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Lunedì
23 marzo
2009

 

Ato Veneto Orientale, vi spiego la fregatura

Piovesan: "Aumenti in bolletta per pagare i mutui di Vittorio Veneto"
A Roncade viene in tasca poco o nulla. E parlare di qualità dell'acqua è solo un tentativo di nascondere il problema
  

La mia accusa alla Lega della paternità degli aumenti delle bollette dell’acqua e la provocatoria proposta di uscire dall’ATO Veneto Orientale ha acceso un dibattito con gli interventi di Donadel e Meneghello a difesa degli aumenti. Volevo pertanto aggiungere alcuni spunti visto che il tema tocca tutti coloro che aprono il rubinetto a casa.

L’ATO Veneto Orientale è effettivamente un organo democratico a cui partecipano tutti i comuni elencati da Donadel, ma il consiglio di amministrazione che lo governa è un ORGANO POLITICO che, nel nostro caso è diretta emanazione del PDL ed in particolar modo della LEGA NORD. E’ puerile trincerarsi dietro il voto unanime (Roncade ad esempio non ha partecipato al voto) quando è palese che le scelte in quell’ambito sono prese dalla destra che naturalmente se ne assume successi ed insuccessi (siamo a Treviso, non c’è nulla da scandalizzarsi se detta legge la Lega, in Toscana o in Sicilia negli ATO comanderanno altri).
Ribadisco che stabilire degli aumenti tariffari di un bene importante come l’acqua in questo periodo è da scellerati e penso che gli uomini di buon senso concordino con me senza fatica. Sviare il discorso su qualità dell’acqua (da sempre nel nostro acquedotto la migliore) è solo un tentativo di nascondere il problema.

Ma per capire la portata della fregatura che ci siamo presi voglio portare alcuni dati.
Dicevo nel precedente intervento che gli ATO sono sorti per razionalizzare i costi del ciclo dell’acqua ma il risultato è un carrozzone che costa 580.000 euro l’anno e che, naturalmente, viene pagato di tasca nostra.
L’azienda Sile Piave da oltre un decennio non aumentava le tariffe ed aveva bilanci in regola senza bisogno di adeguamenti Istat; gli aumenti attuali sono giustificati, da chi li ha stabiliti, con la presa in carico da parte dell’ATO dei mutui che oggi gravano sui bilanci comunali per fognature e rete idrica: per fare due esempi Vittorio Veneto del sindaco leghista Scottà anche presidente dell’ambito, ha mutui ancora da onorare e che volentieri scarica sull’ATO per 2.532.967 euro (dati 2006); il comune di Roncade per 3.070 euro.
In pratica gli aumenti servono a pagare le fognature e gli impianti idrici di comuni come Vittorio Veneto che ancora devono pagarli o che addirittura ancora devono cantierarli. Comuni più virtuosi come il nostro che già hanno fatto e investito molto negli anni passati non guadagnano nulla.

Anche negli interventi futuri ben poca cosa è riservata a Roncade (nei prossimi 5 anni Via Pantiera nel 2012-14, Ca’ Tron nel 2013) mentre altri comuni si faranno a spese di tutti i contribuenti della provincia le fognature fino ad oggi mai eseguite.
Gli ultimi interventi sulle fognature nel nostro comune (via Carboncine e via Dary, collegamento Monastier-Roncade, collegamento San Cipriano-Musestre-Quarto) sono stati effettuati quasi totalmente con fondi Regionali (le fognature di Musestre sono totalmente a carico del Comune perché non previste nel piano di interventi ATO – oltre al danno la beffa!!!) perché inseriti nel piano di disinquinamento della Laguna.

Checché ne dica Meneghello, le nostre acque reflue finiscono in laguna che è qui a due passi e a cui forse siamo più vicini rispetto a Quero o Vittorio. In considerazione del fatto che nel nostro ex consorzio sono inseriti comuni come Meolo, Marcon e Quarto d’Altino geograficamente parlando il nostro ambito più naturale era a mio avviso quello della Laguna di Venezia ma forse è inutile parlarne visto che a ogni finanziaria viene paventata l’idea di soppressione degli ATO (con competenze girate a Provincia o Regione) con buona pace dei leghisti che si dovranno trovare un’altra poltrona.

Simone Piovesan

     
   
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