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Sabato
4 luglio
2009

 

Piano Casa, prima sfida di via Roma

Dove saranno permessi gli ampliamenti duty free di Galan?
Il Consiglio Comunale dovrÓ pronunciarsi sulle aree interdette e sarÓ un test per far emergere i cultori della cazzuola
  
Non Ŕ certo un battesimo del fuoco facile quello che attende la nuova assemblea consiliare nelle prossime settimane.

L'approvazione del "piano casa" da parte della Regione Veneto pone alle amministrazioni comunali la data del 30 ottobre come ultima per pronunicarsi sull'adozione del provvedimento definendo, sostanzialmente, le aree del territorio in cui sia possibile godere delle vie veloci previste dalla legge per l'ampliamento degli edifici.
Va osservato che la norma non Ŕ molto chiara perchŔ se da un lato introduce il silenzio-diniego (cioŔ se il Comune non si pronuncia il piano non viene recepito) dall'altra prevede un commissario che imponga all'assemblea di pronunciarsi se questo non Ŕ avvenuto entro ottobre.

Al di lÓ di tutto, il tema rappresenta un'ottima occasione per capire fin da subito come questa nuova amministrazione sia orientata in tema di rapporto calcestruzzo-territorio. Se crede, come ha detto di credere ieri il presidente della Regione, Giancarlo Galan, che i cittadini lasciati liberi di intervenire senza troppi vincoli, spontaneamente realizzeranno ampliamenti esteticamente validi ed ecologicamente avanzati anche sotto il profilo del risparmio energetico.

FinchŔ il valore di un immobile sarÓ pesato quasi esclusivamente usando il metro quadrato come unitÓ di misura Ŕ lecito dubitarne.

SarÓ anche un'opportunitÓ per verificare il grado di influenza di alti funzionari che, quando furono sindaci berlusconiani in altre parti del Paese, sollecitarono a Palazzo Chigi interventi di condono per operazioni edilizie buttate su senza permessi, sostenendo che lo sviluppo di un'area - in quel caso a vocazione turistica - non pu˛ prescindere dalla sua edificazione.
Gli stessi che poi, cambiata latitudine, si rivelarono abbastanza indulgenti nei confronti di "sviste" in altezza ed altri dettagli di costruzioni di societÓ come So.ve.im.
Ci renderemo conto, poi, dell'intensitÓ di pressing delle imprese edili sulle scelte di questa amministrazione non omogenea a quella veneta.

Vedremo anche, dato che la norma prevede una riserva intangibile per i "centri storici", come si riuscirÓ a definire (ammesso che lo si voglia fare) il concetto di centro storico per localitÓ come Biancade o San Cipriano. Coloro che abitano in zone in cui non si potrÓ muovere una pietra si sentiranno penalizzati o privilegiati?
Anche questo, magari, lo capiremo e sarÓ utile per conoscere meglio i nostri concittadini.

Qui alleghiamo un utile specchietto pubblicato in questi giorni dalla stampa che sintetizza il piano casa per il Veneto.

     

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