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Giovedì
15 aprile
2010

 

Ma lo Statuto lascia spazio a troppi dubbi

Vincenzi: "O è un errore di stampa o è misteriosamente scritto male"
Sulle incompatibilità in Giunta comunque la Lega esagera ma il sindaco si esprime in modo vago. Chiedo maggiore chiarezza
  
Buongiorno.

Ancora una volta non sarò breve, portate pazienza.
E’ abbastanza difficoltoso avere tutti gli strumenti per capire un po’ meglio la questione incompatibilità tra assessori, ma ho voluto fare questa sorta di allenamento poliedrico che spazia tra comunicazione, amministrazione, politica e giurisprudenza per cercare di vederci un po’ più chiaro, sperando in un contributo dagli altri lettori del sito. Eventualmente mi correggano pure, ne sarò contenta e farò tesoro dei suggerimenti.
Premetto che il discorso viene evidenziato dalla mancanza di altre vistose controversie tra maggioranza e opposizione. Non siamo male amministrati, godiamo dell’impegno di alcuni concittadini dediti alla cosa pubblica, a quanto mi risulta, assai onesti e impegnati.
La tentazione è quindi questa: e lasciamoli governare in pace!

In secondo luogo, nella mia modesta opinione, nessuno ha del tutto torto e nessuno ha piena ragione. I leghisti esagerano, la sindaca è vaga.
Ma chiunque, come me, avrebbe potuto fare 4 cose semplicissime, comodamente seduto al pc.

1)    Rispolverare le conoscenze basi di diritto spulciando in Internet.
2)    Andare a leggere nel sito comunale cosa recita il benedetto comma 7 dell’articolo 57 dello Statuto.
3)    Richiedere l’interpretazione autentica rilasciata dal viceprefetto in merito alla vexata quaestio (oddio, parlo come Mascia!)
4)    Dare un’occhiata al T.U.O.E.L., art. 64, comma 4.

Questi i risultati delle rispettive ricerche (purtroppo non ero presente al consiglio comunale nel quale hanno dibattuto l’incompatibilità e sul sito istituzionale non è ancora a disposizione il verbale):

1)    Contrariamente a quanto dice la Lega, l’assessore Tullio e il vicesindaco Favero non sono parenti, ma “affini” perché non hanno un ascendente comune. Non sono nemmeno affini di secondo grado, bensì di terzo, perché i gradi si conteggiano in questo modo: nonni di lei (genitori di sua mamma) = 2 gradi (e cioè: figlia/genitori = 1 grado, genitori/nonni = un altro grado). Suoceri di lui = 1 grado. Quindi 2+1.....

2)    Riporto fedelmente, anzi, copioincollo il settimo comma dell’art. 57:

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3)    Ecco quanto scrive al consigliere di minoranza Boris Mascia il viceprefetto Giuseppina Prisco:
“Gentilissimo sig. Mascia,
in riferimento alla sua e mail, dopo approfondito esame svolto anche con il viceprefetto vicario dott. Signoriello, sull’incompatibilità da lei lamentata, alla luce delle disposizioni di cui al comma 7 dell’art. 57 dello Statuto Comunale e dell’art. 64, comma 4 del T.U.O.E.L., si ritiene che l’incompatibilità vada riferita al sindaco.”

4)    Testo Unico delle Leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali, art. 64, comma 4:
“Non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al terzo grado, rispettivamente, del sindaco e del presidente della provincia. Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del comune e della provincia.”

A quanto ho capito, perciò, da un certo punto di vista il Carroccio ha visto giusto. L’incompatibilità è sancita chiaramente dallo Statuto Comunale, essendo gli assessori affini di terzo grado. Ma, allora, lo statuto roncadese è semplicemente scritto male (sicuramente scritto male, detto tra noi, dal punto di vista grammaticale, speriamo in un errore di stampa) o intende essere più restrittivo, riferendosi al comma 4 art. 64 del Tuoel, ma estendendo l’incompatibilità anche agli assessori e non solo al sindaco.

Pensandoci un attimo, che significa, in questo caso, incompatibilità degli assessori? Tra zio e nipote, chi avrebbe diritto di rimanere in giunta?

La questione comunicazionale è più spiccia: consiglio all’assessore Tullio di non inviare personalmente comunicati che la riguardano, mi sembra deontologicamente poco corretto.

Per quella politica sarò ancora più breve: aderisce in toto al parere del direttore del sito, Gianni Favero, espresso nel suo blog.

Amministrativamente, chiedo quindi più chiarezza. Il comma del nostro statuto da’ adito a troppi, pesanti dubbi.

Aldina Vincenzi

     

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