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Martedì
15 settembre
2010

 

Ferrovia a Musestre: a che gioco giochiamo?

I quotdiani Finegil confermano, la Regione va avanti ma in silenzio
Le Fs avrebbero smentito al Comune ciò che poi hanno confermato a Roncade.it. Davvero il sindaco non ne sa nulla?
  

Riepiloghiamo.

Il 2 agosto un abitante di Musestre, Zeno Lorenzon, riferisce di essere a conoscenza di attività tecniche nella parte sud di Musestre che dovrebbero servire a sondare la natura del suolo in vista di un futuro tracciato ferroviario.
Lorenzon chiede alle autorità cittadine di saperne di più.

Dieci giorni dopo, il 12 agosto, Lorenzon scrive ancora a Roncade.it lamentando il fatto di non aver avuto riscontri dal municipio.

Il 13 agosto giunge finalmente una risposta in cui si spiega di non aver provveduto a fornire chiarimenti in quanto il modo di chiederli non era ufficiale.
In ogni caso l'amministrazione comunale di Roncade dice di non saperne nulla in quanto non è giunta agli uffici alcuna "comunicazione ufficiale".
L'assessore Chiara Tullio riferisce di aver sentito il gruppo Fs e che la stessa società ha smentito ogni ipotesi di nuova infrastruttura. Lo stesso amministratore si riserva di interpellare la società di progettazione Italferr (100% Fs) dopo settembre.

Il 13 settembre, però, è a Roncade.it che Italferr conferma l'esistenza di un simile progetto. Si tratta della fase preliminare della Mestre-Ronchi dei Legionari.
La società incaricata della realizzazione dei carotaggi, Vicenzetto Srl, di Villa Estense (Padova), da parte sua dichiara al cronista di aver operato anche in area Musestre e di aver concluso il suo mandato.

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Oggi, 15 settembre, i quotidiani del Gruppo Finegil (vedi sotto) riportano a firma di Renzo Mazzaro un pezzo estremamente interessante.
Si dice che quella ferrovia si farà e nessuno ne ha mai parlato finora perchè la Regione teme che i sindaci dei territori attraversati insorgano rallentando l'iter.
A questo proposito c'è un limite fissato dalla Ue al 31 dicembre 2010 per la presentazione del progetto preliminare, pena la perdita dei finanziamenti.

Non è chiaro se un quotidiano sia uno strumento abbastanza "ufficiale" per dare la sveglia al Comune di Roncade. Non è probabile altresì che Renzo Mazzaro abbia informato il sindaco attraverso una e-mail ai canali istituzionali, condizione posta da via Roma come necessaria ai fini della presa in considerazione di un qualsiasi tema.

Tuttavia a questo punto forse è meglio che qualche lettore di Roncade.it dia la notizia al sindaco che questo problema è diventato concreto, sollecitando - si intende nei modi più ortodossi e cortesi possibili - un qualche pronunciamento.


15 settembre 2010

da "La Tribuna di Treviso". Pagina 13 - Economia

Corridoio 5, Chisso: «Tranquilli, saremo pronti». Il progetto correrebbe a ridosso delle spiagge

Tav, tracciato segreto per paura

La Regione teme i no di sindaci e comitati, ma ha stanziato 3 milioni per il piano

Le accuse di Teso «Zaia e Chisso temono la reazione dei territori. La politica deve trovare soluzioni non celare i problemi»

RENZO MAZZARO
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VENEZIA. Corre come i gamberi l’Alta Velocità ferroviaria. Nessuno sa quale sia il tracciato scelto per la tratta Venezia-Trieste, che dovrà essere operativo entro il 31 dicembre, pena la perdita dei finanziamenti. Siamo al punto che il coordinatore del progetto europeo, il danese Laureens Jan Brinkhorst, non riesce a farselo dire dai presidenti Luca Zaia e Renzo Tondo.
L’ha rivelato papale papale lo stesso Brinkhorst, in un incontro pubblico lunedì scorso a Trieste. E qui arriva il colmo: il presidente del Veneto Luca Zaia ci autorizza a rispondere che il suo numero è nell’elenco del telefono, tutti possono chiamarlo, lui non si è mai negato a nessuno, meno che meno l’avrebbe fatto con mister Brinkhorst, naturalmente se avesse saputo che lo cercava. Ma chi ha mai avuto il piacere?
Non faremo gli ufficiali di collegamento tra il presidente Zaia e mister Brinkhorst per un motivo molto semplice: alla domanda sulla situazione che comunque gli risulta, Luca Zaia preferisce dirottare sull’assessore Renato Chisso, titolare delle infrastrutture, che dirotta a Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, gestore di tutte le linee, che dirotta a Italferr spa, società 100% Gruppo Ferrovie dello Stato che materialmente sta redigendo il progetto preliminare. Alla fine di questo rimpallo, nessuna notizia sul tracciato: solo l’assicurazione che il progetto sarà presentato in tempo utile agli enti locali per le osservazioni.
Ecco il punto: si teme una rivolta del territorio e nessuno vuol restare con il cerino in mano. Per evitarlo si è scelta la linea di basso profilo. Zitti e mosca, come in tutte le democrazie mature, dove l’informazione è potere: meno sai, più libero sei di dirmi sì, amore mio!
«Del tracciato l’assessore Chisso non ha mai parlato in nessuna riunione di partito, neanche negli incontri informali - dice Moreno Teso, consigliere regionale del Pdl, componente dell’ufficio di presidenza del Ferro Fini -. Logica vorrebbe che l’infrastruttura viaggiasse accanto alla ferrovia esistente. Se non si può accanto alla ferrovia, almeno all’autostrada, visto che è in costruzione la terza corsia. Temo invece che vogliano farla correre più in basso, a ridosso delle spiagge, tagliando tutto il Veneto orientale. E questo sarebbe un problema. Zaia teme la reazione del territorio, è chiaro. Ma la politica deve servire a trovare soluzioni, non a imboscare i problemi».
Eh, magari. Nell’idea di Teso, un sano confronto alla ricerca del minor danno, potrebbe portare anche ad approvare un tracciato vicino alle spiagge, purché in cambio Rfi si impegnasse ad attivare linee ferroviarie locali da e per le località balneari.
Eh, magari un’altra volta. Con il tempo che rimane e la voglia di misurarsi con il territorio che sprigiona da Palazzo Balbi, campa cavallo.
«Alla fine dell’anno, nei termini previsti, Rfi presenterà il progetto preliminare», assicura Renato Chisso, ripercorrendo l’iter finora a seguito: «Per fare la terza corsia dell’A4 con l’affiancamento dell’Alta Velocità c’era un esubero di costi per 350-400 milioni di euro, pretesi dal Cipe. Servivano a realizzare i viadotti utili non solo per la terza corsia ma anche per la linea di alta capacità. La maggior spesa ricadeva su Autovie, ma le opere servivano alle Ferrovie, motivo per il quale Autovie ha chiesto l’integrazione allo Stato. Che non l’ha data. Ci siamo trovati nel dilemma: partire con la terza corsia autostradale o con l’Alta Velocità? Era il giugno 2006 e come giunta regionale decretammo il non affiancamento dell’Alta Capacità all’autostrada per il tratto veneto».
Ne consegue che il problema del tracciato è già risolto? «Non ancora - taglia corto Chisso -. All’epoca noi abbiamo decretato il non affiancamento in tutto il tratto veneto per far partire la terza corsia. All’epoca, ripeto. Punto. Adesso Rfi sta provvedendo al progetto preliminare. Brinkhorst lancia degli allarmi, ai quali rispondiamo: tranquilli, ci siamo». Ma non ci dice come. Interesserà sapere che la Regione ha dato un contributo di 3 milioni di euro a Rfi, per la progettazione preliminare. Apertura al buio, come a poker?
  

     

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