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Lunedì
24 agosto
2009

 

Dove il Musestre si getta nel Reno

Gubellini: "Ecco la miracolosa operazione degli alleati"
La situazione del ponte andava sanata molto tempo prima. Nessuno sa nulla e il cittadino subisce
  
Nella tarda mattinata del 24 agosto 2009 un distaccamento della 9^ divisione corazzata roncadese (una unità del III corpo della 1^ armata del gen. Rubinato), al comando del tenente Chiara Tullio, sbuca dai boschi di Musestre che sovrastano il Sile di fronte alla piccola città di Quarto D’Altino. Al primo colpo d’occhio verso il corso d’acqua Tullio e i suoi uomini restano allibiti e increduli: c’è un ponte, un ponte ancora intatto, anche se non più sicuro, che attraversa il fiume, sostenendo una stretta strada con annessa pista ciclabile nuova di zecca (forse è il motivo per il quale il ponte non è ancora saltato in aria). Lo spettacolo è inconsueto, anzi senz’altro unico, nei paesaggi che può offrire il Veneto del 2009: fin dai primi giorni dell’anno, infatti, i comandanti posti a presidio dei passaggi sul Sile hanno ricevuto l’ordine di far saltare tutti i ponti, pena la fucilazione se uno solo di essi cade in mano roncadese.

La strada sul ponte di Quarto D’Altino scompare sulla riva occidentale fra le case della cittadina stessa. Perché il ponte sia ancora intatto è un mistero: probabilmente il ritardo nelle operazioni di sgombero della riva sinistra del Sile non ha consentito di provvedere in tempo alla sua demolizione, o forse i roncadesi sono giunti in vista della riva prima del previsto; fatto sta che Tullio riceve l’ordine dal comandante la 9^ divisione corazzata di attaccare il ponte e di prenderlo intatto. Con i suoi uomini il giovane ufficiale di San Cipriano si lancia verso il Sile, attraversa la stretta strada e raggiunge il corso d’acqua. Pochi minuti dopo, un grande boato scuote l’aria: i guastatori di Quarto D’Altino, allo scopo di collaudare il ponte, hanno azionato il dispositivo per far saltare i quattro piloni che sorreggono la struttura metallica del manufatto. Ma quando la nuvola di fumo si dirada il ponte è ancora li, miracolosamente intatto: tempo pochi minuti e Tullio e i suoi soldati raggiungono la riva destra, mentre gli ultimi civili e militari Altinei scompaiono fra le case della cittadina e alcuni guastatori roncadesi provvedono a strappare i fili di un secondo detonatore disinnescando una carica inesplosa di 250 kg di dinamite.

La notizia dell’attraversamento del ponte di Quarto D’Altino raggiunge in breve i supremi comandi alleati al Comune di Roncade, suscitando viva sorpresa ed emozione: subito parte l’ordine di “mandare avanti” tutte le truppe disponibili. Con una straordinaria dimostrazione di flessibilità, i roncadesi sono in grado di sfruttare appieno l’insperata opportunità che si è loro offerta ed entro sera riescono a stabilire una solida testa di ponte oltre il Sile. L’incredibile notizia raggiunge anche l’Ufficio del Presidente della Provincia Muraro, la cui collera si scatena immediatamente facendo cadere teste a destra e a manca.

Non me ne vogliano coloro che ho nominato in questa fantastoria legata ad un fatto molto più serio e che, molto probabilmente, scatenerà proteste e illazioni a non finire, ma quando sono venuto a conoscenza dell’intenzione di chiudere il Ponte sul Sile che collega Roncade a Quarto D’Altino, mi è venuto subito in mente il ponte di Remagen sul Reno, teatro di una fortunata azione di guerra da parte degli alleati, nel marzo del 1945.

Come finirà? Chi può dirlo, certamente la situazione andava sanata molto tempo prima, anche perché della faccenda ne era a conoscenza anche la Provincia di Treviso, comproprietaria del ponte assieme al Comune di Quarto D’Altino.

Spero che non finisca come la storia del prolungamento della corsa dell’ACTT fino a San Cipriano, ricordate? Corse voce (vera o falsa?) che tutto andò a rotoli perché a Treviso comanda la Lega e a Roncade una lista civica di centro sinistra. È vero che Roncade è già servita dall’ATVO ma un accordo si tentò allora di raggiungerlo?

Nessuno sa nulla, e intanto il cittadino subisce tutte le conseguenze che la chiusura di questo ponte comporterà, senza dimenticare che quest’autunno, soldi permettendo, cominceranno i lavori alla terza corsia della A4, con la chiusura di altri ponti nel territorio comunale di Roncade.

Una bella gatta da pelare!

Antonio Gubellini
Referente per Roncade
Italia dei Valori

     

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