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Martedì
27 ottobre
2009

 

E-gov, e-part, e-dem...

Basterà qualche blog a rivitalizzare la democrazia?
Gli amministratori devono favorire soprattutto la partecipazione ed il dibattito pubblici più che lavorare per esporre isolate posizioni.
  
POLITICA, PARTECIPAZIONE E WEB

Lorenzo Pezzato ha richiamato l’attenzione sullo stretto legame esistente tra internet e le nuove forme di partecipazione alla vita politica chiedendo un confronto su tale tema.
Oggi le reti telematiche combinandosi con le reti sociali possono far crescere una nuova organizzazione ed un nuovo sistema di relazioni nella società.
Stiamo assistendo al passaggio dall’e-government all’e-governance.

L’e-government (letteralmente “governo elettronico”) indica l’uso di nuove tecnologie di comunicazione e di informazione a supporto dell’attività di governo e della pubblica amministrazione. E’ principalmente diretto al miglioramento dei processi e delle strutture dei servizi al pubblico, ai cittadini e agli attori economici.
L’e-governance va oltre all’applicazione degli strumenti elettronici nelle interazioni tra government in senso stretto e i cittadini, e tra government ed attori economici.
L’e-governance si ammanta di partecipazione politica, si estende oltre i fini della programmazione e della gestione della “res pubblica”; è rivolta a cogliere gli aspetti democratici di partecipazione dal basso.

Oggi per le amministrazioni pubbliche, i servizi telematici da mere opportunità, sono diventati una necessità irrinunciabile. Pur essendo diffuse, le potenzialità delle strutture telematiche tuttavia sono ancora poco sfruttate nella costruzione di un rapporto bilaterale, interattivo tra pubbliche istituzioni e attori sociali. La realizzazione di processi di e-partecipation e di e-democracy, come sotteso da Pezzato, richiede, in primis, una modifica sostanziale dei modelli amministrativi in uso, cioè più versatili e flessibili, dove vi sia il superamento delle competenze di settore in cambio di un aumento di valore aggiunto nei servizi erogati al cittadino.

L’attuale Amministrazione di Roncade pare abbia preso sul serio tale “mission”.
“Costruire un nuovo rapporto tra amministrazione e cittadini e imprese; sviluppare un maggiore coinvolgimento ed una maggiore informazione/comunicazione ai cittadini sulle scelte salienti dell’amministrazione; promuovere una cultura della comunicazione; progettare una struttura che si occupi della comunicazione istituzionale; potenziare l’informazione e tenere informati i cittadini…” sono parte degli indirizzi operativo-programmatici su cui essa stessa è chiamata a cimentarsi nel prossimo futuro.
Ma lo sviluppo di percorsi di e-governance, qualora realizzati, richiede di prendere in esame, fin da ora, le ricadute in termini di estensione e di miglioramento degli aspetti democratici della partecipazione e delle decisioni in ambito pubblico . Per questo non basta una connessione al web, possedere un blog od un esclusivo sito internet per l’ e-governance.
Soprattutto per gli amministratori del bene pubblico, per chi ha responsabilità di governo, è bene che abbiano da favorire e da promuovere soprattutto la partecipazione ed il dibattito pubblici più che lavorare per esporre isolate posizioni.

Ad esempio: in relazione al locale problema posto da Unindustria di Treviso che vuole costruire gli Inceneritori di Silea e Bonisiolo, più che il pensiero di ogni singolo componente dell’ Amministrazione Comunale e/o del Consiglio Comunale, quello che conta (nel caso specifico) è il pubblico reiterato “NO” dell’ Amministrazione e del Consiglio Comunale alla loro realizzazione. Non solo; molto importante è stato in questi anni, il lavoro “sotterraneo”, compiuto porta a porta da singoli cittadini, diversi dei quali membri dei “Comitati Riuniti Rifiuti Zero”, le raccolte di firme,gli incontri e le pubbliche assemblee che, oggi, vedono l’opinione pubblica roncadese schierata contro gli Inceneritori accanto a quella di Silea e di Bonisiolo più di quanto non sembri.

Sono convinto che , per compiere scelte oculate , non servono gesti clamorosi ma fornire una corretta ed esauriente informazione.
Solo così l’ e-government potrà trasformarsi in e-governance.
Ciò che può fare o dire il Politico di Turno è molto importante ma conta molto di più la scelta che il cittadino esprime con il proprio voto quando è chiamato liberamente e consapevolmente ad esercitarlo. In fin dei conti è questa la base della democrazia; vera, oggettiva partecipazione.

 

Francesco Cavasin

     

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