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Martedì
10 febbraio
2009

 

Sartor perde il pelo ma non il vizio

Pezzato: "Per qualche motivo non sa stare lontano da palcoscenico"
I cittadini non sono più gli stessi di quindici anni fa. Tutto è cambiato e occorre farsene una ragione
  

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

Pare che chi ha avuto incarichi di rappresentanza, in un modo o nell’altro non possa star lontano dal palcoscenico. Per essere depennati da una lista forse era sufficiente una richiesta di alcune righe (come altri hanno fatto), piuttosto che un lungo riassunto celebrativo di ciò che si è fatto durante il mandato (o i mandati) come primo cittadino. Ma ognuno ha il proprio stile, ed è legittimamente libero di applicarlo.

Fa sorridere poi segnalare la giovane età di alcuni sindaci roncadesi al loro primo mandato. Vogliamo fare una tabella con le medie anagrafiche delle Giunte che li hanno sostenuti? E’ un giochetto vecchio e usurato quello dell’”establishment” che manda avanti il giovanotto di turno, manipolando il resto da dietro le quinte. I cittadini non sono più gli stessi di quindici anni addietro, quando ancora –ad esempio- internet era agli albori, e forse un italiano su un milione ne aveva accesso. Tutto è cambiato, e non volersene fare una ragione suona davvero anacronistico.

La politica è ferma e vecchia. Chi non lo pensa? Quali sono i segnali, anche a livello nazionale, che non lo confermano? Forse a qualcuno, troppo impegnato in progetti culturali “alti” e senza dubbio soddisfacenti, si è perso le ultime elezioni nella più avanzata democrazia del pianeta?
Il populismo non c’entra, forse non più di continuare a propagandare che l’amministrazione di una comunità si basa su servizi ed opere, approccio che lascia gran poco sul tavolo a lungo termine.

Sicuramente l’elezione di una donna quarantaduenne è un fatto rilevante in un Comune come Roncade – l’ho detto e scritto molte volte - e dimostra tutto il vero potenziale di progressismo che la popolazione detiene, e che ha bisogno di un innesco per esplodere definitivamente, per dare un segno di discontinuità, per far scommettere sulla novità.

Perché, invece che castrare le iniziative altrui, i cervelli e le coscienze dei roncadesi (e degli italiani) non riescono a collaborare, a lavorare all’unisono per progettare il futuro? Senza detestare alcuno…

Lorenzo Pezzato
www.lorenzopezzato.it

     
   
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