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Venerdì
16 aprile
2010

 

Una prova di forza salva pastrocchio

Mascia: "Sui parenti in giunta si è snaturato lo Statuto"
Una sanatoria a posteriori per premiare i Simonetta-boys trasforma l'esecutivo in un consiglio di famiglia
  

Visto che sono stato io, in rappresentanza del Gruppo del PdL di Roncade, a sollevare la questione prima in Consiglio Comunale già lo scorso 23 dicembre 2009, e conseguentemente presso la Prefettura, ma soprattutto a ribadir la fondatezza dei dubbi sulla questione proprio durante l’ultimo Consiglio Comunale del 1 aprile, mi inserisco nella discussione.

Per una volta mi trovano d’accordo sia il Direttore Favero circa la stramberia della relazione <<consenso = mancato rispetto di regole avverse>>, sia la signora Vincenzi quando rimarca il fatto che lo Statuto Comunale possa esser più restrittivo del Tuel (ndr Testo Unico degli Enti Locali – D.Lgs.267/2000). Era proprio quello che volevamo!

Come già dissi ai primi di gennaio - dopo esser stato peraltro oggetto di scritte murali ingiuriose da parte dell’idiota di turno proprio per questo argomento - e quanto ribadito l’altra sera in Consiglio:
quella disposizione nel famigerato art.57 comma 7 (redatto dalla Commissione Speciale per lo Statuto composta da Rubinato Simonetta - presidente[sostituita poi da Paolo Gatto], Bassetto Daniele - vicepres., Buldo Giacomo, Mascia Boris, Meneghello Roberto, Geromel Guido, Rachello Gianni) fu voluta proprio nel senso più ampio e generale possibile...cioè in modo da estendere l’incompatibilità fra tutti i membri della Giunta col Sindaco e tra di loro reciprocamente. Ciò per evitare situazioni imbarazzanti ove più membri della stessa Giunta dovessero astenersi dai lavori per argomenti che li potessero anche marginalmente riguardare o comunque perché ritenevamo etico non far divenire l’organo di governo del Comune una sorta di “consiglio di famiglia/aziendale”!

Questi i fatti e da ciò la legittima volontà divenuta legge del Comune di Roncade con l’approvazione della delibera di Consiglio Comunale n.18 del 26 marzo 2004 - in vigore dal 10 giugno 2004.

Poi, come detto nella seduta del 1 aprile scorso, secondo me è successo che all’atto di comporre la nuova Giunta, il Sindaco, tirata per la giacchetta dai vari rappresentanti di partito, con inequivocabili riscontri elettorali dei suoi “Simonetta boys” da premiare, ha deciso la composizione e a tutti forse semplicemente è sfuggita la regola “nuova” delle incompatibilità estese per la Giunta comunale (così come era sfuggito a fine legislatura precedente l’obbligo di provvedere alla surroga della consigliere Crozzolin, dimessasi a 2 mesi dalle nuove elezioni per dissidi con il suo gruppo,…e anche lì per richiesta d’intervento del rompiscatole di turno Mascìa presso la Prefettura…qualcun poi era corso ai ripari facendo convocar un ultimo Consiglio comunale riparatore…con mezza maggioranza assente ecc…ma questa e un’altra storia, scusate!)

E infine arriviamo ai giorni nostri, con un problema increscioso sollevato dal solito Mascìa che qualche volta ci azzecca…e ha messo il ditino proprio nella piaga giusta. Bisognava correr ai ripari…con un’interpretazione autentica -che in realtà “autentica” nel senso lessicale (diverso da quello giuridico-amministrativo chiariamolo) del termine non è, poiché è andata a snaturare la volontà dei “costituenti” lo Statuto Comunale ultimo.
Dico di più: se questo stra..benedetto art.57 comma 7, scritto pure in italiota, fosse stato effettivamente in contrasto con norme di legge (D.Lgs.267/2000, ecc…) perché mai il segretario comunale di allora, che coadiuvava la Commissione Statuto, non eccepì l’errore che si stava perpetrando?!?
Ricordo che il lavoro di quella prima Commissione Statuto, proprio per l’importanza storica che si voleva dare al nuovo Statuto del Consiglio Comunale, fu lungo e molto approfondito, condotto di concerto tra tutti i componenti, con la preziosissima indispensabile collaborazione tecnico-amministrativa del Segretario Comunale e con l’avallo finale, a lavori conclusi, di tutte le associazioni e gruppi in modo da garantire la massima partecipazione di quel popolo roncadese tanto caro ad uno degli assessori ora “sanati” …ma anche ai semplici consiglieri di Opposizione!.. prima del voto finale del Consiglio.

Una soluzione per venirne fuori onorevolmente, suggerita dal sottoscritto e dall’Assessore al Bilancio, poteva esser molto semplicemente quella di modificare l’articolo incriminato limitando magari l’incompatibilità al <<primo grado di affinità>>, mantenendo intatti il senso vero -e non interpretato autenticamente a posteriori- voluto dalla regola e recuperando le posizioni attuali in Giunta…ma qualcun mi suggerisce dalla regìa che allora…avremmo forse dovuto invalidar tutti gli atti di Giunta posti in esser fin al momento della modifica…
…e qui mi fermo perché i tecnicismi stanno annoiando pure me!

Purtroppo questa Maggioranza, malata di “berlusconite” - mi si cùnsenta - ha voluto far la prova di forza, la forza dei suoi numeri, e sanare a posteriori un qualcosa di fatto male da qualunque parte lo si voglia vedere. Per questo il PdL di Roncade, in accordo coi colleghi Leghisti, non ha voluto votare tale “atto riparatore” che sa tanto di pesce d’aprile per tutti!

Infine mi unisco nel consiglio di stile dato da Aldina “a chi manda i comunicati che lo riguardano personalmente…” ma forse è troppo parlar di correttezza deontologica…capisc’a’mmé!!!

Mi scuso se ho abusato della pazienza di tutti.

Cordialmente,

Boris Mascìa
“NON IGNORANTE”
Capogruppo PdL di Roncade

P.S. per Aldina Vincenzi (che ora a tratti parla come Mascìa…che brutto guaio!!!): il grado di affinità specifico tra Giorgio Favero e Chiara Tullio è effettivamente il 2° - vedi art.74, 75 e ss. Codice Civile

     

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