TIT.jpg (16363 byte)
 
POLO.jpg (11077 byte)
   
Martedì
3 novembre
2009

 

Piano Casa, scelte troppo timide

Pdl: "Concessioni limitate alla prima casa, escluse attività produttive"
Certe restrizioni possono essere impugnate da soggetti che si sentano danneggiati per i vantaggi nei comuni confinanti
  
COMUNICATO STAMPA

Giovedì sera, 29 ottobre, è stata adottata anche a Roncade la delibera sul cosiddetto “Piano casa”…ma si è persa una ottima occasione per dare slancio all’economia locale.

Infatti se è apprezzabile il tentativo, purtroppo assai timido, di seguire le indicazioni tracciate dalla Regione Veneto, prima in Italia, con la L.R.14 intitolata “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile…” dello scorso luglio, non se ne è però colto l’autentico senso propulsivo limitando le possibilità di sviluppo in essa stessa comprese.
E’ vero che il nostro Comune ha completato il PAT e che lo stesso è appena stato approvato (14 ottobre scorso) in Regione, per cui ora si passa alla fase degli interventi effettivi.
Ma la L.R.14/2009 che - ribadiamo – si chiama “Intervento a sostegno del settore edilizio” aveva la volontà di ridar respiro al settore dell’edilizia in genere, oggi in stallo, concedendo una serie di facoltà significative per riattivare con ciò il volano di un’ economia attualmente in crisi. Allora non
ci si doveva fermare ai soli interventi sulla 1^ casa, apprezzabili ma non sufficienti, bensì si doveva esser più coraggiosi e aprire la finestra a tutto il mondo produttivo…il solo che in questo momento può rialzar la testa e le sorti del Paese.

E questo - si badi bene - non è un discorso a favore delle speculazioni o della cementificazione selvaggia del nostro meraviglioso territorio roncadese!
La maggioranza ha mantenuto fermi vincoli inconciliabili con tutto ciò. Infatti esclude dalla possibilità di accedere agli istituti straordinari previsti dalla legge speciale intere categorie di edifici senza una reale motivazione, come in particolare:

- esclusione di tutti gli edifici ricadenti all’interno dell’ambito territoriale del Piano Ambientale del Parco Fiume Sile (quando all’interno dello stesso ambito vi sono ad esempio le zone ad urbanizzazione controllata ove vige la zonizzazione ordinaria prima del PRG ed oggi del PAT; dimenticando che così si vanno ad escludere in toto le frazioni di S.Cipriano e Musestre …“el casoin de Musestre” o l’artigiano di via Principe, che volessero crearsi un piccolo magazzino per la propria attività non potranno farlo!
Per contro, se giustamente si sono premurati di escludere l’applicazione della legge agli ambiti interessati dagli accordi ex art.6 LR 11/2004, non si capisce perché non si sia fatto altrettanto per quelli compresi nei PIRUEA approvati ai sensi della LR 23/1999, cosa che invece noi giovedì sera avevamo chiesto di fare poiché in quelli il meccanismo di perequativo è equivalente a quello degli
accordi sopra menzionati…e quindi sarebbe stato giusto imporre una rinegoziazione dell’utilità pubblica anche di quegli interventi.

Ed infatti in sede di discussione Noi abbiamo proposto:
a) l’applicazione integrale delle facoltà concesse dalla L.R.14/2009 a tutti i fabbricati ricadenti in ZTO “D” proprie, senza limiti;
b) stesso dicasi per l’intero ambito del Parco naturale del Fiume Sile”;
c) ed invece di imporre il vincolo agli ambiti interessati dai PIRUEA approvati a sensi della L.R. 23/1999” salvo la revisione degli accordi perequativi in essere”, proprio per recuperare un minimo di utilità in più per l’ente pubblico.

Purtroppo le scelte della maggioranza ancora restrittive prestano anche il fianco a possibili ricorsi o azioni di chi, per quei vincoli troppo stringenti, si dovesse veder discriminato rispetto ad attività simili trattate nel genuino senso liberista della L.R.14/2009 sol perché site in Comuni vicini e più
lungimiranti.

Boris Mascia
Capogruppo consiliare
PdL – Polo per Roncade

     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665