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Sabato
13 giugno
2009

 

Patti con il diavolo, solo una frase euforica

Meneghel: "Pezzato, lascia stare Machiavelli..."
Il cartellone mobile piazzato davanti alla chiesa è stato una grossolana gaffe di un autista in pausa pranzo
  
Gentile Lorenzo,

perdonami la forma del “tu” che uso nello scriverti, mi riesce più facile. Sono un leghista della prima ora, da sempre cittadino di Roncade, ti scrivo appunto per confermarti che condivido molto di quello che si legge nel tuo pezzo pubblicato in Roncade.it.
Condivido soprattutto la tua ansia nell’evidenziare che gli anni passano e che la conseguente innovazione nelle tecnologie e nelle molteplici espressioni di pensiero devono necessariamente adeguarsi.
Questa tua ansia, traspare in tutte le tue righe in tutti i tuoi interventi e che solitamente non aprono un dibattito dato che nel momento stesso che inquadri la problematica ne dai anche la soluzione il più delle volte logica e chiarificatrice.

Entrando nello specifico, riconosco che il clima di questa consultazione elettorale si è rilevata pesante, ma contrariamente da ciò che appena si percepisce dalle tue righe, la propaganda negativa, screditante e diffamatoria è evidente in tutti i volantini e in tutte le chiacchere da osteria che sono circolate ad opera delle due “fazioni” e si sono, per modo di dire, bilanciate. Ho conservato tutti i volantini infiltrati nelle cassette postali di questi ultimi giorni. Non preoccuparti eccessivamente, la Gente roncadese, ha già dimenticato il burrascoso periodo appena trascorso e già oggi a Roncade vinti e vincitori si ritrovano senza rancori nelle usuali abitudini. Prova ad immergerti nel mercato del prossimo Lunedì per avere la cartina tornasole del problema.

E’ comunque importante che gli artefici e protagonisti dell’avvenimento, comprendano che ora si può lavorare insieme evitando inutili recriminazioni.
C’è un capoverso del tuo pezzo che mi lascia perplesso: perché traduci in una parafrasi senza sconti la frase di Bossi: “anche con il diavolo pur di raggiungere e concretizzare il proprio ideale” (politico)? Questa frase fu pronunciata a Pontida, quando il capo storico della Lega Nord dovette giustificare con qualche difficoltà alla folla dei miltanti, le alleanze strategiche con i gruppi politici allora dominanti, (se ben ricordo, con d’Alema alle spese di Berlusconi). Quindi, si trattò di una frase euforica in un contesto ben preciso.
La stessa frase l’ho ripresa per persone completamente profane dalle logiche del Movimento supponendo che spiegasse nella maniera più immediata la nostra repulsione all’identificazione politica di “destra” e di “sinistra”, per noi esiste il Popolo, il diavolo quindi, ieri e oggi, per identificare un politico o un Movimento.

Furbescamente hai ripreso il testo scritto dalla simpatica e premiata Chiara Tullio scomodando la nota teoria machiavellica che il fine giustifica i mezzi e inoltre, riesci ad enfatizzare con un riuscito collegamento all’atto di un anziano che per l’occasione guidava il furgone incriminato il quale, nel giorno di mercato (conseguentemente parcheggi sovraffollati), malauguratamente, non trovava di meglio che parcheggiare nello spazio antistante le Chiesa per andar a magiarsi un panino accompagnato da “na’ ombra”. Il parcheggio normalmente come ben sai è preda dei mezzi più disparati. Niente quindi calcoli demoniaci irrispettosi delle nostre tradizioni religiose. Ti faccio notare che quel furgone pubblicizzava la campagna della Lega Nord alle europee e dipendeva dalla sezione di Treviso, noi come tutti siamo stati spettatori di una indiscutibile e grossolana gaffe.
Facciamola più semplice, proprio per onorare le tue parole: “ci sarebbe voluto più buon senso, più pacatezza, più lealtà” - Questo sensato monito doveva esser fatto proprio da tutti, anche da chi, investito dal dovere di cronaca e da un sorprendente sdegno religioso si è affrettato a pubblicizzare il fatto. Forse anche lui si avvaleva del detto “il fine giustifica i mezzi”. Mah!

Comunque acqua passata, plauso alla vincitrice, vittoria meritata, noi della Lega la pensiamo così, senza falsa ipocrisia, oggi Simonetta, rivelatasi per noi e credo per chiunque, una vetta invalicabile, è tutta Roncade. A Simonetta sindaco, auguriamo un fruttuoso proseguo nell’interesse di tutta la comunità. Come vedi deposte finalmente le armi se di armi a sproposito si paventava. Era ora! Da parte mia sono felicissimo di aver trovato un motivo per risponderti dato che mi prendo la briga di leggere sempre i tuoi numerosi “didattici” interventi nei quali difficilmente lasci spazi interlocutori – è una tua indiscussa abilità – cordiali saluti, amichevolmente.
 

Giovanni Meneghel

     

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