesso 11 milioni su 32 iniziative. Nei prossimi quattro anni prevediamo investimenti per altri nove milioni di euro, provenienti sia da aumenti di capitale e bond, sia dalla vendita delle aziende incubate. Le proiezioni ci dicono che a Ca' Tron la popolazione dei cervelli informatici passerà dai 220 di oggi a 500 entro il 2015. E' la progressiva concretizzazione del mio sogno, cioè la creazione di un polo tecnologico domestico che si apre ai mercati internazionali”.

 

Gianni Favero


     

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