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Mercoledì
19 agosto
2009

 

Bridge over troubled water/2

La guerra del ponte: non si chiude il 24 però...
Vertice a Roncade: blocco rinviato, prove statiche al più presto e casomai ci si pensa
  
Il ponte sul Sile, fra Musestre e Quarto d’Altino, non chiuderà il 24 agosto com’era fino a poche ore fa nelle paure di chi lo usa quotidianamente.

Lo ha detto oggi il sindaco veneziano, Loredano Marcassa, al termine di un vertice con le autorità comunali di Roncade al quale hanno preso parte anche il sindaco di Casale sul Sile – interessato per il traffico di riflesso che si riverserebbe sulla propria rete viaria – e rappresentanti di polizia locale e vigili del fuoco.
Il ponte non chiude il 24 agosto ma nei giorni immediatamente successivi sarà svolta una prova statica che Marcassa ritiene indispensabile e che richiederà un’interruzione della circolazione per almeno due o tre giorni. Se l’esito sarà negativo, come si spera, la vecchia corsia sospesa sul fiume ritornerà a sopportare flussi quotidiani di 7.500 automobili. Se invece la struttura confermerà i sospetti di inaffidabilità, come si teme, allora una decisione di chiusura sarà assunta immediatamente.

Questo mentre Roncade e la Provincia di Treviso si rimpallano una verità sulla proprietà della metà trevigiana del ponte che pare non trovare un contorno. Viale Battisti, benché invitato, oggi non si è fatto vedere in quanto ritiene di aver ceduto le proprie “quote” della struttura, assieme a parte della strada provinciale n.112 che passa per Roncade, già due anni fa. L’amministrazione comunale, da parte sua, in una nota ufficiale continua invece a definire “comproprietaria” la Provincia.
Una questione che non è da poco, dato che per i test statici e per gli eventuali successivi provvedimenti di soldi da spendere ce ne sono.

“Il conto che mi appresto a pagare – dice Marcassa - fra intervento del consulente, Danilo Michieletto, e la perizia che si andrà ad eseguire, è di circa 12 mila euro. Chiaramente mi aspetto che Roncade contribuisca, visto che oggi mi pare abbia compreso come l’incolumità degli automobilisti sia la questione da mettere in testa a tutte le altre”.
Relativamente a presunti collegamenti fra l’intervento del Comune di Quarto d’Altino e la richiesta di realizzazione di un nuovo attraversamento sul Sile, parallelo a quello dell’autostrada A4 – il quale, vista la necessità conclamata di allargamento con le terze corsie, sarà necessariamente ampliato – il primo cittadino veneziano assicura che si tratta di argomenti inconsistenti.

Un nuovo ponte sul Sile, in sostanza, è una necessità a prescindere dalla fruibilità dell’attuale vecchia struttura. “Lo ripeto da cinque anni e forse grazie a questo nuovo problema se ne parlerà un po’ di più. Ma insisto sul cuore del problema: ho serie ragioni di ritenere pericoloso il ponte di Musestre e spero sinceramente di essere smentito”.
   


18 agosto 2009

"Vorrei dormire sonni tranquilli. Capisco che a Roncade siano preoccupati per le ricadute sul traffico ma da due giorni ho una perizia di un nostro consulente, l'ing. Danilo Michieletto, di Scorzè, e non ci sono dubbi: il ponte non tiene".

Parole di Loredano Marcassa, sindaco di Quarto d'Altino, che assicura, senza possibilità di ulteriori deroghe, che la circolazione sul ponte che collega le due sponde del Sile, fra Musestre e il suo comune, da lunedì 24 agosto sarà chiuso.

Marcassa spiega anche le ragioni citando alcuni estremi della relazione di Michieletto, che sarà comunque portata all'attenzione di una conferenza di servizi convocata dal sindaco di Roncade per domani, alle 10,30, in municipio.

"Il ponte - dice Marcassa - è inclinato 2 cm verso Ovest e 5 cm verso Sud. I piloni sono piantati sulla terra ma nel 1912 era terra asciutta, adesso è lambita dal Sile. Ci passano 7.500 veicoli al giorno ed è urgente almeno procedere a controverifiche statiche. Le nostre sono state fatte in condizioni di peso massimo 3,5 tonnellate, solo auto nei due sensi e anche solo auto in senso unico. Neanche quest'ultima possibilità fornisce margini di sicurezza".
E Roncade cosa dice? "Non lo so - replica il sindaco veneziano - ma è dal 2004 che cerco un dialogo per individuare un'alternativa. Prima i trevigiani chiedevano un progetto che arrivasse vicino alla Treviso Mare, la Regione però ha risposto picche perchè gli investimenti sarebbero stati eccessivi e quindi siamo al punto in cui siamo".

Il Comune di Roncade, da parte sua, lamenta il fatto di non essere stato coinvolto nella decisione di chiusura e per questo ha fissato l'incontro di domani mattina, invitando anche la Provincia di Treviso.
"Non ci andremo - è la risposta del presidente dell'Ente, Leonardo Muraro - perchè noi non c'entriamo nulla. Due anni fa, con un accordo di programma, abbiamo ceduto la nostra mezza proprietà del ponte interamente al Comune, declassando quella strada e aggiungendo quindi un contributo che poi è servito per realizzare la passerella ciclopedonale inaugurata poche settimane fa".

Non che il problema di una strozzatura nei flussi di traffico e di conseguenti ricadute sulla viabilità ordinaria non preoccupi il presidente. "Bisogna porre meglio la questione. Ci vuole un tavolo per ridiscutere tutto l'assetto viabilistico, non si affronta la questione specifica con una conferenza convocata in poche ore e solo di fronte ad una situazione di emergenza".

Il ponte è una struttura storica. Fu progettato e costruito dalle officine meccaniche "Menon" sul modello di un "gemello" ferroviario che attraversa il Livenza all'altezza di Meduna. Però oggi a spaventare è anche la qualità del ferro e lo stato dei chiodi con cui i vari elementi sono connessi fra loro.

"Sia chiaro - vuole comunque concludere Marcassa - che non c'è alcuna polemica con i dirimpettai trevigiani. Voglio solo stare tranquillo per i due anni che mi mancano a concludere il mandato".

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