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Venerdì
8 ottobre
2010

 

La Tav sopra la via Appia

La ferrovia veloce attraverserà i siti archeologici di Ca' Tron
Rubinato ottiene risposte evasive dal ministero e la conferma dal gruppo Fs dei carotaggi eseguiti ad agosto
  

Non occorre essere esperti cartografi per capire che, se il tracciato della Tav fra Venezia e Trieste sarà quello indicato dalla Regione, e cioè non in affiancamento ma a sud dell'attuale linea ferroviaria, ad essere tagliata in due sarà la tenuta di Ca' Tron di Fondazione Cassamarca, compresa l'area archeologica in cui è stata riportata alla luce un lungo tratto della via consolare romana Annia.

La risposta avuta dal sindaco di Roncade e deputato Pd, Simonetta Rubinato, ad un'interrogazione su misteriosi carotaggi – alla fine ammessi dal gruppo Fs - effettuati a Roncade lo scorso agosto presentata al ministero delle infrastrutture, lascia pochi spazi a dubbi. Il viceministro Roberto Castelli, pur senza scendere in dettagli, ha affermato che "all’uscita dell’aeroporto Marco Polo, il tracciato piega verso est fino a Caposile".

Dato che la Tenuta si estende a sud fino alla "Triestina" e visto che più giù c'è solo la laguna, è automatico concludere che i binari dell'Alta Velocità solcheranno i campi roncadesi di Dino De Poli.

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Del resto, è stato sottolineato più volte che la Tav non potrà essere affiancata alla A4 – il cui progetto per la terza corsia è troppo avanzato, ormai, per ridisegnare cavalcavia, complanari e quant'altro – e neppure passerà accanto all'attuale Venezia-Trieste, dato che la Regione ha scelto già nel 2006 un percorso meridionale, immaginando sistemi di raccordo con collegamenti rapidi per le spiagge.

Il progetto preliminare della Tav, va anche tenuto presente, dovrà essere concluso entro il 2010 e tutto sta procedendo a tappe forzate mentre, denuncia Rubinato, "gli Enti locali sono tenuti completamente all'oscuro. La Regione li convochi al più presto e faccia finalmente chiarezza”. Il percorso meridionale della Tav tanto caldeggiato dall'attuale giunta regionale, immaginando sistemi di raccordo con collegamenti rapidi per le spiagge, rischia dunque di “sventrare l’ultimo pezzo di campagna veneta di particolare pregio paesistico rimasto ancora integro” e sotto il quale si trovano i resti delle antiche vie romane di collegamento con Altino.

     

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