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Giovedì
31 dicembre
2009

 

Basso ribadisce, outlet pronto in primavera

Guai finanziari superati grazie ad un nuovo accordo con le banche
Il debito di 220 milioni sarà ristrutturato e arrivano altri 18 milioni freschi. In cambio saranno cedute quote a soci esterni
  
Il Gruppo Basso ribadisce che l'outlet di Roncade sarà aperto in primavera.

Lo si legge, nero su bianco, in un comunicato diffuso dalla stessa società in cui si descrivono le misure di "salvataggio" concordate con le banche in seguito alla pericolosa situazione finanziaria che si era venuta a creare nei mesi scorsi.

Il gruppo, in sostanza, ha ristrutturato il credito - significa che restituirà i capitali prestati da 28 diversi istituti di credito e numerosi fornitori, corrispondendi in tutto a circa 220 milioni, secondo una nuova scaletta di tempi  - ed ottenuto finanziamenti per altri 18 milioni, in parte destinati anche alla conclusione dei lavori per l'outlet.
L'impegno assunto a fronte della nuova disponibilità è però quello di far scendere al più presto il debito di almeno un centinaio di milioni attraverso la vendita di immobili ed aree edificabili, di far entrare nel capitale - ora interamente in mano alla famiglia - soci esterni di minoranza e di affidare a società da costituire appositamente con soci esterni parte delle nuove iniziative imprenditoriali.

Per quanto riguarda le difficoltà a pagare i fornitori che nel 2009 avevano portato il Gruppo sulla soglia del pignoramento di beni, la nota spiega che queste sono da addebitarsi alle "criticità del mercato creditizio che avevano provocato una drastica riduzione degli affidamenti bancari – scesi da 485 milioni di euro a 300 milioni – nonostante l’attività non avesse dato segni di crisi. La stretta bancaria si era così tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso".

Basso ha quindi proceduto ad una riorganizzazione societaria "iniziata con la valorizzazione mediante cessione delle immobilizzazioni costituite essenzialmente dal patrimonio immobiliare a reddito (centri commerciali, piastre logistiche, uffici, capannoni artigianali ed industriali) collocato nelle aree più ricche del Paese quali Toscana, Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Inoltre, è stata effettuata la ricapitalizzazione di due società del gruppo denominate (Gruppo Basso S.p.A. e Lefim S.p.A.), il capitale della prima è salito a 120 milioni e quello della seconda a 40 milioni di euro".

Il Gruppo, in ogni caso, ricorda che "dispone di mezzi propri per oltre 520 milioni di euro", quindi più che doppi rispetto ai debiti e perciò tali da garantire gli impegni previsti dal nuovo accordo con i creditori.

     

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