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Venerdì
27 marzo
2009

 

La lettera vergognosa

La turista si lamenta del medico in carrozzella. Che ha 1.471 pazienti
Il documento, mandato a tutti, dal ministro ai giornali, fa scattare la solidarietà generale. La Usl 9: "il professionista è capace, amato e stimato"
  

Mentre è in vacanza a Roncade va dal medico ma trova un professionista in sedia a rotelle, incapace di muovere anche le braccia, e che si fa aiutare da un infermiere.
Insoddisfatta scrive al ministro della Sanità, al sindaco, alla Usl n.9. all’Ordine dei medici, a tutti i giornali e pure al Gabibbo, senza però rendersi conto che motivi per lamentarsi non ce n’è neppure uno.

Protagonista dello scritto, tre cartelle estese in linguaggio forbito, una sedicente Anna Lisa Todeschi, di Milano, che però non fornisce alcun altro elemento per essere contattata. L’unica persona con quel nome residente in tutta la Lombardia, nel varesotto, dice di non saperne nulla.
La scrivente si sorprende per il fatto che le autorità sanitarie consentano ad una persona disabile di continuare a svolgere una funzione tanto delicata. “Se avessi avuto bisogno di una palpazione dell’addome – si chiede – come avrebbe potuto fare? La compassione in questo caso non è un sentimento positivo”.

Ma la verità attorno a questo medico è di tutt’altra natura. Pietro Paolo Faronato, direttore sanitario della Usl 9, giudica il documento “crudele e immotivato. Non solo il medico può farsi assistere da un infermiere, pratica di fatto molto comune, ma è quello che a Roncade ha il massimo numero di mutuati, 1.471, e l’arrivo di due nuovi medici di base non gli ha sottratto uno solo dei suoi assistiti. Sono a disagio per la mancanza di sensibilità verso un professionista capace, amato e stimato”.

Parallelo il giudizio sul caso di Daniele Frezza, segretario dell’Ordine dei medici. “Il collega svolge la sua funzione con cognizione di causa. Il numero stesso di coloro che lo hanno scelto come medico personale è una garanzia del forte rapporto di fiducia che ha con i suoi assistiti”.

Fra i quali c’è anche il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato. “E’ un uomo che va ammirato per il coraggio e per la forte carica di umanità. Forse è anche grazie al suo stato personale che riesce a capire meglio le esigenze e lo stato d’animo del paziente. Da sindaco, in ogni caso, nessuno dei cittadini è mai venuto a rappresentarmi alcun problema per il lavoro di questo medico”.


27 marzo 2009

Ho letto con un misto di rabbia e amarezza le assurde elucubrazioni di una
turista in vacanza a Roncade e non ho potuto trattenermi dall'esternare
alcune considerazioni approfittando della vostra ospitalità.

1° Leonida Sartori oltre ad essere un medico sapiente e sensibile è un
esempio di grande amore per la vita e per il proprio lavoro, esempio che
dovrebbe non stupire in senso negativo stimolando grette segnalazioni ma al
contrario in senso positivo additandolo a chi non trova la forza di reagire a
sventure e difficoltà;
2° se la sig.ra fosse stata la madre o la moglie del dr. Sartori avrebbe
infierito in questo modo?
3° chi ha indirizzato la sig.ra dal dr. Sartori evidentemente era al corrente
delle sue capacità professionali e quindi in tutta tranquillità ha suggerito
questa scelta;
4° se la sig.ra dovesse nuovamente trascorrere una vacanza nel nostro ridente Comune volentieri sarei disponibile per metterle le mani addosso magari non solo per palparle l'addome;
5° l'augurio che di cuore mi sento di fare a una persona di così elevati
sentimenti è di poter in futuro aver bisogno di molti medici - chirurghi che
debbano palparle l'addome.

La cosa positiva che emerge da quanto è accaduto è che siamo in molti a voler bene a Leonida Sartori e questo tributo di stima lo rincuori e lo faccia andare avanti .... nonostante tutto .

dr. Pietro Tullio
medico di medicina generale

     
   
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