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Giovedì
30 luglio
2009

 

Bettiol, fra te e me c'è di mezzo la coerenza

Damelico: "Il mio è un percorso, il tuo uno slalom fra le convenienze"
Per quanto riguarda l'amico Buldo, o è un opportunista oppure lo hanno strumentalizzato
  
Gent. Direttore, chiedo ancora la Sua cortese ospitalità per una doverosa
risposta a quanto mi scrive Renzo Bettiol.

Avrei benissimo sorvolato sui commenti riguardanti il mio impegno politico, ma avendolo accostato al suo, ritengo sia necessario fare qualche distinguo.
La discriminante è sicuramente la “coerenza”.
Per quanto mi riguarda, prima la DC, poi il Partito Popolare, successivamente La Margherita ed in ultimo il Partito Democratico, non si possono assolutamente definire cambi di casacca, ma l’evoluzione di un percorso
politico che per diversi anni mi ha visto protagonista, oltre che a Roncade
anche a livello provinciale e di collegio in posti e con incarichi di responsabilità operativa assai importanti.

Da questo punto di vista la mia storia politica è limpida e non si presta a interpretazioni; chi dice di non conoscerla, o finge o è in malafede.
Parafrasando il linguaggio calcistico, non mi sono mai definito una punta, ma un buon mediano, questo si.

Quando si fa parte di una squadra, ogni ruolo è fondamentale per raggiungere il risultato e se non sono quasi mai stato in panchina, una ragione c’è.
Trovo assai scorretto palesare determinate cariche come fossero dei “premi”, questo è frutto di un modo qualunquista di vedere la politica degli “altri” come un mero interesse personale e la propria come “spirito di servizio” (forse parlano di se stessi).

Bettiol avrà anche avuto solo due tessere politiche, ma se una volta ha lasciato la Lega per continuare a fare l’assessore (coerentemente con
il suo credo che vede le cose distinte), nell’ultima tornata, non ha avuto
scrupolo alcuno a lasciare la maggioranza con cui era stato eletto.
Aveva sottoscritto il programma elettorale e in consiglio comunale aveva votato le linee programmatiche, ma evidentemente la sua coerenza andava solo a braccetto con quella poltrona che non si è visto riconfermata.
E’ quindi passato all’opposizione, ma non con “i comunisti” che ha sempre osteggiato; con questi lo si è visto quando ha presentato la loro lista.

Vero che siamo in democrazia e non c’è reato per sostenere chicchessia, ma in questo caso si pone una questione di etica e di buongusto che qui non vedo.
Di questi tempi siamo vaccinati a ben altre cadute di stile, ma se ad abundantiam diamo retta ai rumors e veniamo a sapere che si era anche impegnato alla formazione della lista della Crosato, ebbene ce n’è ben d’onde per parlare molto più che di “confusione”.

Per quanto riguarda la mia presunta cattiveria nei confronti dell’amico Buldo, devo dire che non ho, ne potrei mai criticare il suo pluridecennale impegno nelle istituzioni (onore al merito), il punto è solo e solamente quello che ha fatto in questa campagna elettorale.
Basiamoci ai fatti, lui (anche al sottoscritto) ha sempre affermato che era dalla nostra parte, come interpretare allora quel grazie per l’impegno profuso alla lista del dr. Zerbinati?
Se la questione è vera, parlare di opportunismo è adeguato.

Se non è vera, quelli che devono chiedergli scusa per averlo strumentalizzato, sono altri.
Comunque da più parti giungono anche testimonianze che abbia fatto
pubblicità per i candidati Crosato e Natale, è quindi evidente che c’era la
volontà di lavorare per un risultato che fosse tutto fuorchè pro Simonetta, chi disconosce le sue responsabilità è in malafede e cerca di sovvertire i fatti
contando nella distrazione della gente.

Io ho voluto evidenziare alcuni peccati, lungi da me assumermi l’onere di pontificare, ma i fatti sono fatti e sono li che parlano da soli.

Ossequi

Luciano Damelico

     

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