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Martedì
27 aprile
2010

 

Tullio-Favero, di risposte non ne ho avute

Vincenzi: "L'unico ad essere stato esauriente è Boris Mascia"
La questione è minima ma la politica sbaglia a pensare che chiarire sia una perdita di tempo. Se c'è un errore nello Statuto basta dirlo
  

I dettami di strategia politica impongono il contrario, lo so.

Secondo me, invece, chiarire un dubbio manifestato da molti cittadini non è una perdita di tempo, al contrario, c’è solo da guadagnarci. Prova ne è che la mancanza di delucidazioni ha portato avanti il dibattito che si poteva risolvere con tre righe... Purtroppo, finora - vogliamo ammetterlo o no? - nel casus belli “incompatibilità fra assessori affini”, spiegazioni ne ha date solo Boris Mascia.
E il capogruppo di maggioranza, ripetendo cose trite ed evitando accuratamente di entrare nella sostanza della questione, anticipa infine che non ci saranno ulteriori precisazioni in merito.

A me, la cosa fa pensare. Io, da cittadina, non sono soddisfatta e, purtroppo, il mio dubbio nel frattempo è triplicato.
E’ proprio perché il resto del quadro è bastevolmente immacolato che mi da’ fastidio questa macchietta, ingigantita dagli affondi di arroganza che sono sempre note stonate. Ci si è barricati dietro al mero “gli interessati hanno ricevuto più voti e tanto deve bastare”. O dietro al “la Lega prende fischi per fiaschi e arriva in consiglio impreparata sull’art. 57”.
Affermazioni che difficilmente reggono. Che sembra sminuiscano il cittadino, contando su una sua presunta incapacità critica.

Forse si è capito, ma preciso: io non vorrei che gli assessori cambiassero, il loro operato mi sembra consono. E poi non posso giudicare l’importanza della questione, potrebbe essere anche irrisoria e non ci sono dubbi che abbia seguito regolarmente l’iter burocratico (per quanto forzato).
Ma a chi vuole saperne una virgola di più – tanto per sapersi regolare – non basta sentirsi dire “La viceprefetto ritiene che...”, perché ne’ quest’ultima ne’ nessuno, a parte Mascia, hanno spiegato ancora il motivo dell’aggiunta di quel fatidico “... e degli assessori” nell’art. 57, comma 7, dello Statuto Comunale.
La domanda è quindi nuovamente: può ragionevolmente essere stato inserito per errore?
Accidenti, temo non avrò mai la risposta. Che peccato.

Chiamata in causa dai precedenti interventi, vorrei commentare anche l’aspetto comunicazionale.
Leggo tra le righe di Pavan (sarò l’unica?) il sospetto di una mia qualsivoglia acredine per non essere più l’addetta stampa istituzionale.
Acredine no, non ce n’è motivo, però certamente mi dispiace che in un Comune importante come Roncade non ci siano le risorse per avere un giornalista all’ufficio stampa, come negarlo. Apprezzo comunque la disponibilità dell’assessore Tullio. Mi sono permessa di darle un consiglio spero senza apparire a mia volta arrogante e, se lo sono risultata, me ne scuso.

Mi scuso pubblicamente anche con Boris Mascia. Avrei dovuto infatti seguire un po’ meglio l’iter della vicenda e capire che era stato lui a dar vita al busillis. Lo ringrazio per avermi cortesemente indicato gli articoli e avermi così fatto ricordare che lo stipite comune, nel conteggio dei gradi di parentela o affinità, va escluso.

Aldina Vincenzi

     

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