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Martedì
17 giugno
2008

 

Maroni: Cpt a Roncade. Rubinato: escluso

Il Governo propone Ca' Tron come sede di un centro per immigrati
Rubinato: Sono esterrefatta, su quell'area c'è un nostro piano di sviluppo. Con tutti i voti presi qui Palazzo Chigi deve trattare meglio il Veneto
  
COMUNICATO STAMPA

BERLUSCONI VUOLE PORTARE I CLANDESTINI A RONCADE

Il sindaco, Simonetta Rubinato, è esterrefatto: “Veniamo a scoprire dai giornali che il governo Berlusconi vuole portare i clandestini in un Cpt (Centro di Permanenza Temporanea) a Roncade, dove collocarli per tutto il tempo necessario alla loro identificazione e successiva espulsione. L’Amministrazione è assolutamente contraria ad un simile progetto – afferma con forza il primo cittadino - e lo contrasterà in ogni modo.

Non si tratta della sindrome Nimby (Not in My Backyard): quell’area missilistica dismessa dal ministero della Difesa dal governo Prodi è oggetto di attenzione da tempo da parte dell’Amministrazione nell’ambito del ‘Piano Strategico di Sviluppo del Territorio’ messo in atto dal Comune di Roncade per il suo possibile utilizzo, in sinergia con Fondazione Cassamarca e altri soggetti interessati con finalità di sviluppo turistico, culturale (tenuta Ca’Tron) o di innovazione tecnologica e new media (H-Farm).

L’area, infatti è collocata all’interno di una tenuta agricola di 1100 ettari che si sta sviluppando con varie attività di formazione universitaria d’eccellenza, di ricerca e di sviluppo tecnologico innovativo e l’Amministrazione roncadese ha dimostrato un particolare tipo di rispetto per l’ambiente per garantire la tutela dell’ultimo pezzo di campagna veneta pregiata integro nei pressi della laguna veneta.
Senza trascurare, infine, il particolare pregio archeologico dell’area. Sotto e a fianco dell’ex base missilistica si sta portando alla luce il sedime dei due rami della via Annia (una delle principali arterie romane che proprio in quel punto si biforca).

Il ministro Maroni – conclude Rubinato - non poteva perciò scegliere un’area meno indicata per un Cpt. Ci si aspetterebbe che un governo premiato da così tanti voti nel Veneto ponesse molta più attenzione per le esigenze del territorio anziché sparare proposte propagandistiche senza preoccuparsi della loro fattibilità. Il governo Berlusconi stia lontano da Roncade”.


CORRIERE DEL VENETO - 17 GIUGNO 2008

Il sopralluogo Visionate dagli ispettori del Viminale ex caserme dell'Aeronautica tra Venezia, Padova e Treviso

Centro clandestini, sotto esame Ca' Tron e Bagnoli

VENEZIA — L'annuncio arriva dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni: «Sono state individuate sei ex caserme (in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania, ndr)
da impiegare come Centri per l'identificazione e l'espulsione dei clandestini». La conferma porta la firma del ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «E' vero, abbiamo fornito al Viminale l'elenco di siti militari dismessi, aree e terreni di nostra competenza, presenti anche in Veneto, idonei allo scopo. Ma la decisione finale spetta all'Interno».
E infatti tra domenica e ieri i funzionari di Maroni, coordinati dal sottosegretario Alfredo Mantovano, sono arrivati nella nostra regione per i primi sopralluoghi. Talmente blindati da essere taciuti anche a prefetti e questori, per evitare fughe di notizie e relative proteste da parte di sindaci, cittadinanza e no global.
L'ordine di Maroni è perentorio: la precedenza va a strutture ubicate fuori dai centri abitati, vicino ad un aeroporto e alla sede di un Reparto mobile della polizia di Stato. E così l'interesse degli ispettori si è concentrato tra le province di Padova, dove è di stanza il Reparto mobile, e Venezia-Treviso, dotate di scali. In terra lagunare, al confine con la Marca, sono state prese in considerazione le due ex basi missilistiche dell'Aeronautica di Ca' Tron, nei Comuni di Meolo e Roncade (Treviso). Erano sede del Gruppo intercettori e sarebbero logisticamente adatte allo scopo, in quanto forti di palazzine servizi e Comando, alloggi, mensa, hangar e ampi spazi verdi. Inoltre i due siti, attigui, sono lontani da centri abitati e a pochi chilometri dall'aeroporto. Interessante anche l'ipotesi di forte Tessera, già utilizzato dal Comune per l'accoglienza dei profughi in attesa di asilo politico, mentre meno plausibile è parsa la chance forte Pepe, in località Montiron, abbandonato ma piccolo e più somigliante a un bunker che a un centro di detenzione. Gli addetti ai lavori indicano come molto probabile la scelta di Ca' Tron. Che, tra l'altro, si rispecchia nell'immobile visionato nel Padovano, esattamente a Bagnoli. Dove si trova un'altra ex base dell'Aeronautica ormai dismessa e dotata degli stessi servizi di quella veneziana. Cioè palazzine civili, mensa, spazi logistici e verdi. Un'opzione ritenuta più valida di quella di Vigodarzere, sede di un ex deposito centrale di sistemi missilistici posizionato però al centro del paese. Il che ha scatenato la contrarietà del sindaco, Franco Frazzarin (Pd), che il 5 giugno ha consegnato una lettera al prefetto di Padova, Michele Lepri Gallerano, per esprimere tutta la sua preoccupazione per l'eventuale scelta di tale area.
Resta invece sotto osservazione l'ex caserma dell'Aeronautica militare lasciata vuota sul monte Venda, a pochi chilometri da Montegrotto. Non è ancora dato sapere su quale dei siti ispezionati cadrà la scelta del Viminale, che prima di avviare l'iter per la realizzazione del Cie potrebbe voler vedere altre delle circa 60 strutture dismesse dal ministero della Difesa in Veneto.
Michela Nicolussi Moro