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Lunedì
19 ottobre
2009

 

Ogm, cervelli in fuga da Ca' Tron

L' Icgeb conferma: "non ci sono più soldi, ce ne andiamo"
Fine dell'esperienza del laboratorio di Fondazione Cassamarca. Ca' Spineda non può più erogare un milione l'anno
  
Dopo gli immobili messi sul mercato ora anche la fuga di cervelli. Le ristrettezze finanziarie di Fondazione Cassamarca Spa sono anche questo, la rescissione dei contratti per i dieci ricercatori internazionali che dal 2004 stanno lavorando nei laboratori di ricerca sugli Ogm di Ca' Tron. L'imminente interruzione del rapporto con Ca' Spineda è stata confermata dallo stesso Decio Ripandelli, direttore dell'istituto internazionale di studio sulle biotecnologie (Icgeb) di Padriciano, nelle vicinanze di Trieste, con il quale sei anni fa la Fondazione aveva sottoscritto una convenzione.

Discussa, contestata, controversa e avveniristica, la struttura di Ca' Tron aveva potuto avviare l'attività grazie alla realizzazione di laboratori di elevatissima qualità ottenuti negli spazi ricavati dal recupero di due vecchi rustici dell'ex tenuta agricola. Gli scienziati, soprattutto, hanno potuto contare su serre a tenuta stagna e depressurizzate costruite per scongiurare qualsiasi rischio di dispersione nell'ambiente di organismi vegetali alterati nel Dna.

Incubatrici per novelli Frankenstein per gruppi di ambientalisti estremi responsabili di più di qualche danneggiamento dimostrativo, gioielli di investigazione senza pari per il mondo della ricerca internazionale, i laboratori di Ca' Tron fra poco devono eliminare le piantine e spegnere i microscopi elettronici. Agli studiosi sarà concesso appena il tempo indispensabile per concludere i propri progetti e trasmetterne i risultati alle più prestigiose riviste mondiali. Poi il milione l'anno circa con cui la Fondazione poteva pagare gli stipendi e tenere alzato l'interruttore del quadro elettrico generale non ci sarà più. Tutti a casa o, si spera, assorbiti da altri centri di ricerca del pianeta immuni ai dividendi di Alessandro Profumo, dove portare in dote le conoscenze maturate nella Marca.

"Una scelta che comprendiamo essere stata compiuta dalla Fondazione molto a malincuore - riconosce Ripandelli - e rispetto alla quale ci auguriamo sia possibile un ripensamento non appena le condizioni finanziarie lo permetteranno. Speriamo anche che i laboratori non rimangano inerti e possano essere utilizzati per ricer­he di altro genere da qualche università locale. Il risultato più bello, in questi cinque anni, al di là dei singoli studi, è l'aver formato 200 scienziati di tutto il mondo in grado di spiegare ai decisori politici dei loro paesi le ragioni per cui sviluppare o evitare, a seconda dei casi, le coltivazioni Ogm"
     

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