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Martedì
19 ottobre
2009

 

Non ci sono più le carpe di una volta

Per le autorità i pesci sono morti per colpa della pioggia
Acqua troppo limacciosa e paratoie chiuse hanno tolto ossigeno. Ma è meglio dare un'occhiata agli scarichi nel fossato
  
Le carpe del castello il 19 settembre scorso sono morte per colpa della pioggia.

Sembra una solenne stupidaggine ma se il referto porta intestazione e timbro dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezia, che ha condotto l'autopsia sui corpi dei pesci defunti, allora con le parole bisogna fare attenzione.
Nel documento, testualmente, si legge: "Assenti lesioni riferibili a malattie infettive. Mortalità probabilmente da riferirsi a torbida a seguito di forti acquazzoni".

Tradotto: siccome ha piovuto molto si è sollevata troppa terra dal fondo, e dato che le paratoie che governano l'acqua che arriva dalla Canaletta sono state chiuse per qualche ora, ecco che la densità di materiale limaccioso in sospensione sull'acqua ha fatto morire i pesci.

Riflettendo e consultando wikipedia, però, si apprende che:

"... In Europa la specie è stata introdotta molti secoli fa per l'alimentazione e per la sua straordinaria capacità d'adattamento. Oggi, anche a seguito di ripopolamenti, è possibile trovarla nella quasi totalità delle acque dolci temperate. La carpa comune è stato uno dei primi pesci ad essere introdotto in altri paesi oltre a quello di origine.Di solito vive nei fiumi a corso lento e nei laghi,ma si adatta molto bene in qualsiasi habitat,anche in quelli soggetti ad inquinamento organico. Si riproduce in primavera e in estate deponendo circa 2-300.000 uova,che fissa alla vegetazione galleggiante".

Ovvio che non ci sono più le carpe di una volta.

Da parte sua l'Arpav, chiamata sul posto, rileva l'assenza di "evidenti correlazioni tra la moria di pesci e lo scarico di acque reflue" dell'azienda agricola Castello di Roncade. L'agenzia regionale dice anche che probabilmente le carpe sono morte per "la scarsa ossigenazione delle acque del fossato causate dalla chiusura della derivazione delle acque del fiume Musestre", la Canaletta, appunto.
Tuttavia, conclude l'Arpav, "si invita l'Amministrazione alla verifica della situazione degli scarichi domestici eventualmente recapitanti sul fossato antistante il castello".

Che si riducono a uno, cioè quello del castello.

     

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