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Sabato
16 ottobre
2010

 

Outlet, è ora di calare la maschera

Acer: "Azienda da troppo tempo in difficoltà, si parli con schiettezza"
Nonostante tutti i discorsi nebulosi da parte nostra c'è sempre stata la disponibilità a collaborare. E adesso?
  

L'Acer di Roncade esprime perplessità e preoccupazione per l'ennesima puntata dell'infinita querelle dell'outlet. Verrebbe anche da dire … l'avevamo detto!

In sostanza fuor da ogni tecnicismo a quanto pare si è punto a capo, e pure con altri due ricorsi pendenti e il tutto lo stesso giorno in cui Noventa ha raddoppiato completando la fase due, in pratica una disfatta completa che lascia sul terreno un mostro di cemento dallo skyline incerto (che nell'intento dei suoi architetti nascendo come capannoni industriali doveva alla fine richiamare addirittura le mura del castello) e tanti dubbi su ciò che ne sarà.
Negli ultimi mesi abbiamo avuti più incontri e colloqui con il responsabile del gruppo al fine di cercare una convivenza comune che potesse essere utile e vantaggiosa per entrambi.

Abbiamo cercato ovviamente prima di tutto di capire i tempi e i contenuti di questa nuova realtà che da anni promette o minaccia (a seconda dei punti di vista) di affacciarsi sul panorama non solo economico e commerciale roncadese ottenendo risposte parziali se non evasive.
Per quanto ci riguardava molto semplicemente e nell'interesse degli associati che rappresentiamo abbiamo ribadito ciò che da sempre coerentemente sosteniamo e cioè che vogliamo essere al sicuro da realtà che risulterebbero dannose per il commercio locale e cioè in primis che non vogliamo un parco commerciale con eventuale relativo comparto alimentare (che ne è il volano) alle porte di casa. Se da un lato ci veniva confermata la realizzazione di un outlet dedicato principalmente all'abbigliamento e affini più 4 punti ristorazione, dall'altro sui tempi e i modi le risposte erano piuttosto nebulose.
Inoltre più volte (forse qualcuna di troppo) ci veniva detto che nemmeno lui sapeva o poteva garantire che tra un anno avremmo ritrovato sempre lui allo stesso posto, fatto che di per se' vale per chiunque in qualsiasi azienda, ma il contesto il modo e il ripetersi di tali affermazioni faceva riflettere.

Eppure a sentir l'azienda andava tutto bene, i problemi con le centinaia di creditori letti sui giornali erano infondati, i ritardi colpa della crisi, la concorrenza di Noventa ininfluente, l'impressionante scuderia di marchi che sfoderava quest'ultima banali, il suo ampliarsi previsto, ma a noi bastava solo capirne di più. OUTLET2.jpg (51533 byte)

Ci veniva proposta una collaborazione, partendo dal presupposto (in parte anche vero) che come marketing le realtà locali sono molto indietro e non coese. Questo il ragionamento presentatoci: ci sono 2 possibilità, continuare ognuno per la propria strada o cercare di farne un pezzo assieme, non cambiando niente (per loro e non per noi) nel primo caso, avvantaggiandosene entrambi (di più noi) sempre secondo loro nel secondo. In pratica avremmo avuto più da guadagnarci noi in ogni caso... Poi di nuovo il nulla in attesa di un nuovo rinvio a causa di un nuovo intoppo, sempre a causa altrui.

A questo punto si può tranquillamente dire che oggi più che mai siamo nel buio più completo. Non è dato sapere quando verrà aperto, se verrà aperto ma soprattutto cosa verrà aperto. Coerenti con tutto quello che negli ultimi anni si è scritto e discusso sull'argomento ribadiamo il cardine dei nostri ragionamenti: qualsiasi cosa verrà l'importante è che non danneggi la realtà commerciale locale e cioè in primo luogo un parco commerciale con comparto alimentare, qualsiasi altra soluzione, specialmente nel campo dei servizi (tra l'altro già auspicata in tempi non sospetti), è particolarmente benvenuta.
Infine per quanto concerne il polo fieristico, proprio parlando tra commercianti e con il direttore di questo sito mesi orsono si era detto che probabilmente il ripiego più logico per una tale struttura era farci una fiera, e il direttore ribatteva che pur essendo una soluzione non era così semplice. Ma queste come tutte le altre sono parole in libertà, pour parler, come quelle di chi da mesi evoca l'ipotesi Ikea.

L 'unica certezza è che da una parte c'è una megaazienda in fortissime difficoltà finanziarie e burocratico-legali che sembra aver perso l'orizzonte da un bel po' e dall'altra ci siamo noi, cittadini o commerciati che sia sui quali inevitabilmente nel bene (si spera) o nel male tutto ciò ricadrà.

ACER Cittattiva
Il Presidente

     

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