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Mercoledì
17 febbraio
2010

 

A Ca' Tron il web sposa la tv

Thomas Panto diventa socio di Riccardo Donadon in H-Farm
Nasce nel nostro comune il più avveniristico punto di incrocio di vecchie e nuove tecnologie delle telecomunicazioni
  

L’antro degli stregoni in cui da oggi fanno congresso i massimi ingegni dell’etere televisivo, del web e delle Itc si trova in aperta campagna, nella punta più meridionale della Marca e ad un tiro di schioppo dalla laguna.
Lì da cinque anni, in una serie di rustici restaurati di Ca’ Tron, c’è la sede di H-Farm, l’incubatore che fa nascere le start-up di internet e dei media digitali, nel cui capitale, poche ore fa, si è innestata una non trascurabile partecipazione di Thomas Panto, il principe dell’emittenza televisiva nordestina.

L’operazione con cui tutto ciò si è realizzato, spiega Donadon, è maturata dopo un’ estenuante quanto inutile trattativa finalizzata ad una ricapitalizzazione con un investitore privato milanese. “Condizioni capestro e troppa teoria. Con Thomas ci siamo invece accordati in quattro mesi”.
Il meccanismo è semplice. H-Farm ha fatto salire il proprio capitale da 12 a 16 milioni vendendo 20 quote da 200 mila euro ciascuna ad un soggetto, che si chiama Farm Angels, che oggi dunque controlla il 25% della holding di Donadon. Di queste quote, dieci ne ha acquistate Panto, mentre altre sono andate a personaggi noti del settore – come Andrea Bosio, presidente della trevigiana Telsey o Paolo Barberis, di Dada – o altri meno conosciuti, trevigiani, veneti ma anche sudamericani.

“La collaborazione con Panto porta in H-Farm una conoscenza industriale del mezzo televisivo che tornerà senz’altro utile per i progetti di Shado o di altre nostre start up. Cogliere e sviluppare i segreti dell’incrocio del business tra l’etere e il web sarà determinante”.

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Riccardo Donadon

Allineato e simmetrico il pensiero di Panto. “Tutto il mondo di H-Farm si sposa senz’altro molto bene con le strategie di espansione nei nuovi media del nostro gruppo editoriale. In realtà stiamo già lavorando assieme da circa un anno attorno ad un progetto che debutterà in internet fra pochi giorni e sui canali tv in qualche settimana. Credo oggi sia una strada obbligata, per un broadcaster, interessarsi di tutte le sinergie che le tecnologie digitali, via etere o via cavo, renderanno possibili”.

PANTO.jpg (14092 byte) Le prospettive, insomma, tenendo conto delle rapide trasformazione dei modelli di fare informazione anche in ambito locale e della crescente abitudine dell’utente ad interagire con il fornitore di contenuti, sono indubbiamente suggestive.

Quello che serve a queste idee, una volta concepite, è di essere trasformate in prodotti dotati di una loro sostenibilità imprenditoriale.

   Thomas Panto

Negli ultimi quattro anni, H-Farm ha generato 18 startup, ha aperto una sede a Seattle (Usa) una a Mumbai (India), e una a Londra (Inghilterra). Complessivamente occupa circa 190 giovani e conta di impiegarne altrettanti in nuove iniziative nei prossimi 4 anni.
Il 2009 si è chiuso con un utile netto di 800 mila euro ed ha visto la creazione cinque nuove aziende, due delle quali cedute ai gruppi WPP e RCS.

     

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