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Lunedì
13 luglio
2009

 

Se la frustrazione diventasse livore

Pezzato: "Gli eterni oppositori non cedano alla voglia di ostruzione"
L'assenza di Zerbinati al confronto del 30 maggio è stata uno scivolone tattico e strategico degno della migliore tradizione Waterloo
  
Ho letto l’intervento del Direttore sul suo blog personale, intervento “a bocce ferme” che ritorna su un fatto cruciale per la sconfitta della lista guidata da Zerbinati, ovvero l’assenza clamorosa al confronto pubblico (degli altri due candidati tralasciamo le sorti, visti anche i risultati elettorali).

Avevo personalmente scritto proprio su Roncade.it di quanto, talvolta, l’assenza possa pesare più di qualunque presenza, ma la regola è stata applicata da Zerbinati nel modo più sbagliato. Non saprei dire se la scelta è stata fatta dal candidato stesso o “dai suoi consulenti”, ma tant’è.
Questo mio intervento è dettato dal fatto di essere stato tra quelle persone che assieme al Direttore ha organizzato e voluto la serata di confronto, perciò parte direttamente in causa nel senso che l’eventuale malafede attribuita a Gianni Favero riguarderebbe anche me.

A meno che qualcuno non sia arrivato a pensare che Gianni possa aver maliziosamente approfittato dell’ingenuità di coloro che stavano sul palco per porre le domande, ma allora la faccenda assumerebbe i contorni della leggenda metropolitana, della fiaba grottesca.

Credo invece che tutto sia avvenuto molto più semplicemente, con uno scivolone tattico e strategico degno della migliore tradizione Waterloo, e di quale mente sia stato il frutto ora è assolutamente ininfluente. Molto probabilmente la sconfitta sarebbe arrivata comunque, perché oltre che a partecipare ad un confronto bisogna anche arrivarci con in testa delle cose da dire, e queste cose –s e si vuole vincere - devono avere più appeal e contenuto di quelle portate dall’avversario.

In queste ultime settimane ho sentito spesso dire che in un comune come il nostro la lunga permanenza all’opposizione è condizione frustrante, è questione di presenza fine a se stessa in Consiglio, e allora esiste un rischio: quello che la frustrazione possa trasformarsi in ostruzionismo o, peggio, in livore.

Mi auguro che ciò non accada, perché avrebbe effetti negativi su tutta la comunità, quando invece abbiamo assoluto bisogno di unire gli sforzi e le forze per progettare e realizzare un futuro migliore per tutti. E nella categoria “tutti” non trovano spazio maggioranze ed opposizioni.
 

Lorenzo Pezzato
www.lorenzopezzato.it

     

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