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Sabato
23 gennaio
2010

 

Sandra aspettava qualcuno a cena. Arrivò?

Ancora un elemento nuovo che ridiscute la sera del 29 gennaio 1991
Lunedì 25 una nuova puntata di "Chi l'ha visto?". Qualcuno si accorse del delitto prima di Vettorello ma non diede l'allarme?
  

La sera in cui Sandra Casagrande fu uccisa, il 29 gennaio del 1991, il tavolo della cucina della sua abitazione era apparecchiato come se stesse aspettando un ospite per mangiare o per trascorrere un dopocena con caffè e pasticcini.
Lo sostiene uno dei militari che presero parte al sopralluogo nell’appartamento, contestuale a quello nel negozio al piano di sotto, teatro del crimine, nonostante il dettagliato verbale redatto alle 5,30 del mattino successivo descriva gli oggetti presenti limitandosi a “due tazzine da caffè pulite e una zuccheriera posate su un vassoio in ottone”.

Espressione molto succinta, insomma, rispetto ai dolci preparati ed alla moka già caricata con la polvere di caffè. Descrizione estremamente sintetica, specie in un resoconto che riferisce persino il canale sul quale era sintonizzata la tv rimasta accesa (Tele Più Uno) e la posizione del telecomando, sul comodino sinistro di un “letto matrimoniale con il lembo sinistro delle coperte rovesciato in apertura”.

Il dettaglio del tavolo non è irrilevante perché se l’ospite atteso, data l’ora probabilmente un ospite “speciale”, è poi normalmente arrivato, perché non è stato lui ad accorgersi di quanto stava accadendo, o era già accaduto, a Sandra? Perché l’allarme è stato dato solo verso le 23 da un amico – Zeno Vettorello - passato da lei più o meno casualmente? Che nome aveva la persona che Sandra aspettava se ha ritenuto di non cancellare dallo specchio della camera la dedica d’amore tracciata con il rossetto e firmata “T.”?

Proviamo a ragionare.
Questa persona sarebbe arrivata entro breve, ma non immediatamente dopo l'orario di chiusura. Sandra, infatti, quando al campanello suonò l'uomo che l'avrebbe uccisa, forse il cliente inaspettato per il quale stava terminando di confezionare il vassoio di paste, aveva la vasca da bagno riempita d'acqua. Diciamo che avrebbero potuto essere le 21-21,30 al massimo.
L'acqua della vasca era ancora limpida, descrive il rapporto dei carabinieri, segno che la pasticcera era in procinto di immergersi.
L'ospite per il quale aveva preparato il tavolo della cucina, dunque, era atteso per un'ora un po' più tarda, diciamo le 22-22,30.
Ospite, è lecito quindi immaginare, fra quelli che godevano di una certa familiarità con Sandra e la sua casa.

Un ospite che o per qualche ragione imprevista non è arrivato oppure - e qui c'è il nuovo interrogativo - è giunto sul posto e non ha trovato Sandra a casa.
A questo punto o è sceso in negozio e ha scoperto quanto era successo ma non ha dato l'allarme, o non si è preoccupato dell'assenza di Sandra e, nonostante le luci accese in negozio, se n'è andato come nulla fosse.

Forse perchè sarebbe stato imbarazzante spiegare ai carabinieri cosa ci faceva lì a quell'ora? Davvero non gli importava nulla di quanto aveva visto, o almeno sospettava fosse accaduto? Si può immaginare un amico, un'amica o un'amante tanto avaro di affetto rispetto a Sandra?

O in qualche modo, nella necessità di non esporsi personalmente, ha cercato di far giungere lì qualcuno che scoprisse il crimine?
Può a questo punto tornar fuori la prima "leggenda" - smentita però dall'interessato - secondo la quale Zeno Vettorello sarebbe in qualche modo stato invitato da qualcuno ad uscire dalla sua casa di Biancade e fare un salto in pasticceria a quell'ora di notte? (ricordiamo che Vettorello sostiene di essersi recato a Roncade dopo aver visto Cortrado Augias alla tv per spegnere la luce della sua vetrina, dato che il timer era rotto).

Curiosità recente, infine. La sera in cui venne a Roncade il procuratore, Antonio Fojadelli, il 10 novembre scorso, noi di Roncade.it avevamo invitato anche Vettorello. Inizialmente, a fine settembre, disse di sì. Pochi giorni prima dell'appuntamento preferì invece declinare "per non indispettire le mogli dei suoi amici". Cosa intende dire?
Sta di fatto che non venne neppure ad ascoltare la ricostruzione della sua testimonianza curata dal Gruppo Amici del Teatro.

Ad alcune di queste domande cercherà di dare risposta lunedì prossimo una seconda puntata della trasmissione “Chi l’ha visto?”, la cui inviata è tornata a Roncade anche questa settimana. Sulle frequenze di Rai Tre saranno proposte pure le spiegazioni dell’ex maresciallo, Giuseppe Gentile, sul suo “ritardo” di quella sera, assieme alla versione di uno dei suoi familiari.

     

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