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Martedì
1 giugno
2010

 

Il bon ton lo si impara a scuola

Iniziativa alle medie di Roncade con l'applauso di Lina Sotis
Dopo un corso durato un anno da sabato al via una mostra. La prima "A" diventa maestra di buone maniere
  

A scuola di galateo, tutte le settimane, per un anno intero. E la classe di prima media chiassosa sui tavoli della mensa, costellata di ombelichi in bella vista e di perizomi intuibili, è diventata esemplare per educazione e portamento.
Accade a Roncade, per iniziativa di un professore di matematica e scienze, Claudio Pianesi, presto affiancato da due colleghi di lettere, che ha avuto la soddisfazione di ricevere un applauso direttamente dalla vestale del bon-ton, la giornalista Lina Sotis.

“Prima i miei 22 studenti della ‘prima A’ – ricorda il professore - a pranzo parlavano e masticavano contemporaneamente tutti assieme. Adesso non sembrano quasi più nemmeno loro. Se qualcuno viene a scuola con i jeans a vita troppo bassa, anzi, rischia pure di essere ripreso dai compagni”.
La formula scelta per raddrizzare ragazzi con impostazioni familiari di comportamento forse troppo frettolose ed approssimative è stata un percorso-laboratorio dal titolo “E tu segui il galateo? Il bon-ton del 2000”. Un po’ di storia, da monsignor Giovanni Dalla Casa - che proprio nel Trevigiano, nell’abbazia di Nervesa, nel ‘500, codificò le regole note come Galateo – e poi sotto con la pratica. Prove tecniche per saper gestire corpo, abbigliamento e linguaggio in occasione di cresime, prime comunioni, battesimi, matrimoni, funerali, feste di laurea eccetera. Poi direttive per evitare figure inopportune o ineleganti nel fare dei regali: ad esempio cosa debba orientare la scelta, come fare la confezione e comporre il testo, rigorosamente a mano, nel biglietto di accompagnamento.

Ma si è parlato anche di come scrivere una e.mail – lunghezza e stile del testo, sintesi, equilibrio fra confidenza e deferenza - e di come preparare la tavola e usare correttamente le posate. Poi cosa indossare in base alle stagioni ed alle ore del giorno, come lasciare spazio alle signore nell'entrare ed uscire da un luogo pubblico, fino all'apertura dello sportello dell'automobile.
Per chi non ha seguito il corso, niente paura. La prima A della scuola media di Roncade ha preparato un cd-rom con un questionario in 40 domande. Ogni domanda un punteggio, alla fine si ottiene una cifra che dice quanto si è gentiluomini.
I test eseguiti con lo strumento interattivo, secondo indiscrezioni, avrebbero dimostrato che anche persone adulte e rispettabili in quanto a bon-ton lasciano un tantino a desiderare. Ma non è mai troppo tardi, direbbe il leggendario maestro Alberto Manzi.

Infine una mostra, che apre sabato prossimo, con l’esposizione di manichini vestiti perfettamente e di tavole apparecchiate con forchetta, coltello e tovagliolo al loro posto. "Regole di cui ancora si discute e che forse a molti appaiono superate - conclude il professore - ma è un dato di fatto che adesso, a mensa, i ragazzi parlano uno alla volta e dopo aver deglutito. La qualità della vita è anche questo".


1 giugno 2010

Gentile Direttore,
rispondo al suo articolo, riportato sul sito www.roncade.it e sulle testate di quotidiani locali.

Non ho mai parlato della mia classe costellata di ombelichi in bella vista e di perizomi intuibili, ma di abbigliamento non consono usato dai ragazzi nelle scuole.

Desiderei una sua correzione a riguardo

Distinti saluti

Claudio Pianesi


1 giugno 2010

Me ne scuso.
Nel corso delle conversazioni telefoniche intercorse ieri avevo avuto la percezione che Lei stesse parlando della Sua classe ma se non è così ne prendiamo atto senza problemi.
Il meritorio senso dell'iniziativa non cambia.

Buona giornata

Gianni Favero

     

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