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Mercoledì
24 marzo
2010

 

La tv del domani c'è già oggi. A Ca' Tron

Lanciato da H-Farm il canale crossmediale "New"
Il punto di svolta nel modo di fare giornalismo, il cambio di marcia digitale che affida al passato la tv generalista del duopolio
  

Forse ai più è sfuggita una notizia passata in questi giorni sottotraccia dai giornali – non compresa? sottovalutata? – ma che riguarda Roncade e, soprattutto, un processo in corso che cambierà in modo radicale il modo di fare e consumare televisione.

Qualcosa di epocale, insomma, che, se si svilupperà come da progetto, potrebbe diventare un caso di studio a livello nazionale ma non solo.

Si tratta di un canale dal nome breve e discreto, “New”, che ha come sede quella di Ca’ Tron in cui opera H-Farm.

Cos’ha di diverso da tutti i canali?

Primo, e non è da poco, potrà raggiungere gli utenti via web, via tv su un canale digitale terrestre (in onda dal prossimo autunno) e via i-phone (si dice "crossmediale").

Secondo, la natura sarà squisitamente informativa e chiunque potrà contribuire ad inviare segnalazioni e contributi audio-video.

E fin qua, per quanto speciale, forse ancora potrà sembrare la somma di qualcosa di già sentito. In fin dei conti notiziari su internet visibili anche dal telefonino ce ne sono, persone che realizzano videoclip da pubblicare su You Tube anche.

Allora continuiamo con un terzo importante ingrediente. I contenuti informativi saranno “iperlocali”, cioè più il fatto documentato riguarderà un territorio piccolo, una comunità minima, più sarà importante. Delle cose grosse si sa in tempo reale ogni dettaglio, anche se avvengono nell’altro emisfero. Dei piccoli accadimenti dei nostri quartieri o frazioni spesso si conosce quasi nulla. Ecco che New sarà per questo lo sbocco naturale dei reporter di strada, dei testimoni delle storie di condominio, degli osservatori delle realtà che si muovono in pochi chilometri quadrati.

C’è poi un quarto punto, che rende più straordinario il progetto e che sta nella sua anima più naturale. I contributi che giungeranno alla redazione, cioè, non si aggiungeranno in automatico e in modo acritico come nel già citato You Tube, nei blog o nei social forum. No, c’è l’intervento di persone che considerano, verificano, convalidano e organizzano il materiale. Secondo i criteri fondamentali del giornalismo, cioè i requisiti-filtro che trasformano un fatto in una notizia, un racconto in un resoconto che abbia come oggetto una cosa vera, di interesse collettivo, che non offenda nessuno e che non vada ad interferire con il diritto di ogni soggetto di cronaca di essere tutelato.

Nessuna ammucchiata di video o di interventi, cioè, legati fra loro al massimo con parole-chiave molto spesso fuorvianti. Ci sarà un percorso vero di formazione per chi combinerà i contenuti.

Infine, ma sempre fondamentale e alla fine prioritario, c’è l’elemento numero cinque.

L’iniziativa è di soggetti estremamente competenti nel loro campo, cioè Riccardo Donadon per la componente internet, e Thomas Panto, per quella tv. Per quelle alchimie che sembra si preparino da secoli, i due appartengono alla stessa generazione, abitano vicini e si sono incrociati in un momento storico particolare e irripetibile, cioè quando il mezzo tv sta per lasciare l’analogico per diventare digitale. La tv e il web avvicinano e sovrappongono le tecnologie, il bisogno per entrambi è di gestire una moltiplicazione di canali con la sinergia dei contenuti. La televisione con un telecomando da 1 a 9, da tormentare viziosamente stravaccati sul divano sta per sparire, fra pochi anni il “grande pubblico” sarà fortunatamente solo un ricordo. Ci saranno migliaia di piccoli pubblici a loro volta produttori di contenuti, disintossicati dal torpore da duopolio Rai-Mediaset. Gente viva da incontrare e comprendere. L’esperienza più interessante, dove si sono dati appuntamento chi ne sa di web, chi ne sa di tv e chi ne sa di giornalismo, si sta condensando nella campagna di Ca’ Tron.

     

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