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Venerdì
4 dicembre
2009

 

Caccia, prima di parlare informatevi

Donadel: "Spari sulle case, solo esagerazioni degli ambientalisti"
Con la moltiplicazione delle riserve a pagamento e delle costruzioni gli spazi si restringono e qualche incauto si avvicina alle case
  

Gentile direttore, qualche giorno fa ho avuto modo di leggere un’altra perla di saggezza del signor Damelico questa volta riguardante la caccia.

Al contrario del signor Pezzato che, se pur non condividendo tutto quel che scrive, gli riconosco un certo bagaglio di conoscenze sull’argomento, mentre Damelico semplicemente farnetica e da troppo tempo.
In questo contesto, mi sembrava giusto fare alcune considerazioni riguardanti il mondo venatorio.
Il popolo dei cacciatori è ampio e variopinto e per questo, diversi sono i comportamenti, c’è il bravo e responsabile cacciatore e c’è il furbacchione, c’è il buono e il cattivo, c’è il leghista e il comunista di turno.
E’ vero fa molta più notizia sapere che qualche pallino ha sfiorato le case ma, tutti noi, cacciatori, sappiamo che sono casi limitati e isolati ma che aiutano ad enfatizzare la fantasia di stampa e di qualche associazione ambientalista.

Fa molta meno notizia sapere che il mondo venatorio si attiva volontariamente durante tutto l’anno in azioni concrete di gestione del territorio,con azioni di manutenzione dei territori di rifugio, con il controllo di alcune specie dannose alla fauna autoctona e con dei così detti ripristini ambientali che permettono la riproduzione di molte specie animali grazie a rinfoltimenti di siepi, colture a perdere ecc..

Il problema è che a causa di continue nascite di riserve di caccia, dove l’attività venatoria viene svolta solo da chi ha un farcito portafoglio, e alle continue costruzioni di case e strade, il territorio libero cacciabile è diminuito drasticamente portando qualche cacciatore (con poco cervello), ad avvicinarsi pericolosamente alle abitazioni ma, come ho detto prima, sono solo una piccola frangia e non rappresentano sicuramente il mondo venatorio.
Piuttosto mi viene da chiedere al saccente Damelico come mai a Ca’Tron dove viene svolta in maniera molto esigua l’attività venatoria perché riserva esclusiva della fondazione Cassamarca e alla quale non ha accesso nessun cacciatore, siano quasi scomparse le lepri che fino a qualche anno fa popolavano in maniera più che abbondante tutta la zona.
Forse ha contribuito un’agricoltura intensiva o l’immissione da parte di qualche brava e buona associazione di specie quali volpi all’interno del vicino parco del sile, mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle lepri?
A volte non serve avere un fucile in spalla per commettere vere stragi faunistiche.

Chi crede di vedere cacciatori aggirarsi con decine di cani a seguito mi vien da dire che forse ha mangiato pesante e ha fatto un brutto sogno. La legge permette l’utilizzo di soli due cani per cacciatore. E poi signor Damelico suggerisca al suo amico che se ha avuto rilevanti danni alla propria coltivazione si rivolga alla provincia che gli indennizzi esistono e vengono utilizzati, quello che ha detto il collega cacciatore e cioè che il prelievo di selvaggina in periodo di riproduzione è vietato e perseguibile per legge, è giusto sensato e di facile comprensione.

Signor Damelico, per quanto riguarda l'appetibilità dei voti nel mondo venatorio, le rispondo dicendole che se alla politica della Regione gli fosse interessato così tanto non avrebbe aspettato 11 anni per rinnovare un piano faunistico aspettato da troppo tempo da tutto il mondo venatorio, e le specie in deroga sono state bloccate per ben due volte dal TAR per cavilli burocratici e non perché le specie in oggetto sono in pericolo sopravvivenza. Ogni anno viene fatto un calendario venatorio base che poi viene integrato con le così dette specie in deroga o “volatili protetti “come dice lei, questo viene fatto dopo studi specifici e censimenti mirati da parte degli organi preposti e non perché il politico di turno si sveglia alla mattina e decide quali specie si possono incarnierare. S

ignor Damelico la prossima volta che vuole trattare un argomento specifico si informi in materia o almeno abbia l’accortezza di fare una telefonata a qualche suo amico ambientalista.
 

Il Presidente Italcaccia di Roncade
Marco Donadel

     

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