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Domenica
14 novembre
2010

 

Tutta passione, niente business

Il meglio dei lavori di Anna Maria Zanutto
La mostra “Fili e colori: patchwork, diorami, ricami e pizzi”, è visitabile fino al 30 novembre in biblioteca
  

Cura dei particolari, infinita pazienza, passione vera.

Se ci si imbatte in una mostra di Anna Maria Zanutto e si cerca di non rimanere storditi dal vortice di colori che avvolgono alla prima occhiata, si possono cogliere gli aspetti più intimi ma pur sempre manifesti del lavoro dell’artista artigiano.
I vestiti delle bambole d’epoca o di “panno Lenci” sono curati fino allo spasimo.

I deliziosi diorami (ambientazioni in scala che ricreano scene di vario genere) sono realizzati in scatole da camice ricoperte di pregiata carta fiorentina. I mobili degli ambienti, adatti a gnomi e minuscole fate, sono riprodotti fedelmente in materie naturali, i salottini e i soggiorni sono corredati da veri micro quadri, micro vasi, micro tappeti e micro tovaglie all’uncinetto o al telaio. ZAN2.jpg (51715 byte)

I soprammobili sono degli anni 30 o 50. Fruttiere, candelabri, persino un telefono a manovella che lancia il suo “ring ring”. Autentici. E Anna Maria racconta: “da piccola ero sempre malata e l’infermiera, per distrarmi dalle iniezioni, mi portava delle miniature che erano state i giochi di una vicina di dieci anni più grande di me che me li regalava volentieri.”

Spesso per le coperte e gli arazzi in patchwork sono stati impiegati infiniti, minuscoli pezzi di stoffa colorata e stampata vivacemente. “A ‘Giardino fluttuante’ ho iniziato a lavorare ad aprile” spiega orgogliosa Anna Maria, che si coccola, gusta e vuole vicini fino al termine i suoi lavori dai nomi romantici e pragmatici al contempo. “Vecchio 700 inglese”, “Giardino di primule”, “Uccellini in giardino”, “Soli colorati”, “Icone”...
Anna Maria ha un’eccentricità, però. Con sorrisi e dolci risate che sembrano gorgogliare perpetue, spiega perché non ha mai voluto vendere il frutto del suo impegno. “Se si osservano i particolari, lo si capisce. Sono cose che non possono non appartenermi”.

Oggetti da pura contemplazione, insomma.

ZAN1.jpg (64776 byte) Quasi a sottolineare l’unica vera differenza tra lei e le donne che da sempre usano l’abilità delle loro dita per tessere e lavorare stoffe e materiali di vario genere, l’attrice Maria Giovanna Simbula ha voluto dedicarle una poesia sulla tessitura tratta dai “Canti popolari degli indiani d’America”, recitata con il sottofondo di un flauto.
Era il 1989 quando Anna Maria ha esposto per la prima volta. Mentre la passione per il ricamo è nata praticamente con lei ed è stata rafforzata dagli studi in “Avviamento al ricamo” alle scuole professionali, i diorami rappresentano una svolta piuttosto recente.

“Solo” nel 1993 ha cominciato a frequentare i mercatini dell’antiquariato per trovare gli oggetti utili alle sue opere, studiando gli accostamenti e le sfumature per minuziosi capolavori.
Ma un talento poliedrico come il suo pare incontenibile. In casa tiene stipate montagne di riviste d’epoca e in mostra è esposta anche una piccola parte dei suoi quadri (talento ereditato dalla madre) e dell’ottima collezione di francobolli a cui tiene particolarmente. Fra qualche mese la biblioteca (che con l’assessorato alla cultura del Comune ha organizzato l’evento) ospiterà quelli oggetto di una sua attuale ricerca mirata a raccontare con le affrancature la storia del fumetto.
Giusto per festeggiare il cinquantenario dalla nascita della sua passione per la filatelia...

 

Aldina Vincenzi

     

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