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Mercoledì
28 gennaio
2009

 

E se vincesse una lista che vuole perdere?

Pezzato: "Immaginiamo un dissenso che si esprima in questo modo"
I tentativi di ringiovanimento sono solo maschere di vecchi attori. Costringiamoli ad andare in cortocircuito
  
Ho letto con attenzione l’ultimo intervento del Direttore sul suo blog personale, e devo dire che l’ho trovato davvero molto interessante, oltre che vicino al mio modo di sentire su determinate questioni.

Pur capendo quanto quelle righe siano un esercizio di provocazione politica ed intellettuale, vorrei approfondire il ragionamento e suggerire uno scenario.
Formare una lista con l’intento dichiarato di perdere le elezioni è uno strumento fenomenale per far passare, con gli stessi strumenti della politica, il messaggio di quanto possa essere diffuso lo scontento nei confronti di una politica ferma, vecchia, in crisi di idee e di persone, tutta orientata al maschile nella declinazione del passato remoto del verbo fare. Quello che succede a livello nazionale è replicato nel locale, dove gli interessi di partito o di corrente impediscono ai soggetti rappresentativi (presi come singoli) di esprimere posizioni proprie sulle questioni di diretto interesse della comunità, che è un po’ quello che sta accadendo anche a Roncade, purtroppo.

Vedo liste, gruppi ed associazioni che cercano di rivestire la politica con abiti nuovi, di farle indossare capi più adatti a presentarsi in pubblico con una immagine rinnovata, scintillante di coinvolgimento e di partecipazione, ma mi pare che la sostanza poco cambi, che dietro le quinte si muovano sempre gli stessi attori.
Fin qui il ragionamento, ora vengo allo scenario.

Pensiamo per un attimo che quel malcontento sia più diffuso di quanto si voglia far credere, e che lo sia anche in termini numerici, in termini di votanti.
Pensiamo per un attimo che questa lista d’opposizione possa vincere le prossime comunali, a quel punto si creerebbe un evidente cortocircuito, cioè la lista che si è candidata per perdere e che invece vince.
Pensiamo ancora che, una volta vinte le elezioni, quella lista –per ovvi motivi di correttezza e coerenza- potrebbe ritirarsi, lasciando di fatto scoperta l’Amministrazione del Comune, fatto che sarebbe seguito immediatamente da nuove elezioni.
Con le nuove elezioni però, la formazione delle liste questa volta non potrebbe più avvenire secondo logiche di schieramento o di partito, ma dovrebbe seguire criteri assolutamente diversi, pena il ricadere esattamente nello stesso cortocircuito.

Questo potrebbe essere un modello assolutamente innovativo di manifestazione di dissenso, innovativo anche (credo) a livello nazionale, e potrebbe correre il rischio di far notizia e di diffondersi, dimostrando che a Roncade esiste una cittadinanza che non si limita a lamentarsi della propria classe politica, ma che progetta e realizza modi per costringerla a cambiare, a rinnovarsi, a ringiovanirsi.

Ragionarci non costa davvero nulla.

Lorenzo Pezzato
www.lorenzopezzato.it

     
   
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