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Lunedì
14 dicembre
2009

 

Caccia: ma non basterebbe una foto?

Favero: "Incomprensibile che contatto con la natura significhi morte"
Se vale ciò che dice Donadel bisognerebbe anche trovare lo spazio per poterci sfogare con il fuoristrada o per giocare alla guerra
  
Io sono di parere diverso : se è vero, come accennava il rappresentante della Italcaccia, che il territorio è diventato esiguo, perché bisognerebbe trovare uno spazio per poter cacciare liberamente?

E perché non troviamo anche lo spazio per poterci sfogare con il fuoristrada o per giocare alla guerra? Possibile che il massimo divertimento e il più puro contatto con la natura sia quello di ucciderne una parte?!

Davvero non possiamo godere della fauna locale senza privare una parte dei cittadini della lepre o del fagiano che la maggior parte di noi avrebbe preferito vedere circolare liberi?

Non basta vederla o fotografarla una preda per avere soddisfatto il nostro basso istinto primordiale?

Franco Favero

     

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