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Mercoledì
15 luglio
2009

 

Zerbistenie

Zerbinati: "Direttore, ha offeso me e altri 3266. Come si permette?"
Vuole solo innescare meschine dietrologie. Per quanto riguarda Pezzato, sarà meglio che impari a pensare
  

Egregio Direttore, credo che certe affermazioni, per non apparire gratuite o peggio offensive, debbano essere sostenute da fatti e testimonianza concrete.

Quindi per non dover credere che siano state scritte solo per “gettare il sasso nello stagno” e quindi solo per il gusto di aprire spazi a basse discussioni dietrologiche, ( alle quali certamente non parteciperò lasciando ad altri questo meschino piacere) credo sia doveroso riflettere su alcune cose:

1) Chi sono i “ consulenti ricchi e sbagliati “ ? I nomi sono necessari. Almeno si da l’occasione agli interessati di difendersi a qualunque livello.

2) Sulla base di cosa Ella ritiene di affermare pubblicamente, ed in modo profondamente offensivo, che io abbia perso “ quel po’ di buona immagine di consigliere” ? Quali discorsi sbagliati, quali progetti falliti, quali inosservanze, quali comportamenti non consoni avrei assunto per perdere la mia immagine di consigliere comunale ? In particolare a quali incontri con i cittadini Ella ha partecipato (come avrebbe fatto un buon giornalista) facendosi così una sua personale opinione ? Su cosa si basa il suo giudizio politico ?
E ha mai pensato ( e ci ha messo un mese ) che così scrivendo lei ha offeso direttamente 3266 roncadesi che mi hanno votato non solo perché mi hanno sentito come valido consigliere comunale di opposizione ma anche come credibile candidato sindaco.

3) Ho sempre chiesto, ed ottenuto, che le decisioni strategiche ( tutte ) venissero prese con il pieno accordo dei responsabili di tutte le segreterie dei partiti ( tutti) che hanno costituito la coalizione.

4) Infine nessuno ha obbligato nessuno a partecipare o meno ad eventuale confronti pubblici. Ed anche su questo penso sia giusto avere conferme e non solo supposizioni offensive.

In sostanza, non entrerò mai in discussione con le sue affermazioni.
Mi sono solo permesso di richiamare la sua attenzione su alcuni ragionamenti che scaturiscono dalla lettura del suo articolo. Ognuno ha, in assoluta libertà, il diritto di fare il giornalismo che crede.
Mi resta solo ricordarle che, personalmente, ho affrontato il suo quiz proprio per rendere merito al suo impegno (e non sarebbe stato molto bello veder cadere nel nulla il suo “ azzardato” progetto) anche se l’unica volta che Ella mi ha intervistato, ne è scaturito un articolo sulla stampa nazionale che avrebbe dovuto farmi ben riflettere.

Per riportare alla sua memoria l’accaduto le trascrivo la lettera che le avevo inviato:
“Egregio Direttore. Dopo numerosi infruttuosi tentativi di raggiungerla telefonicamente, le scrivo. Ovviamente riguardo l'articolo sul Corriere Veneto. Non discuto il contenuto che sostanzialmente riporta senza stravolgimenti quanto ci siamo detti. Ma mi è impossibile accettarne il titolo che " distrugge " in una parola tutto quello che per dedizione, passione, e convincimento etico-morale mi sostiene nella mia missione da 25 anni a questa parte. Un medico non potrà mai lasciar morire nessuno. Le mie capacità professionali e la mia etica e la mia morale e la Costituzione sono esclusivamente indirizzate a curare rispettando la vita. Vivo e lavoro ( perché le due cose si identificano) per far vivere e non certo per far o lasciar morire.
i sentimenti in campo sono vitali: per primo il dolore, fisico ed esistenziale di una creatura e della sua famiglia e di tutti gli ammalati, ma anche il senso profondo di una professione vissuta da ogni medico, anche da me, con il senso della responsabilità insita in questa missione. Una missione che in un rapporto esclusivo e profondo di fiducia medico-paziente, ogni giorno mi porta ad affrontare tutti i momenti di sofferenza che mi vengono proposti e che chiedono una soluzione.
Non posso quindi accettare che qualcuno possa dire “che io lascerò morire qualcuno” perché oltre ad essere oltraggioso per la mia professione, è anche oltraggioso per la mia persona. E’ oltraggioso per tutti gli ammalati che si affidano fiduciosi. Le chiedo quindi di intervenire nelle opportune sedi anche con rettifica”.

Quella volta, come questa, la ritengo responsabile degli effetti degli articoli (anche del solo titolo degli stessi)

Guido Zerbinati

Roncade, 14.7.2009

PS: mentre finivo le mie righe ho letto l’esternazione del signor Pezzato …..Come volevasi dimostrare: la voglia di dire è più forte della necessità di pensare.

Egregio signor Pezzato noto ancora una volta che Ella ha il dono di trovare delle verità (come la presunta frustrazione che potrebbe diventare ostruzionismo o peggio livore o la certezza che non affrontare il confronto sia segno di mancanza di idee : ma lei ha letto il mio programma ? è mai stato ad un mio comizio ? od ad un incontro con le famiglie ? ) accessibili solo a Lei ma che propina come verità certe. La condizione frustrante è tentare di ragionare in questi termini.
Ora mi attendo qualche bel ragionamento del signor Damelico che propina giudizi ed etichette a chi vuole e poi siamo tutti felici. Immagino che questo fosse il fine del Direttore: da esserne orgogliosi ! Complimenti !

     

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