TIT.jpg (16363 byte)
 
TARTA2.jpg (13664 byte)
   
Sabato
30 maggio
2009

 

Tartarughe prendono casa nel Musestre

Un esemplare è uscito dall'acqua per deporre le uova a Biancade
Per gli esperti un evento straordinario. Dalle sue dimensioni si può dedurre che nuoti nel fiume ormai da diversi anni
  
Nel giardino di casa di alcuni amici a Biancade, si è verificato un evento straordinario, una di quelle cose che di solito si vedono nei documentari alla televisione.

Lunedì scorso, verso le sette e trenta, una tartaruga di fiume se n’è beatamente uscita dal Musestrelle per andare a deporre le uova in una buca (da lei stessa accuratamente preparata) a soli cinque o sei metri dall’abitazione.
Questi amici hanno potuto, fortuna loro, assistere di persona a questo spettacolo, e sono riusciti a pure a scattare una foto.

TARTA.jpg (140739 byte)

Pare siano state deposte due uova, ma con beneficio del dubbio.
L’Assessore all’Ambiente di Roncade, la Protezione Animali e il WWF sono già stati avvertiti, ed ora si adotteranno gli opportuni accorgimenti per salvaguardare uova e sito.

La tartaruga, purtroppo, è della specie “carnivora” (tartaruga dalle orecchie rosse, trachemys scripta elegans), ed è stata originariamente liberata da qualcuno chissà dove, contravvenendo alle leggi oggi vigenti in materia. Queste tartarughe sono infatti eccellenti predatori, ed oltre che cibarsi di pesce, si cibano anche delle più miti tartarughe autoctone, con grave danno per l’ecosistema locale. L’invito, naturalmente, è quello di non liberare mai animali esotici importati, ma piuttosto affidarli alle cure delle varie associazioni e dei vari Enti preposti.
In ogni caso, anche a parere degli esperti, l’evento è davvero straordinario, anche perché considerate le dimensioni dell’animale si deduce che sia ormai naturalizzato, che viva cioè da molti anni in regime di libertà nelle acque dei nostri corsi d’acqua.

Se qualcun altro avesse notizia di eventi simili, può segnalarlo a roncade.it.

Lorenzo Pezzato
www.lorenzopezzato.it


1 giugno 2009

Cortese Direttore, se mi permetti mi inserisco nella questione ambientale per
una volta, poichè qualche errore c'è!

Da appassionato erpetologo, mi permetto di correggere quanto scritto dal
signor Pezzato sull'invasione delle "tartarughe ninjia" nel Musestre.
Niente di più sbagliato. Perchè se la "tartaruga incriminata" è quella
mostrata nella foto di Roncade.it, ebbene si tratta di Emys orbicularis,
testuggine (quelle terrestri e palustri, come appunto questa specie, si dicono
testuggini; quelle marine sono le tartarughe) palustre ampiamente diffusa in
passato in tutto l'areale della Pianura Padana, tra corsi d'acqua poco
profondi, stagni, laghetti e fossati. Tra gli anni '50 e '90 la popolazione di
queste, come di moltissimi altri animali selvatici, fu minata dal continuo e
pesante uso della chimica in agricoltura oltrechè dalle catture dirette.
Infatti i nostri nonni ricordano che il venerdì santo, nelle nostre campagne si
usava mangiare o pesce o carne di queste testuggini in ossequio ai dettami
della chiesa). Ma da alcuni anni se ne sta notando una positiva rigenerazione
dei ceppi autoctoni grazie anche ad una rinnovata salute dei nostri corsi
d'acqua locali. Spesso se ne trovano esemplari schiacciati in stradine di
campagna con fosati laterali ed io stesso ne liberai un elemento alcuni anni fa
nello stagno dietro a villa Selvatico.
Ricordo inoltre, come componente del Parco del Sile, che alcuni esemplari di
discrete dimensioni si possono anche andare ad ammirare nell'oasi Lipu a S'.
Elena -più famosa per le cicogne.

La cosa particolare è certamente che si sia riusciti a documentarne la
deposizione delle uova, poichè si tratta di animali molto "timidi" e restii a
farsi avvicinare dall'uomo; che amano vivere lungo i corsi d'acqua poco
profondi, celandosi ad occhi indiscreti tra erbe e alghe, e deponendo (periodo
tra fine aprile e tutto giugno) appunto in nidi scavati sulle rive a poca
distanza dall'acqua nelle prime ore del mattino per evitare di esser avvistati
da potenziali predatori o soffrire il sole cocente di questo periodo. Le uova,
di forma allungate-ovaleggianti biancastre, generalmente in numero da 3 a 15 a seconda della grandezza e dell'età della femmina, sono deposte in nidi profondi cm.5-7 e poi accuratamente seppellite. La durata dell'incubazione è
strettamente legata all'andamento climatico successivo, così come la
determinazione del sesso dei nascituri (con media di incubazione sopra i
30gradi nasceranno più maschi e viceversa): con estati nuvolose e piovose le
schiuse posso aversi a fine settembre o addirittura protrarsi fino alla
primavera seguente. Normlmente la durata è di 2-3 mesi. I cuccioli che
dovessero nascere sarebbero grandi come una moneta da €.1 mollicci e indifesi... e si dirigeranno subito verso il loro ambiente preferito, l'acqua. La madre, dopo la deposizione, se ne disinteressa definitivamente. I nascituri dovranno cavarsela da soli...come nei documentari che tutti siamo abituati a vedere in tivvù.

Primo consiglio non andare a scoprire il nido, o peggio, prendere le uova...
Sarebbe bene recintarle con una gabbietta metallica infissa seplicemente nel
terreno intorno, con un diametro di cm.30-40, ed un coperchio sempre di rete
metallica per evitare la visita di qualche topo o nutria.
Per quanto riguarda l'alimentazione, va invece sfatata l'immagine della
paciosa tartaruga dei cartoni animati ghiotta solo di lattuga. Tutte le
testuggini terrestri e ancor più le palistri, oltre che le tartarughe marine,
sono onnivore. In particolare la dieta dell'emys orbicularis è estremamente
varia tutta la piccola fauna acquatica e/o terrestre può farne parte
(lumachine, piccoli rettili, uccellini, anche topolini, piccoli pesci, serpi,
parti vegetali di piante acquatiche,ecc...).

Vorrei qui sfatare la paura di invasione di "tartarughe ninja", di tartarughe
carnivore sul Musestre. Può certo fare notizia ma è un errore madornale. Altra
cosa sarebbe stato avvedersi di una "tartaruga alligatore - macroclemys
temminckii", che in esemplari adulti raggiunge anche il peso di Kg.100, o
peggio la "tartaruga azzannatrice - Chelydra serpentina, che arriva anche oltre il mezzo metro di dimensioni ed è molto aggressiva. Ambedue arrivano ad
attaccare animali di grandi dimensioni e anche l'uomo in condizioni particolari. Si sarebbe subito dovuto provvedere alla cattura preventiva...ma non essendo quelli esemplari nostri, bensì provenienti certamente da privati e,
per la loro particolarità di "animali pericolosi e protetti, registrati in apposito registro della Guardia Forestale si sarebbe potuto ben risalire al primo proprietario...evidentemente incoscente!

Quella poi di cui parlava Pezzato era la Chrysemis scripta - non trachemys-
la cosiddetta "tartarughina dalle orecchie rosse" della california, che tutti
prima o poi abbia avuto in casa, tenuta in vaschetta per un po', con acqua
spesso putrida e alimentata con quei terribili composti di cibo secco che ci
davano alle giostre, e poi o sepolta in giardino perchè morta d'inedia o
liberata in qualche pozza di pesci rossi...anche quelle sono testuggini palustri che si adattano benissimo ai nostri climi umidi e caldi d'estate e stanno prendendo il sopravvento sulla Emys. La gravità della cosa starebbe in
questo caso nel sovvertimento dell'ecosistema delle aree umide locali con
l'inserito di un animale esotico a scapito della specie autoctona che
faticosamente sta riprendendo possesso delterritorio dopo anni di assenza.

L'unica segnalazione da farsi è quella alla Guardia Forestale che comunque
terrà monitorata la probabile nascita di esemplare protetto.

Cordialità

Boris Mascìa
erpetofilo

     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665

   
REAL2.jpg (13956 byte)

RE@LSERVICE Sas
via Roma 105, 31056 RONCADE (TV)
TEL/FAX 0422 842160