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Lunedì
14 settembre
2009

 

Nike, mettiamoci nei panni di un sindaco

Gubellini: "Ricerca di chiarimenti e di partner passaggi necessari"
Un messaggio di solidarietà a don Albino Bizzotto, comunque, la sera del 1 settembre non ci stava male
  
Che la questione “ex base missilistica” di Cà Tron generasse qualche interesse lo si sapeva, ma che fosse un invito a scatenare polemiche, quasi più del ponte di Remagen, ops scusate volevo dire Quarto D’Altino, non lo immaginavo.

In particolare mi ha colpito lo scritto del Signor Gambirasi, che di seguito vado a confrontare con le mie opinioni.

Di questi tempi sforare il patto di stabilità è facile come bere un bicchier d’acqua, del resto a vedere cosa succede in Italia verrebbe la tentazione di farlo anche qua a Roncade. Onestamente non so se sia stato sforato ma ricordo che alla fine dell’inverno passato, in occasione di un incontro tra il Sindaco e i cittadini (in quell’occasione a Biancade) intervenni brevemente in modo chiaro ed inequivocabile affinchè si sforasse il patto visto che, nonostante Roncade fosse da decenni una cittadina virtuosa, sia costretta a risparmiare (a proposito, chi ha fatto il patto di stabilità?) su spese importanti.

Stamattina scavando nel sito della Regione Veneto, alla ricerca di una bando per un bonus sul trasporto scolastico, mi sono imbattuto nel comunicato stampa n° 895 del 12 maggio 2009, nel quale si dice che a 92 comuni sono stati ripartiti ben 2.850.000 euro per servizi a favore delle famiglie con 4 figli o più. Non conosco nessuna famiglia con queste caratteristiche a Roncade, ma lo stesso vado a vedere se e quanto è stato stanziato per le iniziative per l'abbattimento dei costi e dei servizi per le famiglie, 29.197,85 euro. Un po’ poco ma tutto fa brodo. Notizia un po’ datata ma leggendo su questo sito, che coraggiosamente mi ospita, evidentemente non sono l’unico ad averlo saputo ora. Quindi non penso che il Comune di Roncade abbia fatto conto per le sue future entrate solo su ipotetiche concessioni edilizie a grandi costruttori.

Roncade sarà cementificata? Lo escludo per due motivi: non sono esperto di urbanistica ma nel P.A.T. non vedo cementificazione del territorio, anzi; inoltre proprio per l’attuale crisi nessuno si azzarderà a costruire con la concreta possibilità di tenersi sul groppone abitazioni invendute.

Ero presente al Consiglio Comunale e la delibera per richiedere un rinvio al demanio, in modo da poter visitare il sito, è stata approvata a maggioranza, con soli due astenuti. Invece la delibera per l’immediata eseguibilità è passata all’unanimità.

Per quanto riguarda l’eventuale emissioni di radiazioni dal sito, non servono contatori o quant’altro. Il sito, prima che fosse dismesso, era operativo da parecchio tempo quindi se ha emesso radiazioni sicuramente anche la ASL n° 9 sarà in possesso degli stessi dati agghiaccianti riportati nel 1992 dalla ULSS n° 6 a Vicenza, e qui l’Assessore Mazzon potrebbe dirci qualcosa in merito alla statistica su patologie riconducibili alla presenza di eventuale radioattività a Ca’ Tron.

Non prendetemi per megalomane ma se ogni tanto provassimo a metterci nei panni di un Sindaco, forse capiremmo quali sono le problematiche che si trova ad affrontare giornalmente. Ebbene, voglio mettermi nei suoi panni: alla data odierna, non so in che condizioni è messo il sito, non so se deve essere bonificato e che tipo di bonifica fare (radiazioni? Amianto? Ecc.); nel frattempo è giusto cercare eventuali partners (810.000 euro non li trovi per terra).

Non conosco Don Albino Bizzotto. A lui come a tutti quelli che operano per la Pace, va tutta la mia solidarietà.

Sì, a saperlo forse era il caso che il consiglio comunale di martedì scorso fosse stato aperto con un messaggio di solidarietà nei suoi confronti. A saperlo!

Noi Italiani abbiamo la memoria corta, infatti non ricordiamo che tutte le vicende, tipo l’aeroporto “Dal Molin”, accadute in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale sono nate per una scellerata decisione presa il 10 giugno 1940, quando un personaggio parlò agli Italiani da una balcone in Piazza Venezia a Roma. Signori, abbiamo perso una guerra e, volente o nolente, il vincitore fa e decide quello che vuole, anche sul nostro territorio. Hai voglia a protestare, a fare ricorsi al TAR, ad organizzare referendum, Purtroppo abbiamo perso una guerra!

Concludo parlando anch’io dei militari.

Sono d’accordo con quanto affermò Albert Einstein ma, e c’è sempre un “ma”, analizziamo bene ciò che ha detto e quando lo ha detto.

Sicuramente la frase: “Disprezzo profondamente chi è felice di marciare nei ranghi al seguito di una musica: costui solo per errore ha ricevuto un cervello. Bisogna sopprimere questa vergogna della civiltà, il regime militare, il più presto possibile” è stata detta dopo che il grande scienziato tedesco ebbe a che fare con i militari tedeschi di allora e, in particolar modo le famigerate SS. Tutti sappiamo che all’epoca con la propaganda che c’era in Germania, quei giovani vennero influenzati molto facilmente, e poi mandati a morire sui fronti di tutta Europa.

In Italia però il discorso è diverso rispetto al resto d’Europa. Il militare italiano, o almeno la maggior parte entra a far parte delle forze armate per il posto fisso. Sì, per il soldo, come una sorta di mercenario! Altrimenti non si spiega come mai il 70% dei militari italiani sono meridionali, forse i cittadini del nord Italia sono meno patriottici dei meridionali? No, semplicemente provengono da una zona del Paese dove la “vecchia” questione meridionale non è stata mai risolta, con il risultato che questi giovani o si arruolano nella criminalità organizzata o si arruolano nelle forze armate!

Il militare italiano ha cervello, e non per sbaglio, ma perché è capace di ragionare davanti ad un ordine; egli non giura fedeltà ad una persona (Presidente della Repubblica o chissà chi altro), ma alla Repubblica Italiana, giurando di osservarne la Costituzione e le Leggi; inoltre il militare italiano è un lavoratore come tutti quanti gli altri con un dovere in più: l’estremo sacrificio della vita! Chi altri ha questo dovere?

Sopprimere il regime militare? Sì, avremmo dovuto farlo centinaia di anni fa, quando in Europa regnavano dei sovrani, tutti imparentati fra di loro, che al minimo problema scatenavano guerre che duravano decenni, e il bello è che erano semplici beghe familiari!

Ricordiamoci infine che se non fosse stato per i militari italiani, con tutti i loro pregi e difetti, il caro “compagno” Stalin ce lo saremmo ritrovato a Roma. Sappiamo tutti cos’ha combinato nella ex URSS, e non solo lui, non è vero? Tutti sappiamo quanti milioni di morti ha fatto per una ideologia che con il tempo si è rivelata sbagliata. E per quella stessa ideologia quanti milioni di morti in giro per il mondo?

 

Antonio Gubellini
Referente per Roncade
Italia dei Valori

     

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