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Mercoledý
2 settembre
2009

 

Due giorni per comperare il fortino dei Nike

Il demanio offre al Comune l'ex base di Ca' Tron per 810 mila euro
Il Consiglio Comunale vota una delibera e chiede tempo: il prezzo Ŕ buono ma dentro non sappiamo cosa ci sia
  
L'ex base missilistica di Ca' Tron Ŕ in vendita, il demanio la offre al Comune di Roncade con diritto di prelazione per 810 mila euro ma il tempo per decidere, prima di mandarla all'asta, Ŕ di soli 15 giorni.

E' stato questo il tema centrale della seduta del consiglio comunale di ieri sera, discussione che si Ŕ conclusa con una delibera con la quale si chiede all'agenzia pubblica di concedere un margine di tempo pi¨ ampio al fine di poter decidere con la necessaria consapevolezza. Il provvedimento Ŕ stato approvato a maggioranza, con l'astensione dei consiglieri di minoranza Roberto Silvestri e Marco Lovisetto.
L'informazione ufficiale della possibilitÓ per l'amministrazione di acquistare la struttura - 81.980 metri quadrati di cui 4.518 coperti, circondati dalla tenuta di Fondazione Cassamarca Spa - Ŕ infatti datata 18 agosto. Trascorse le due settimane senza un'accettazione della proposta (da parte del Comune ma anche di Provincia di Treviso e Regione Veneto, alle quali Ŕ riconosciuto lo stesso diritto di prelazione) il bene sarÓ assegnato al migliore offerente attraverso una gara.

Data per˛ la somma, ritenuta pi¨ che conveniente per un immobile almeno sulla carta molto interessante, l'amministrazione comunale non pare intenzionata a lasciar cadere tanto facilmente l'opportunitÓ, nonostante le restrizioni imposte dal patto di stabilitÓ. Una formula per coinvolgere capitali privati, sostengono i vertici comunali, in qualche modo pu˛ essere individuata.
Il vero problema risiede piuttosto nell'assoluta mancanza di informazioni sullo stato della ex base militare, non essendo stato trasmesso dall'Agenzia del Demanio alcun fascicolo descrittivo dello stato del bene e non potendo il Comune visitare all'interno la struttura.
Un salto nel buio, insomma, che potrebbe nascondere delle incognite legate, ad esempio, alla necessitÓ di bonificare l'area dalla presenza di ipotetici materiali nocivi.


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Da qui la richiesta formale al Demanio di assecondare una proroga dei termini e di trasmettere una descrizione dettagliata dell'immobile e dell'area circostante. A meno che, Ŕ il sospetto dei maligni, non esista a monte l'intenzione di favorire operatori privati interessati alla ex base, per farne cosa non si sa.

L'Agenzia, da parte sua, ha replicato oggi che la procedura assunta nei confronti del Comune di Roncade Ŕ quella standard.
Per conoscere i dettagli sul bene in via di dismissione, Ŕ stato anche aggiunto, Ŕ sufficiente una richiesta di accesso agli atti, istanza che sino a questa mattina non risultava essere stata inviata dagli uffici di via Roma.
In precedenza, Ŕ stato anche precisato dall'ufficio stampa del Demanio, non sono mai stati registrati casi di slittamento dei termini che per Roncade, essendo la comunicazione stata ricevuta il giorno 21 agosto, si chiuderanno il 5 settembre.

L'Amministrazione, dati anche gli orientamenti indicati nel Piano di Assetto del Territorio (Pat), individua nella zona un ottimo sito a vocazione turistico ricettiva, ed il giudizio Ŕ condiviso anche da chi, in passato, per molti anni ha operato all'interno della base.
Gli spazi, articolati in otto alloggi, consentirebbero in sintesi di ospitare almeno 300 persone. La vicinanza alla laguna, alle spiagge, all'aeroporto ed ai caselli autostradali non fanno altro che incrementarne l'appeal, tenendo conto che sarebbe possibile pure raggiungere da lý le isole veneziane attraverso un canale navigabile.
Nell'estate del 2008 la base era stata anche individuata dal Governo come possibile sede di un centro per l'identificazione e l'espulsione degli immigrati clandestini, tema che diede origine ad un fitto dibattito fino al tramonto - almeno per ora - dell'ipotesi.

La base di Ca' Tron, collegata collegata con quella di Marteggia (Venezia), rimase operativa fino al 1976. Nella frazione roncadese, essenzialmente logistica, lavoravano militari italiani ed americani nel controllo degli armamenti rispettivamente convenzionali e nucleari, compresi missili di tipo Nike, custoditi appena al di lÓ del Vallio, nel veneziano.

Poi la struttura venne chiusa, le testate portate via, ed in seguito venne utilizzata ancora qualche anno solo come deposito di materiali dell'Esercito.

     

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