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Venerdì
20 maggio
2011

 

Una storia per farvi vergognare

Gubellini: "Astensioni, 4397 roncadesi inutili"
Se lo avesse saputo mio zio avrebbe continuato a fare il meccanico e io lo avrei potuto conoscere
  
Vi racconto una storia.
La storia di un ragazzo di 19 anni, uno dei tanti per la sua epoca lontanissima anni luce da internet, facebook, cellulari e da tutti quegli agi e divertimenti che i giovani di oggi hanno a disposizione, e non solo loro.

 
Ettore, per gli amici “polveriera, biondino”, era nato l’11 febbraio del 1925, da mamma Dolcisa e papà Marino, a Crespellano, un piccolo paesino sulla porrettana, in provincia di Bologna.

Aveva studiato fino alla quinta elementare, di più la famiglia non poteva permettersi. Meccanico. Non spiccava per nessuna dote particolare fra gli altri della sua età.
Una mattina di fine primavera, ebbe la brillante idea, non avendo altro da fare, di aggregarsi ai partigiani della brigata “Toni Matteotti”, operanti nel 1943 sull’appennino tosco-emiliano.
Come partigiano ebbe vita breve. Catturato dai tedeschi, venne impiccato il 2 luglio 1944.

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Questo è quanto riportato dai documenti custoditi presso il Museo Virtuale della Certosa: «Catturato dai tedeschi venne appeso ad un gancio sopra il cadavere del compagno. Resistette fiero alle torture dell'aguzzino in divisa di SS che manovrava il cappio per fiaccare le ultime ore di vita e ritardare la morte. Al tramonto il carnefice stanco diede lo strappo definitivo; uno sputo fu la risposta».

Questo ragazzo, come tantissimi altri, lo considero uno dei padri della nostra Costituzione, morto per dare a noi la possibilità di godere di un diritto fra i tanti: il diritto di voto!
Conoscevo la storia di questo ragazzo, sentendola raccontare fin da quando ero bambino e andavo a trovare nonno Marino e nonna Dolcisa. Sì, proprio i genitori di Ettore, mio zio!
A volte mi chiedo cosa lo abbia spinto a fare il partigiano, ben conscio dei rischi e dei pericoli che correva, eppure lo ha fatto!
Quanti diciannovenni di oggi farebbero la sua stessa scelta, se fosse necessario?

Se avesse potuto prevedere il futuro, e sapere che domenica e lunedì scorsi, solo a Roncade, non hanno votato in 4397, penso che non si sarebbe mai sognato di andare a morire in montagna. Sarebbe rimasto nella sua officina a fare il meccanico. Non avrebbe fatto disperare i suoi genitori, e io lo avrei conosciuto!
4397 persone INUTILI, i quali non servono nulla alla Nazione.
Una Nazione è come una grande famiglia che, per poter progredire ha bisogno del contributo di tutti, nel bello e nel cattivo tempo.
Un tizio disse: “non chiederti cosa può fare lo Stato per te, ma TU cosa puoi fare per lo Stato”.

Antonio Gubellini

     

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