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Sabato
18 luglio
2009

 

Perché siamo sempre maltrattate?

Una lettrice: "Ingiusto allungare i tempi della pensione"
Le donne lavorano quattro volte gli uomini. In Europa vanno in pensione più tardi ma prima vivono meglio
  

Gentile Direttore,

le scrivo inc….zz…. arrabbiata per la situazione che si sta delineando nei
confronti di noi donne, e più nel dettaglio per quanto riguarda l’aumento dell’
età pensionabile.
Ma tu guarda un po’, con tanto lavoro che c’è ancora da fare per noi donne,
dove vanno a mettere le mani? Sulle nostre pensioni, senza contare che ogni
donna italiana ha il quadruplo lavoro:
-    Lavoratrice (quando non è disoccupata);
-    Moglie;
-    Madre;
-    Casalinga.

Il governo ha ragione quando dice che questo aumento lo ha voluto l’Unione
Europea, ma ha torto marcio perché gli altri Stati dell’Unione considerano le
donne e in particolare la famiglia, in modo totalmente diverso, e in Italia non
si fa nulla per cambiare questo stato di cose.

Lei che ne pensa?
Cordialmente.

Antonella Rolando


Gentile lettrice,

la premessa da compiere è che la questione da Lei posta ne contiene in realtà due.

La prima ha a che vedere con scelte di politica finanziaria di questo Governo sulle quali non ho titolo per potermi soffermare in termini oggettivi. L’unica sensazione che posso esprimere è che, come sempre, si tende a rastrellare nelle classi a reddito fisso le risorse per sostenere il welfare, ridicolizzando nel contempo gli intenti di lotta all’evasione fiscale applicando misure al limite dell’offensivo come, ad esempio, lo “scudo” al 5% (o anche meno...)   per il rientro dei capitali dall’estero.

La seconda questione cade invece sulla spinosissima ed infinita discussione sulle disparità di trattamento fra uomo e donna, e sappiamo bene entrambi che addentrarci significa pungersi.
Esponendomi tuttavia a qualche rischio potrei iniziare rendendo simmetrica la classificazione delle incombenze che Lei ha citato relativamente al Suo genere.

Anche un uomo, infatti, se non è disoccupato è lavoratore, quando lo è è marito e quando ne ha la fortuna è pure padre.
Se poi per casalinga intende una persona che si prende cura delle incombenze quotidiane della sfera privata allora posso replicare affermando di vedere molti uomini al supermercato che spingono un carrello, altri che rasano l’erba del prato ed altri ancora – senza far nomi - che stirano camicie.

Sulle donne europee e le loro più riconosciute prerogative posso proporre un sospetto, più che una vera opinione.
Nella maggioranza dei paesi esteri occidentali la donna è storicamente più partecipe alla vita pubblica, e quindi politica - e quindi decisiva rispetto a temi come le pensioni -  rispetto a quella italiana.

Ci sono diritti conquistati che vengono difesi tutti i giorni, mentre i diritti raggiunti nella breve stagione del “femminismo” in Italia sono invece stati lasciati progressivamente annacquare – a partire dagli anni ’80 - in modelli di vita femminile che oggi banalmente chiameremmo “velinismo”. Vale a dire l’accettazione di un’immagine di donna declinata in bell’oggetto buono per la pubblicità o per il gusto di certi potenti salotti.

Sinceramente, quante sono le ventenni di oggi - anche istruite e laureate - che pagherebbero pur di essere invitate per un’ora soltanto a Villa Certosa?
D'accordo, magari sono meno di quelle che pensiamo, non si può mai dire. Resta il fatto che esse da sole bastano a restituirci l’immagine globale di un mondo femminile italiano portatore di contenuti e valori profondamente diversi dalla sobria e fiera autocoscienza sociale delle combattive donne europee.

E non mi pare che le donne italiane che di questo sono consapevoli alzino particolarmente la voce - nelle assemblee cittadine, nei media, nei blog, nelle sedi in cui la loro partecipazione è garantita al pari degli uomini, cioè tutte - per rimediare le storture della triste foto di gruppo.

Perdoni le generalizzazioni, so bene che nei singoli casi la realtà è diversa.
Qui non abbiamo tuttavia il tempo e lo spazio per scrivere trattati.

Grazie per il contributo e lo stimolo

Gianni Favero

     

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