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Venerdì
5 settembre
2008

 

Filiera corta, il soggetto pigro è il contadino

Piovesan: "Per lui sono più  sicuri i grossisti, così non si corrono rischi"
Occorrono un progetto più ambizioso e la volontà sincera di venire incontro ai consumatori. Con il supporto deciso del Comune
  
Allacciandomi ai recenti interventi di Meneghello e Pezzato volevo sottolineare che sostegno ai prodotti locali, filiera corta, distributori di latte, ecc. sono tutti principi condivisibili e progetti positivi ma la realizzazione degli stessi non è semplice né automatica.

Faccio l’esempio del distributore di latte che la sezione di Rifondazione Comunista di Roncade ha richiesto all’amministrazione comunale e alla Coldiretti in data 7 maggio 2008; l’amministrazione nella persona dell’Assessore all’ambiente Guido Geromel si è subito attivata presso gli allevatori del nostro comune che però non hanno manifestato l’intenzione di gestire tale impianto tanto che adesso si stanno sondando allevamenti dei comuni limitrofi.
Le motivazioni adotte in genere sono che tali distributori in alcuni comuni hanno avuto uno straordinario successo mentre in altri la vendita di latte è scesa nel periodo estivo sotto i 40-50 litri i quali, da soli, non permettono di recuperare le spese di gestione dell’impianto.

Ma più in generale c’è uno scarso interesse delle aziende agricole del nostro territorio ad intraprendere iniziative di questo genere assumendosene in toto i rischi. E’ più sicuro vendere il latte ai caseifici o le verdure ai mercati ortofrutticoli; al massimo si può appendere un bel cartello “vendita meloni” all’ingresso di casa e attendere qualche sparuto acquirente.
Ma per l’appunto di questi cartelli è disseminato il nostro comune e forse ciò che è da intraprendere è un progetto più ambizioso come la creazione di un ente o di una cooperativa che acquisti i prodotti agricoli dai produttori del comune e li vendi direttamente nei mercati o nei negozi con un marchio identificabile, che gestisca direttamente il distributore di latte o che metta in piedi altre cento iniziative che si possono intraprendere.

Penso ai gruppi di acquisto (a Monastier il comune si è già attivato vedi il sito http://gasmonastier.wordpress.com) con un’attività che vada dall’acquisto di generi alimentari alla legna o al GPL da riscaldamento,ecc. o alla possibilità di integrare la creazione di orti comunali per gli abitanti che non dispongano di un terreno, ecc.
E’ un progetto sicuramente ambizioso ma che avrebbe il pregio di superare gli ostacoli che si presentano alla miriade di piccoli produttori quando affrontano la distribuzione dei loro prodotti.

Naturalmente l’impegno del Comune dovrebbe essere deciso ed importante ma è anche necessario che ci sia dai cittadini una forte sensibilità su queste tematiche.

Simone Piovesan