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Venerdý
31 luglio
2009

 

Iran, quello che possiamo fare subito

Incontro a Roncade sulla situazione nel paese degli Ayatollah
Repressione degli oppositori, regime blindato che controlla anche la sfera privata, censura con la collaborazione delle multinazionali delle Tlc
 
A
ppoggiando l'associazione Unione per la Democrazia in Iran, si Ŕ svolta oggi nella sala consiliare di Roncade, su iniziativa del Comune, una conferenza   Venerdý 31 luglio in Sala Consiliare una conferenza stampa sul tema della democrazia negata in Iran.
All'incontro hanno partecipato diversi membri dell'opposizione iraniana esuli in
Italia, tra i quali Masud Esmailou, Oulomi Mahde e Mohsen Hamzehlian,  responsabile dell'Unione per la democrazia in Iran (Updi) in Italia.

La conferenza ha messo in luce come il movimento che si batte contro
il regime in questi giorni al grido di "Dov'Ŕ il mio voto?" e, pi¨ recentemente, "LibertÓ, Indipendenza, Repubblica", sia un fenomeno che ormai coinvolge larga parte della popolazione.
L'Iran, Ŕ stato sottolineato, Ŕ un paese giovane (il 65% ha meno di 35 anni) e di altissima cultura data anche la presenza di 107 universitÓ. Fra queste la sola universitÓ di Teheran "sforna" pi¨ di 30.000 laureati all'anno, per il 40 % donne.

Nonostante questo, l'Iran Ŕ governato da un regime costruito istituzionalmente come delle "scatole cinesi" nel quale tutto il potere Ŕ nelle mani dei giureconsulti capeggiati dall'ayatollah Khamenei.
Un regime brutale che disumanizza la societÓ e pretende di entrare di forza nell'ambito privato di ogni singolo cittadino.

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Un governo solo nominalmente democratico dove i candidati vengono scelti da un comitato apposito all'interno degli apparati di regime e che sta massacrando a centinaia gli oppositori che scendono in piazza in questi giorni, occultando i crimini grazie ad una censura mediatica alla quale starebbero collaborando anche le multinazionali Nokia e Siemens, fornitrici del know-how per il silenziamento degli apparati telematici.

La repressione, in Iran, ha assunto i modi tristemente famosi delle dittature sudamericane.I luoghi di detenzione si possono trovare in garages, sotterranei e container privi di ogni minimo servizio igenico.

Nei video che seguono il dottor Hamzehian descrive la situazione attuale del movimento e spiega le azioni che le nostre comunitÓ possono intraprendere per aiutarlo nel compito di portare la democrazia in Iran.
   

 

VIDEO 1

  

VIDEO 2

     
   
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