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Sabato
29 agosto
2009

 

Outlet, nuovo impiccio al Tar

La società però rassicura: "Apriremo entro il 2009"
Lo stop sarebbe solo per una schermaglia di carte bollate. Rubinato, "un problema facilmente superabile"
  
Il Tar del Veneto pone un nuovo stop all’Outlet di Roncade (vedi pezzo del Gazzettino qui sotto) ma si tratta solo di un impiccio di carte bollate che pare non preoccupare il Gruppo Basso, titolare del progetto.
La “rassicurazione” sul rispetto dei tempi di apertura prestabiliti, e cioè “entro il 2009”, proviene dalla stessa Spa che, spiegando nel merito il nuovo intoppo e le ragioni che lo rendono poco più di un fastidio, come da comunicato che segue, si dice “convinta di essere in possesso di tutti i requisiti” per rispettare i termini.

I giudici amministrativi avevano nei giorni scorsi eccepito al gruppo trevigiano la necessità di produrre una nuova Valutazione di impatto ambientale (Via) legata a variazioni del progetto originario, accogliendo così parte di un ricorso ben più complesso della società concorrente “Dal Ben Tre”, di Monastier. Un atto formale, sostengono dal quartier generale di Quinto di Treviso, in realtà già superato in un momento successivo alla causa avviata da Dal Ben.
Il problema, perciò, come concorda anche il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, sembra risiedere solo dentro quel gioco da pallina da flipper previsto dalle leggi fra progetti, conferenze di servizi, pronunciamenti e pareri di organi amministrativi di tutti i livelli che può essere spesso paralizzato, almeno in via momentanea, da contestazioni alla magistratura veneziana.

“Non capisco molto il senso dell’iniziativa di Dal Ben – ammette la stessa Rubinato – visto che esiste nella vicina Noventa di Piave un Outlet imponente che opera da oltre un anno. In ogni caso, visto che i problemi di Basso in questo caso sono di tipo procedurale e non finanziario, credo siano facilmente superabili e che quindi non causino slittamenti”. L’interesse del Comune di Roncade all’apertura della struttura di vendita sta soprattutto nello sblocco di un’opera pubblica particolarmente attesa, cioè una pista ciclabile fra il capoluogo e Biancade, che Basso deve per contratto realizzare parallelamente all’avvio dell’attività nell’Outlet.


29 agosto 2009

COMUNICATO STAMPA GRUPPO BASSO SPA

In merito alla sentenza del Tar del Veneto circa il ricorso presentato dalla Dal Ben Tre contro l’Outlet di Roncade il Gruppo Basso precisa di aver ottenuto successivamente alla domanda di conferenza dei servizi oggetto di causa, le necessarie autorizzazioni commerciali che fanno
riferimento ad un progetto che rispecchia quello autorizzato e approvato dalla Provincia tramite la valutazione di impatto ambientale e si è quindi convinti di essere in possesso di tutti i requisiti per arrivare all'apertura della struttura nei termini prestabiliti, ovvero entro il 2009.

Nel dettaglio, la domanda presentata dal Gruppo Basso nel marzo 2008, poi accolta dalla conferenza nel luglio 2008, aveva ad oggetto la definitiva articolazione dell’intervento commerciale in una grande struttura di vendita e in due ulteriori e autonomi esercizi di vicinato.

Sulle perplessità sollevate circa la localizzazione dei predetti esercizi, e in particolare la loro sostanziale ricomprensione nel complessivo compendio commerciale per quanto attiene ai parcheggi e agli accessi, il Gruppo Basso non ha affatto modificato la precedente domanda, ma si è limitato a individuare i due autonomi esercizi (necessari per la configurazione a parco) in quelli prospicienti la viabilità di accesso al comparto e dunque autonomi e indipendenti.

Il tutto senza alcuna modifica del lay-out, ma con una semplice inversione degli accessi, non più all’interno del compendio ma sulla strada esterna, risultando così autonomi e separati dalla grande struttura di vendita, con autonomi standard a parcheggio e autonomo e distinto accesso dalla pubblica via.

Fermo restando che la VIA non è necessaria per mere modifiche di ripartizione interna che non comportino incrementi della superficie autorizzata, nella specie la configurazione specificata dalla richiedente e accolta dalla conferenza era del tutto identica a quella già rappresentata in sede di richiesta di VIA , ciò che dimostra come la valutazione di compatibilità è stata espressa su quello che è poi risultato il definitivo assetto commerciale dell’intervento.

Dunque In relazione alla valutazione di impatto ambientale si precisa che la configurazione progettuale specificata ed accolta dalla conferenza dei servizi, è del tutto identica a quella rappresentata in sede di ottenimento di via ( Valutazione Impatto Ambientale).

Sabino Cirulli
Ufficio Stampa Gruppo Basso


29 agosto 2009

Da "Il Gazzettino"

Accolto in parte dal Tar il ricorso della "Dal Ben Tre" di Monastier: procedura da rifare o ritorno al progetto originario
I giudici ridisegnano l’outlet di Roncade
Bocciata la nuova distribuzione interna degli spazi: «Non ha avuto la valutazione di impatto ambientale»
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Sabato 29 Agosto 2009,
L’inaugurazione era prevista per il prossimo autunno. Ma ora il nuovo, mega outlet di Roncade rischia di dover rimandare il debutto ufficiale.
A imporre un possibile stop ai programmi è il Tar del Veneto. Il tribunale si è espresso sul ricorso presentato dalla Dal Ben Tre, società che gestisce un grande magazzino a Monastier. In realtà, nella sentenza depositata venerdì scorso, i giudici amministrativi hanno respinto quasi tutte le “censure” avanzate, che riguardavano in sostanza le autorizzazioni per la struttura. Ma hanno dato ragione ai ricorrenti su un punto: manca la Valutazione di impatto ambientale. O meglio: quella presente non è più valida.
Per ricostruire la decisione occorre ripercorre alcuni passaggi del laborioso iter burocratico. Negli ultimi tre anni, l’outlet ha cambiato volto tre volte. Al momento della conferenza di servizi del 28 settembre 2006, il parco commerciale, 11.317 metri quadrati, è suddiviso in un centro commerciale di quasi 8 mila metri quadrati, a sua volta articolato in 37 esercizi commerciali, e in altri due punti vendita. Circa un anno e mezzo dopo, il Gruppo Basso chiede l’autorizzazione a ricavare, sulla stessa superficie, 75 negozi di vicinato (ovvero al di sotto dei 250 metri quadrati) e quattro medie strutture di vendita (fino 2.500 metri).
Poiché la rimodulazione interessa un’area superiore a ottomila metri quadrati, viene richiesta, come prescrive la legge regionale, la Valutazione di impatto ambientale. Che puntualmente arriva. Altri quattro mesi, siamo al luglio 2008, e il costruttore modifica ancora il progetto. Ora lo spazio è occupato quasi per intero (11.009 metri quadri) da un centro commerciale, più altri due negozi singoli rispettivamente da 159 e 149 metri. E’ su questa versione che una nuova conferenza dei servizi, il 29 luglio 2008, dà parere favorevole. Senza però considerare che la Via deve essere aggiornata. Ed proprio per questo che il Tar ha “bocciato” la delibera.
Al visitatore- cliente la differenza tra un centro commerciale e un insieme di negozi singoli può apparire di poco conto. Lui, in fondo, sempre una sequela di vetrine si trova davanti. Ma è dietro le quinte, nell’organizzazione complessiva della struttura, che le cose cambiano parecchio. «Il centro commerciale, in base alla legge regionale, deve disporre di una serie di infrastrutture e servizi gestiti unitariamente: un unico parcheggio indifferenziato, un unico magazzino, un unico centro logistico per la ricezione e lo smistamento delle merci, un unico bagno (ovviamente dimensionato adeguatamente, ndr), oltre ad avere orari uniformi – spiega l’avvocato Ludovica Bernardi, che ha assistito la Dal Ben nella causa -. Se invece si tratta di singoli esercizi, ognuno di essi deve essere dotato di un suo parcheggio, fisicamente separato dagli altri, di un bagno, della possibilità di ricevere e ridare le merci e di varie altre strutture».
All’atto pratico, quali conseguenze? La sentenza, rimarca l’avvocato, apre un duplice scenario. L’outlet ha tutte le carte in regola per aprire con la penultima configurazione, quella a 75 negozi. In questo caso, però, è necessario che, come detto, le attività commerciali abbiano tutte la propria “dotazione” di servizi. Sono stati predisposti o bisognerà ricominciare i lavori? Se invece, si sceglie la formula del centro commerciale, occorre ripartire daccapo con il procedimento di valutazione ambientale: studio di impatto ambientale, presentazione alla Provincia, valutazione della Provincia, riconvocazione della conferenza di servizi, pronuncia di quest’ultima… E, qui, la domanda è: quanto tempo servirà?
Intanto alla Dal Ben si respira aria di soddisfazione: «Sono contenta - ha detto l’amministratrice Monica Dal Ben - e in particolare per mio padre Pierluigi che ha costruito con tanto sacrificio la nostra azienda. Ora ci aspettiamo che a Roncade rispettino la sentenza e che l’outlet non apra se non quando ci sarà l’adeguamento a quanto stabilito dai giudici».

Mattia Zanardo
 

     

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