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Martedì
7 dicembre
2010

 

Tav, non è che ora ne sappiamo di più...

Confindustria Venezia chiama i Comuni il 13 dicembre a Potrogruaro
L'esperto regionale Bruno Pigozzo se la prende con la stampa ma non porta alcun elemento di novità
  

Il rilievo ai giornalisti che sulla Tav avrebbero informato in modo non preciso in questo caso è stato decisamente fuori luogo oltre che fastidioso.

Lo ha rivolto ieri sera, a Roncade, il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo – vice presidente della commissione regionale per le infrastrutture - introducendo la relazione che era stato chiamato dal partito a svolgere per fornire in materia, a suo dire, informazioni migliori anche perché dirette.
Fuori luogo perché è molto chiaro che, almeno per quanto interessa Roncade, a parlare per primi della Tav, raccogliendo segnalazioni di cittadini inizialmente ignorate dall'amministrazione comunale, sono stati alcuni giornalisti. Solo dopo la pubblicazione di una serie di articoli ben circostanziati qualcuno da via Roma, rientrando dalle ferie, ha iniziato a muoversi con la dovuta determinazione.

Ma di cosa ha parlato, ieri sera, Pigozzo?
Del fatto che la Tav in Veneto è un segmento del "Corridoio 5", Lisbona - Kiev, della sua realizzazione che sarà disciplinata dalle corsie privilegiate della "Legge Obiettivo", della preferenza, da parte del centrosinistra, di un percorso parallelo e addossato alla A4 piuttosto che per la variante più a sud, promossa invece dalla Regione e dalla società ferroviaria, e della fragilità geologica del terreno attorno a San Donà di Piave che renderebbe più insicuro e più costoso il percorso meridionale.
Fin qui tutte cose già pubblicate sui giornali cartacei e telematici.

Poi si è soffermato sui possibili perché della posizione sulla quale insiste la Regione Veneto. Forse, ha ipotizzato, perché il tracciato parallelo all'autostrada andrebbe ad interferire con progetti commerciali importanti, vedi l'outlet di Noventa. Ipotesi suggestiva ma, anche qui, non nuova. Quindi ha riflettuto sull'inutilizzabilità della Tav per servire le spiagge, motivazione addotta invece a ragione supplementare da Palazzo Balbi, come invece farebbe la metropolitana di superficie (Sfmr), ed ha infine suggerito come sarebbe opportuna la convocazione in Regione di un tavolo istituzionale compatto con tutti i sindaci dei comuni interessati dall'attraversamento della Tav.
E di non detto e letto ancora nulla.

Simonetta Rubinato, “gentilmente invitata” a far sintesi di un intervento di 25 minuti, ci è mirabilmente riuscita in 45 ma per dovere di verità due elementi nuovi li ha forniti.
Il primo è una mappa più dettagliata dell'ipotesi di percorso della Tav a Ca' Tron. Una mezzaluna che, in direzione Est, disegna una curva in senso orario sezionando la tenuta di Fondazione Cassamarca.
Il secondo è una data, il 13 dicembre, in cui anche il Comune di Roncade è finalmente convocato ad un incontro fra tutti i sindaci interessati (riunioni che sinora, convocate dalla Regione, si sono svolte solo fra amministrazioni veneziane). La differenza è che a chiedere il brainstorming non sono gli uffici sul Canal Grande ma Confindustria Venezia. Pragmatismo imprenditoriale contro tatticismo politico. L'appuntamento è fissato nel municipio di Portogruaro.

Per il circolo Pd di Roncade, insomma, molta buona volontà ma la sfortuna di aver pescato un relatore inadeguato o insonnolito.
Riprovateci e portateci pure Renato Chisso.


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