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Martedì
18 gennaio
2011

 

Bibbie in regalo a scuola? Qui piace poco

A Roncade, ma non solo, il "dono" della Regione fa storcere il naso
L'assessore Donazzan scrive alla preside che però trasferisce l'impiccio agli insegnanti. I quali si dividono e non sanno come uscirne
  
Una bibbia in regalo ad ogni bambino delle scuole elementari?
Lo prevede una circolare datata 15 dicembre 2010 e firmata dall'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, ma a Roncade - e non soltanto - l'idea piace poco.
"Il Libro Sacro - si legge nella lettera di Donazzan ai dirigenti scolastici - oltre ad essere il testo religioso più diffuso al mondo, rappresenta per tutti noi un riferimento indispensabile per comprendere le nostre radici culturali e la nostra tradizione".

Nel documento si chiede anche agli stessi presidi di fare la conta e mandare alla Regione, entro il 28 gennaio, una e-mail con il numero di studenti iscritti in modo da provvedere all'invio.

Non sapendo bene come gestire l'insolita missiva, si apprende da fonti del corpo insegnante, a Roncade la direttrice delle scuole elementari avrebbe inoltrato il documento ai singoli maestri riservando loro la responsabilità di valutare l'invito ed indicare il numero di copie per classe.
Qui sarebbe sorto il primo pasticcio.
Si narra di calcoli eseguiti sottraendo dalla somma dei bambini il numero di quelli che l'ora di religione non la frequentano perché professanti un'altra fede o per ragioni di altra natura. Impostazione sdrucciolevole in quanto, fosse verificata la procedura, è chiaro che si verrebbe a configurare una discriminazione nell'assegnazione di un “regalo” che giunge dal governo regionale.

Difficile da percorrere anche l'ipotesi di una libertà assoluta degli insegnanti. “Se qualche docente, per non complicarsi la vita, non volesse proprio le bibbie – è il rischio prefigurato da un rappresentante dei docenti – sarebbero senz'altro i genitori a sollevarsi. Quando qualcosa è gratis, di qualsiasi cosa si tratti, guai a generare differenze. Verrebbero a protestare chiedendo 'perché ad altre classi si e a quella di mio figlio no?'”
Della patata bollente si parlerà domani in una apposita riunione del consiglio di interclasse.

Si viene intanto ad apprendere che la Curia stessa è stata by-passata dall'assessore regionale.
“E' un'iniziativa assunta dalla Regione Veneto a nostra insaputa – ammette il direttore dell'ufficio scuola della diocesi, don Diego Semenzin – dato che della circolare abbiamo sentito parlare in questi giorni solo dai responsabili delle scuole che ci hanno chiesto come comportarsi. In effetti la circolare è indirizzata esclusivamente a loro”. Quindi nessun confronto fra la Regione e chi si occupa di insegnamento religioso nelle scuole di ogni ordine e grado? “No, io non ne sapevo proprio nulla. Intendiamoci, una bibbia sta bene in ogni biblioteca, come caposaldo di un patrimonio culturale. Così come nelle biblioteche delle scuole c'è sempre una copia di Pinocchio o dei Promessi Sposi. Non mi sognerei mai di mettermi contro una circolare della Regione e se si tratta di fondi di magazzino che altrimenti andrebbero al macero molto meglio così.

Però se mi avessero chiesto un'opinione avrei risposto che si tratta di un'idea inopportuna. Voglio anche ricordare che una bibbia viene comunque regalata dalle parrocchie a chi riceva la Cresima”.

Anche a Treviso l'accoglienza alla missiva di Elena Donazzan è stata tiepida. “Quando e se arriveranno i testi – dice la preside Rita Fazzello - ne farò omaggio ai docenti di educazione religiosa”.
Michela Busatto, dirigente delle "De Amicis", annuncia che nei prossimi giorni incontrerà i suoi collaboratori. “Ho ritenuto opportuno condividere con il II e III circolo quanto riportato nella lettera. Ogni intervento dovrà essere approvato da tutti”.
Una punta di scetticismo in più giunge da Francesco Tammaro, preside delle Coletti. “Non vorrei che questa proposta si prestasse troppo a strumentalizzazioni politiche”.

Avanzi di magazzino, comunque, le bibbie in regalo non dovrebbero essere.
Il 16 settembre Grafica Veneta, il colosso tipografico di Trebaseleghe, aveva “risposto con entusiasmo” alla proposta di Luca Zaia di stampare gratuitamente i volumi per tutte le scuole venete.
Ma l'ordine, conferma l'ufficio commerciale della stamperia padovana, non è mai arrivato.

     

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