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Mercoledì
4 marzo
2009

 

Roncade è città murata

Lo ha deciso la Regione Veneto. I negozi (forse) aperti la domenica
La delibera firmata da Giancarlo Galan è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n.19 del 3 marzo 2009
  

Roncade è città murata.

La richiesta avanzata dall'Amministrazione comunale ai sensi della legge regionale n. 15 del 16 giugno 2008 è stata accolta con la delibera della Giunta Regionale del Veneto n.272 del 10 febbraio 2009 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto (Bur) n.19 del 3 marzo 2009.

Assieme a Roncade sono state elette a città murata San Zenone degli Ezzelini (Treviso), Camposampiero (Padova), Pastrengo (Verona) e Rivoli Veronese (Verona).

Con il provvedimento Roncade entra a far parte di quelle località di particolare valore storico per le quali è prevista la deroga dell'apertura domenicale dei negozi.
Il nuovo status dovrebbe consentire lo sfruttamento di speciali contributi pubblici per la ristrutturazione dei centri storici.
  


COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI RONCADE

Roncade è Città Murata

Si aprono nuove prospettive e opportunità per Roncade che, dal 3 marzo, è stata dichiarata dalla Regione Veneto, Città Murata.
E’ questa infatti la data di pubblicazione nel Bur (Bollettino Ufficiale della Regione) dell’accoglimento della domanda avanzata dal Comune nel 2008 e si pone come momento conclusivo dell’iter che ha preso il via il 16 giugno 2008, al fine di sfruttare le potenzialità locali che il circuito delle Città Murate del Veneto offre.

La Regione Veneto, infatti, ha istituito l’Elenco delle Città Murate e, attraverso esso, si prefigge obiettivi di conservazione e valorizzazione del cospicuo patrimonio di interesse storico-culturale costituito dai centri abitati ancora caratterizzati dalla presenza di cinte murarie di origine storica.
«Roncade e la sua villa, circondata da mura agli angoli delle quali troneggiano quattro torri, – ricorda il sindaco, Simonetta Rubinato - sono il cuore e l’identità della nostra Città. Sono quindi degne di entrare nel privilegiato circuito delle città murate».
In base alla delibera di Giunta Regionale del 10 febbraio con cui Roncade è stata inserita nell’elenco insieme ad altri quattro comuni (Pastrengo, San Zenone degli Ezzelini, Camposampiero e Rivoli Veronese), il 28 dello stesso mese l’Amministrazione ha depositato uno studio di fattibilità che permetterà, una volta accolto dalla Regione, di procedere al recupero dell’area attorno al Castello (piazza I Maggio, giardini pubblici e zona antistante villa Giustinian) utilizzando 800.000 euro di contributi regionali.

«L’inserimento nell’Elenco delle Città Murate – conclude il Sindaco - offrirà ampie possibilità di sviluppo locale e permetterà di accedere ad un circuito privilegiato di finanziamenti regionali nonché europei necessari a migliorare la viabilità e a recuperare il nostro patrimonio architettonico sia in ambito pubblico che privato».
  


5 marzo 2009

Egregio Direttore,

ritengo opportuna una precisazione sostanziale in ordine alla informazione data nel suo sito “Roncade è Città Murata” ed in particolare “i negozi potranno aprire la domenica”.

A tal fine si precisa quanto segue.

Perché i negozi possano aprire in deroga anche la domenica è necessario che la Provincia individui Roncade come “Città d’Arte”, ai sensi dell’art.3 della L.R. 28.12.1999, n.62.

Al momento per mancanza del numero adeguato (almeno duecento) dei posti letto in strutture alberghiere ed extra alberghiere, il Comune di Roncade non può essere riconosciuto “Città d’Arte”. Pertanto, non basta il solo riconoscimento di “Città Murata” , utile al momento per le ragioni già spiegate dal Sindaco nel comunicato del Comune.

Distinti saluti.

L’Assessore agli Esercizi Pubblici, Commercio e Artigianato

Cesare Miotto


5 marzo 2009

dal "Corriere del Veneto" di giovedì 5 marzo 2009

E' guerra tra gli outlet, arriva il polo di Roncade: «Noventa non fa paura»
Centro più grande e aperto anche la domenica Sartor: altri 350 mila metri per la GD? Cancellati


VENEZIA — Non c'è solo la guerra tra grande e piccola distribuzione. Ora in Veneto scatta anche la gara fra colossi commerciali di ultima generazione. L'outlet di Noventa di Piave avrà pure ottenuto il raddoppio della superficie ma il Gruppo Basso, promotore e costruttore di un nuovo mega polo degli acquisti in via di ultimazione a Roncade, non pare particolarmente preoccupato. Anche con gli ulteriori 8751 metri quadri ottenuti dalla Regione in aggiunta agli attuali 8 mila, la città dello shopping veneziana non raggiunge i 25 mila sui quali si estenderà la rivale trevigiana.

Il «Roncade Outlet Gallery», che sarà aperto a giugno o male che vada a settembre, conta su una proprietà totale di 95 mila metri quadri, per ottanta negozi che si susseguono su entrambi i lati di un percorso a quadrilatero e 1700 posti auto. Al momento dell'inaugurazione l'occupazione degli spazi sarà del 70%. Oltre ai negozi, sono previsti due grandi aree di ristorazione e pizzeria aperti fino alle 23, gelaterie, cioccolaterie e bar enoteca con prodotti locali.
Un'ampia area, poi, sarà riservata ai bambini. Mentre i genitori faranno acquisti, i più piccoli saranno affidati a figure simili a maestre d'asilo, che cercheranno di farli divertire disegnando, modellando o costruendo qualcosa da portare a casa. Ma Noventa non fa paura al Gruppo Basso per altri due motivi. Primo: per avviare l'attività su quei nuovi 8.751 metri quadrati i proprietari, in base a una prescrizione della Commissione di valutazione di impatto ambientale (Via), dovranno realizzare una strada che conduce fino a Ponte di Piave. Fra espropri e lavori ci vorranno almeno quattro o cinque anni. Secondo: l'outlet veneziano non potrà aprire la domenica mentre quello di Roncade sì, almeno secondo quanto c'è scritto sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto (Bur) di due giorni fa. La delibera 272 firmata da Giancarlo Galan il 10 febbraio scorso, infatti, ha incluso Roncade in un gruppo composto da altri quattro centri (San Zenone degli Ezzelini, Camposampiero, Rivoli Veronese e Pastrengo) elevati allo status di «città murate ».
Sono quindi luoghi di particolare valore artistico, per i quali vale la deroga dell'apertura domenicale per qualsiasi punto vendita che desideri applicarla. Di mura, a Roncade, ci sono appena quelle perimetrali di Villa Giustinian, il «castello», e una torre di mille anni fa alla confluenza fra Sile e Musestre, ma tutto fa brodo. Alla giunta Galan questo è stato sufficiente per accogliere la richiesta del sindaco, Simonetta Rubinato, che così potrà anche attingere a fondi regionali previsti per la ristrutturazione dei centri storici.

«Per noi, come per tutte le grandi superfici di vendita — spiegano alla Lefim, società che fa capo alla famiglia Basso — le aperture festive sono determinanti. Siamo comunque convinti che tutto il sistema del commercio locale potrà trarre un grande vantaggio dal nuovo polo. E' bene ricordare che secondo l'Istat la provincia di Treviso è la prima in Italia per consumi, con 3.045 euro al mese per famiglia, e che Roncade si trova al centro di uno straordinario triangolo fra Treviso, Venezia e Jesolo, a pochi chilometri dai caselli autostradali di Silea, Quarto d'Altino, Noventa e, prossimamente, Meolo». Le macchine nel cantiere proseguono la loro opera ai bordi della Treviso-Mare. Rimane ora da risolvere la tensione fra il commercio tradizionale e gli imprenditori di Lefim spa, senza escludere il Comune, spesso apparso poco chiaro nell'orientamento verso la realizzazione dell'outlet.

A proposito del braccio di ferro tra ipermercati e negozi tradizionali, assicura l'assessore all'Economia Vendemiano Sartor: «Ho abbandonato l'ipotesi (avanzata dal suo predecessore Fabio Gava, ndr) di concedere altri 350 mila metri quadri alla grande distribuzione. In compenso svincolerò dal contingentamento l'insediamento nei centri storici e negli attigui centri abitati di chi intende riqualificare gli stessi. Purchè ci sia la giusta alternanza tra grandi e piccoli, formula mista che può garantire un futuro. Il negozio di vicinato non ha più la forza di attrattiva necessaria alla sopravvivenza ma nello stesso tempo non può essere soffocato dalla grande distribuzione». La Regione attiverà poi un osservatorio, affidato all'Università di Venezia, per il monitoraggio costante di tutte le attività commerciali del Veneto.

Gianni Favero
   

     
   
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