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Venerdì
19 novembre
2010

 

Troppa burocrazia e piani sprecati

Pdl: "Il Comune lascia scadere gli accordi e produce regolamenti"
Manca una visione strategica: l’Amministrazione si infervora su esigui risparmi senza pensare a cosa perde in termini di benefici ed oneri
  

Lo scorso 11 novembre è scaduto il termine imposto dalla Regione per approvare e rendere efficace ed operativo il Piano degli interventi (PI) adottato in data 25.6.2010 e l’amministrazione comunale ancora una volta, non rispettando i tempi (pur avendo avuto due mesi a disposizione per convocare il consiglio comunale a questo scopo), dimostra una mancanza di visione strategica per lo sviluppo del paese ed un disinteresse ad incentivare alcune attività trainanti dell’economia, soprattutto in questa particolare situazione di crisi e di disoccupazione.

Non si capisce come mai il cittadino debba improrogabilmente rispettare le scadenze, pena l’imposizione di sanzioni o blocco delle attività, mentre l’Amministrazione si permette lungaggini e ritardi che vanno a danno dell’economia del nostro paese.

E’ doveroso ricordare che dopo il trasferimento in altri comuni di alcune grosse aziende del ns.territorio (leggi TEXA, nuova Menon, ecc…) il più sviluppato e trainante settore economico del rimane quello edile ed il suo indotto, che rappresenta una notevole fonte di lavoro e redditività per le realtà produttive locali (imprese, artigiani edili, elettricisti, idraulici, imbianchini, falegnami, fabbri, tecnici vari, geometri, ecc.). Queste, infatti, lamentano oltre che la mancanza di commesse, i tempi lunghi e indefiniti per prospettive di lavoro nel territorio.

E’ giusto puntualizzare inoltre che, a parte il “Piano Casa”, con tutti i vincoli comunque imposti dall’Amministrazione roncadese, l’ultimo Piano regolatore comunale risale al 1995 (ben 15 anni fa) integrato con una variante nel 2001 (9 anni fa), un’altra nel 2004 poi annullata per dare spazio al PAT ai sensi della Legge Regionale n.11 del 2004,… e a tutt’oggi, seppur iniziato l’iter con l’approvazione del documento preliminare in data 2.10.2006, dopo 4 anni, siamo ancora in attesa che questa Amministrazione approvi definitivamente un Piano urbanistico che permetta almeno di tentare una ripresa economica del territorio.

Sì tentare… perché a causa della crisi ma sopratutto delle lungaggini amministrative, sono divenuti facoltativi gran parte di quei famosi <<Accordi “ex art.6” con i privati>> (fatti entro il dicembre 2008 e validi 18 mesi, pertanto scaduti) che dovevano garantire sviluppo al settore dell’edilizia privata, approvvigionamento di risorse finanziarie per le Casse comunali da reinvestire in altre opere pubbliche e più in generale ripresa per l’economia locale. Col passare del tempo purtroppo, sono notevolmente cambiate sia le condizioni economiche (valori delle aree e degli immobili, costi di costruzione, ecc…) che le esigenze commerciali (tipologia, qualità, caratteristiche degli alloggi ed edifici, lotti, aree, servizi ecc…). Pertanto con il mutare delle condizioni di perequazione, molti degli accordi in atto non verranno realizzati, comportando un notevole dissesto al bilancio del Comune ma soprattutto economico e lavorativo per le nostre imprese.

Questo è solo l’ultimo tassello di una lunga lista di lungaggini burocratiche, oltre ai tempi per le pratiche amministrative; si pensi a Vallio, con il Piano PEEP che doveva partire ancora anni fa, ora ritirato dalle società assegnatarie; alla piazza di Roncade in totale abbandono da decenni; al Piano Urbanistico della Piazza di San Cipriano, dove il progetto condiviso, depositato in Comune nel dicembre 2008, è divenuto esecutivo solo il 4/10/2010, dopo 2 anni, in piena crisi economica e ben lontani oramai dalla volontà di alcuni dei partecipanti ad affrontare tale investimento.

L’Amministrazione si infervora su esigui risparmi senza pensare a cosa perde in termini di benefici ed oneri se non partono gli accordi di piano, però tergiversa e pensa a fare nuovi regolamenti (siamo a quota 41) rendendo sempre più burocratizzato e pedante il rapporto con i cittadini, anziché agire nella scioltezza, nella velocità delle decisioni entro tempi stabiliti, per dare il giusto input all’economia locale e dimostrare di avere a cuore lo sviluppo ed il lavoro dei nostri concittadini.

 

Il Popolo della Libertà di Roncade

     

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