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Martedì
12 maggio
2009

 

Una casa nuova per la vedova dell'eroe

L'abitazione a Banja Luka consegnata grazie alla raccolta di fondi
Dijana Cigan imparerà anche a fare la pasticcera con un corso di una scuola di agraria. Il marito nel 2007 affogò salvando due bambini di Biancade
  

Dijana Cigan, vedova di Dragan, ha da oggi una casa nuova nella sua città, Banja Luka, grazie ai soldi raccolti fra i cittadini veneti.

Sono passati quasi due anni da quando il marito, il 22 luglio del 2007, muratore a San Martino di Lupari, si tuffò nelle acque del Lido di Jesolo, a pochi metri dalla foce del Piave, richiamato dalle grida di due bambini di Biancade che stavano per affogare. Riuscì a salvarli ma, sfiancato, ad annegare fu lui, lasciando orfane due figlie di 10 e 4 anni.

La vicenda finì sulla cronaca nazionale a causa del comportamento dei genitori dei bambini trevigiani, i quali furono accusati di essersi allontanati dal luogo del salvataggio senza curarsi della sorte di Dragan. A mettere in moto una sorta di meccanismo di riparazione dell’immagine così offuscata ricaduta sulla comunità locale fu il Comune di Roncade che, assieme alle autorità cittadine di San Martino di Lupari e di Jesolo, avviò una raccolta di fondi a favore della vedova 24enne del giovane bosniaco grazie alla quale si riuscì in poco tempo a mettere insieme più di 100 mila euro.

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Contestualmente un’azienda di San Vendemiano, Eurometalnova Spa, mise a disposizione un posto di lavoro per la donna nella sua filiale di Banja Luka. Difficoltà negli spostamenti e nell’affidamento delle figlie indussero la donna a declinare ma il vitalizio provvisorio di 300 euro al mese, che fu deciso di inviarle grazie ai fondi raccolti, le ha permesso fino ad oggi di vivere in modo sufficientemente decoroso, anche se la sua vera ambizione sarebbe stata quella di raggiungere la cognata, sorella di Dragan, a San Martino di Lupari.

A Dragan nel luglio dello scorso anno fu conferita la medaglia d'oro al valor civile da parte della Repubblica italiana.

Da ieri, comunque, Dijana volta pagina. Delegazioni dei tre comuni veneti, il sindaco di Banja Luka e rappresentanti della Presidenza della Repubblica di Bosnia e della regione Veneto le hanno consegnato le chiavi di un appartamento in città e per lei si apre l’opportunità di un lavoro più praticabile e qualificato. Il preside di una importante scuola di agraria della regione ex jugoslava le ha infatti offerto un percorso di formazione che dovrebbe trasformare Dijana in una esperta in panetteria e pasticceria.

     
   
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